Al cuore di tutto: la natura e il carattere di Dio

Di Peter Amsterdam

Luglio 15, 2012

L’onniscienza di Dio (seconda parte)

(Per un’introduzione e una spiegazione di questa serie, siete pregati di vedere Al cuore di tutto: Introduzione.)

Nel precedente articolo abbiamo preso in esame l’onniscienza di Dio — compresa la sua conoscenza di Sé, la sua conoscenza di ogni cosa nel passato, nel presente e nel futuro, e la sua conoscenza ipotetica, o media, (la conoscenza di tutto ciò che è possibile). In questo articolo discuteremo dell’argomento del libero arbitrio alla luce della preconoscenza divina.

A questo punto vale la pena di menzionare che non tutti i teologi concordano che Dio sia pienamente onnisciente e che conosca il futuro. Una piccola minoranza di teologi ha presentato altri punti di vista, affermando che Dio conosce tutto il passato e il presente, ma sa quello che succede man mano che gli avvenimenti hanno luogo e non conosce il futuro. Alcuni hanno affermato che Dio conosce tutto quello che è possibile conoscere, ma che ci sono alcune cose che non gli è possibile sapere. Queste teorie contraddicono ciò che sulla conoscenza divina hanno da dire sia il Vecchio sia il Nuovo Testamento. Come indicato dalle Scritture citate negli articoli precedenti, la conoscenza divina comprende ogni cosa —passata, presente e futura.

Nel corso della storia, i teologi hanno concordato che Dio è onnisciente e conosce il passato, il presente e il futuro, secondo ciò che dicono le Scritture. Concordano anche che, sempre secondo le Scritture, gli esseri umani possono fare le loro scelte liberamente: hanno, cioè, il cosiddetto libero arbitrio, che permette loro di scegliere liberamente le loro azioni.

Sorge comunque una domanda: se Dio ha la preconoscenza delle scelte che gli esseri umani faranno in futuro, questa sua preconoscenza rende queste scelte certe e quindi non veramente libere? Le diverse confessioni cristiane oggi hanno, in termini generali, due modi diversi di vedere la questione. Dico “in termini generali” perché ci sono alcune divergenze d’opinione anche tra i credenti appartenenti alla stessa confessione.

In genere c’è chi crede che Dio conosce il futuro e ciò che tutti faranno, ma che la sua preconoscenza non significa che Egli decida quello che dovranno fare; sa semplicemente in anticipo quali libere scelte faranno, perché conosce il futuro. La sua conoscenza di ciò che faranno non interferisce né influisce minimamente sulle loro scelte. Perciò l’uomo ha libero arbitrio. Questo punto di vista è comunemente noto come arminianesimo, argomento arminiano, o posizione arminiana, da Jacob Arminius (1560-!609).

Il secondo punto di vista generale è che Dio sa ciò che succederà in futuro perché, già da prima della creazione del mondo, ha ordinato o decretato tutto ciò che succederà nella vita di ogni persona. Di conseguenza Dio ha preconoscenza a causa della sua preordinazione, o predestinazione, di tutti gli avvenimenti. Questa dottrina afferma che, anche se Dio ha predestinato le scelte che gli individui faranno, gli esseri umani scelgono liberamente ciò che Dio ha predestinato che facessero. Secondo questa posizione, gli esseri umani fanno le loro scelte liberamente e non sono consapevoli di alcuna limitazione posta da Dio alle loro decisioni, anche se esistono. Questo punto di vista si chiama “calvinismo”, da Giovanni Calvino (1509-1564), uno dei riformatori protestanti più influenti. È nota anche come posizione riformata.

In questo articolo accennerò solo in breve a queste due punti di vista generali, perché hanno più a che fare con la provvidenza divina e con il fatto che Dio determini in anticipo chi si salverà e chi no, quindi ne discuteremo ampiamente quando affronteremo questi argomenti. Sia la posizione calvinista/riformata che quella arminiana utilizzano la Bibbia per sostenere le proprie dottrine, ed entrambe hanno estese spiegazioni teologiche sul motivo delle loro idee. Non presenterò le due posizioni nella loro completezza, né i versetti biblici che usano per sostenere le loro asserzioni, perché saranno inclusi in articoli successivi.

Qui citerò teologi di tutt’e due le parti. Entrambe sostengono con decisione che la loro posizione si basa sulle Scritture. Anche se David Berg non parlò specificamente della posizione arminiana, è chiaro dalle sue opere che non credeva nella posizione riformata. Comunque, anche se non era d’accordo con Calvino su questo argomento, concordava con lui su altri punti. Leggendo alcune delle citazioni qui sotto, è chiaro che esiste un contrasto; ma nonostante il disaccordo, entrambe le posizioni credono che la salvezza sia per grazia e che Gesù sia la sola via per la salvezza, insieme a tutte le altre principali dottrine cristiane.

La posizione calvinista

Giovanni Calvino prese la sua posizione sulla predestinazione divina a causa della forte enfasi che dava alla sovranità assoluta di Dio. Dal suo punto di vista, Dio deve controllare ogni cosa perché è sovrano; se non lo facesse, non sarebbe sovrano. Nell’articolare il suo modo di intendere la predestinazione divina, afferma che Dio è la causa primaria di tutto ciò che avviene sulla terra, ma fa accadere le cose in maniera nascosta, per cui non è ovvio che le abbia causate Lui. Per un osservatore, le ha causate qualcos’altro, che lui chiama causa secondaria. Un esempio di ciò sarebbe la pioggia. La Bibbia dice che Dio porta la pioggia. La scienza dice che la pioggia è causata da leggi naturali: l’acqua evapora, forma delle nuvole, si condensa e finisce per cadere sulla terra sotto forma di pioggia. Calvino direbbe che entrambe le cose sono vere: la pioggia è causata al cento per cento da Dio e al cento per cento da leggi naturali.

Wayne Grudem, teologo riformista, lo spiega così:

La causa divina di ogni evento funziona come una causa invisibile, nascosta, che dà direzioni; quindi potrebbe essere chiamata la “causa prima” che progetta e origina tutto ciò che succede. La cosa creata, però, dà origine ad azioni in modi conformi alle proprietà della creatura stessa, modi che spesso possono essere descritti da noi o dagli scienziati che osservano con attenzione i processi. Questi fattori e queste proprietà delle creature possono quindi essere chiamati cause “secondarie” di tutto ciò che avviene, anche se sono cause a noi evidenti mediante l’osservazione.[1]

Quando la si applica alle azioni umane, questa dottrina significa che tutte le cose che le persone fanno sono predeterminate da Dio come causa primaria e che tutti fanno ciò che Dio ha preordinato, senza avere la consapevolezza che queste azioni sono dovute alla causa prima. Anche se pensano di fare queste cose di loro spontanea volontà, in realtà ne sono la causa secondaria. Tuttavia sono responsabili delle loro azioni.

Molti che non sono d’accordo con questa dottrina, me compreso, dicono che il calvinismo si avvicina molto a dire che Dio è responsabile dei peccati commessi dalle persone, perché, se è vero che Dio predetermina tutto ciò che esse fanno, allora predetermina anche il peccato.

Il teologo riformato Wayne Grudem esprime il seguente concetto sulla questione del peccato e della predestinazione, dimostrando che la posizione riformata ha qualche difficoltà nello spiegare il ruolo di Dio nel peccato:

Siamo giunti al punto di confessare che non comprendiamo come Dio possa stabilire che compiamo azioni malvagie e allo stesso tempo ritenercene responsabili, senza assumersene Lui stesso la colpa: possiamo affermare che tutte queste cose sono vere, perché insegnate dalle Scritture; ma le Scritture non ci dicono esattamente come Dio causi questa situazione o come possa ritenerci responsabili di qualcosa che Lui stesso ha predestinato. Qui le Scritture tacciono e dobbiamo concordare con Berkhof che, fondamentalmente, “il problema del rapporto di Dio con il peccato rimane un mistero”.[2]

Secondo la posizione riformata, Dio conosce il futuro principalmente perché l’ha predestinato, essendone la causa prima. I calvinisti credono che Dio conosca tutto il passato, il presente e il futuro, ma differiscono dalla posizione arminiana sul motivo per cui conosce il futuro, dal momento che credono che lo conosca perché ha già decretato tutti gli avvenimenti prima della creazione del mondo.

Riguardo a questo punto, nel suo libro Ciò che la Bibbia dice su Dio Creatore, Jack Cottrell (teologo arminiano) cita tre teologi riformati.[3]

Ciò che Dio preconosce è certo, non perché lo preconosca, ma perché lo ha decretato. —L. S. Chafer[4]

Inoltre, questa conoscenza non dipende da una qualche preveggenza, ma è conforme al suo disegno benevolo e sovrano. Noi conosciamo le cose solo perché esistono, ma per Dio ottengono l’esistenza se le ha conosciute prima. —Morton Smith[5]

Qui incontriamo un problema che non possiamo risolvere del tutto, anche se è possibile avvicinarsi a una soluzione. Dio ha decretato tutte le cose e le ha decretate in tutto il loro corso e con tutte le loro condizioni, esattamente nell’ordine in cui avverranno; e la sua preconoscenza delle cose future e anche degli avvenimenti fortuiti si basa sul suo decreto. —Louis Berkhof[6]

La posizione arminiana

Le persone che sostengono la posizione arminiana non sono assolutamente d’accordo con quella riformata. Quando si tratta di conoscere il futuro, credono che il motivo per cui Dio lo conosce sia perché è eterno e perché vede tutte le cose contemporaneamente, non perché abbia preordinato tutti gli avvenimenti. Non credono che Dio abbia predestinato le azioni di ogni persona. Se fosse così, allora di fatto l’umanità non avrebbe libero arbitrio. La loro posizione è che le persone prendano le loro decisioni senza interferenze da parte di Dio.

Cottrell afferma:

Questa spiegazione della preconoscenza di Dio [secondo la posizione riformata] va rifiutata principalmente perché il concetto di un decreto eterno assolutamente predeterminante non è una dottrina biblica e quindi non può essere alla base della conoscenza divina del futuro.[7]

Concludiamo che l’unico punto di vista che mantenga sia l’integrità della preconoscenza di Dio, sia quella del libero arbitrio dell’uomo sia quello che Dio preconosce le scelte contingenti future semplicemente perché è il Dio trascendente che vive al di fuori del tempo e conosce ogni cosa in un presente eterno.[8]

Nello spiegare le differenze tra la posizione riformata e quella arminiana, Wayne Grudem dà una spiegazione molto chiara della seconda:

Chi sostiene la posizione arminiana afferma che per conservare la vera libertà dell’uomo e le sue vere scelte necessarie per una reale personalità umana, Dio non può causare o progettare le nostre scelte volontarie. Concludono, quindi, che l’interesse provvidenziale o il controllo di Dio sulla storia non devono includere tutti i dettagli specifici di ogni avvenimento, ma che Dio risponde semplicemente alle scelte e alle azioni umane mentre avvengono, facendolo in maniera che nel mondo alla fine i suoi propositi si compiano.[9]

A proposito degli insegnamenti calvinisti sulla predestinazione, David Berg scrisse:

Alcuni di quei vecchi predicatori calvinisti insegnavano una dottrina di predestinazione e predeterminazione così rigida, che dicevano: “Non si può fare assolutamente nulla riguardo alla propria salvezza; l’unica cosa è sedersi a leggere la Bibbia, pregare e sperare che Dio vi salvi se sceglie di farlo, se desidera farlo, perché è Lui che fa la scelta”. […]

L’intero concetto dalla Bibbia, dal giardino dell’Eden fino al libro dell’Apocalisse, è il libero arbitrio, la nostra scelta! E se non è una scelta nostra, allora è tutta una farsa, una truffa e una parodia della giustizia, della misericordia e dell’amore di Dio![10]

Preconoscenza e libero arbitrio

Dio conosce il futuro non perché abbia predestinato o predeterminato tutto ciò che deve succedere, ma perché è infinito. Tutto il tempo è presente davanti a Dio. Lo vede tutto nello stesso momento e quindi conosce tutti gli avvenimenti futuri prima che si manifestino.

William Lane Craig lo spiega così:

Penso che una risposta migliore a questo problema sia […] dire che la preconoscenza non equivale a predestinazione. Penso che sia meglio dire che Dio sa in anticipo quali scelte la gente farà liberamente e che le decisioni libere degli esseri umani determinano la preconoscenza che Dio ne ha, piuttosto che il contrario. La preconoscenza non determina le decisioni libere; anzi, al contrario, sono le decisioni libere a determinare la preconoscenza.

Un modo di pensare a questo è che la preconoscenza divina è come un barometro infallibile. Qualsiasi cosa il barometro dica, poiché è infallibile, indica come sarà il tempo. Il barometro però non determina il tempo, è il tempo a determinare il barometro. La preconoscenza divina è come un barometro infallibile del futuro. Ti fa sapere come sarà il futuro, ma non lo stabilisce in alcun modo. Il futuro può avvenire in qualsiasi modo gli agenti liberi vogliano che avvenga, ma non si può evitare che questo barometro infallibile, la preconoscenza divina, indichi la direzione che il futuro prenderà.[11]

Solo perché Dio sa quali scelte farà la gente, non significa che sia Lui a causarle; sa semplicemente in anticipo le scelte che faranno liberamente. Poiché Dio conosce il futuro, sa le scelte che farete liberamente; ma il fatto che sappia quel che farete non influenza in alcun modo la vostra decisione. Gli esseri umani hanno il libero arbitrio, la libertà di scelta. Le loro azioni non sono decretate né predeterminate.[12]

Dio ha capacità intellettuali illimitate — sono più grandi di tutte le cose create, compreso lo spazio e il tempo, le cose e le persone. Egli sa tutte le cose attuali [effettive] e tutte le cose possibili. Conosce i nostri pensieri e le nostre intenzioni, come pure le nostre azioni. Conosce tutto.

Implicazioni e applicazioni

L’onniscienza di Dio ha delle implicazioni per l’umanità. Una d’esse riguarda le benedizioni divine, come la protezione, la consolazione, la provvidenza e le cure che ci offre.

L’Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di Lui.[13]

O Signore, ogni mio desiderio è davanti a te, e i miei sospiri non ti sono nascosti.[14]

Ecco, l’occhio dell’Eterno è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benignità, per liberare la loro anima dalla morte e per conservarli in vita in tempo di fame.[15]

Non siate dunque in ansietà, dicendo: “Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo?” Poiché sono i gentili quelli che cercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose.[16]

Un’altra implicazione riguarda la conoscenza che Dio ha dei nostri peccati e delle cattive azioni e intenzioni dei malvagi. Tutti peccano e Dio conosce ogni peccato. Per i credenti, quei peccati sono perdonati grazie al sacrificio di Gesù sulla croce; Dio dice che non li ricorda. Questo s’interpreta meglio nel senso che non se li ricorda per imputarli contro di noi, perché sono stati perdonati e quindi non ne saremo puniti nella vita a venire.

Io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti.[17]

Ci sono persone malvagie che si ritengono libere di fare quello che vogliono senza subirne le conseguenze; pensano che non esista un Dio che le possa giudicare. Dio, però, vede le loro azioni e conosce il loro cuore; nel giorno del Giudizio esse si renderanno conto che Egli ha visto e ricordato tutte le loro azioni, anche se pensavano che nessuno vedesse mentre le compivano.

Tu confidavi nella tua malizia e dicevi: “Nessuno mi vede”. La tua sapienza e la tua conoscenza ti hanno sedotta, e dicevi in cuor tuo: “Io e nessun altro”.[18]

Guai a quelli che vanno in luoghi profondi per nascondere i loro disegni dall’Eterno, che fanno le loro opere nelle tenebre e dicono: “Chi ci vede? Chi ci conosce?”[19]

Egli tiene gli occhi sulle vie dell’uomo, e vede tutti i suoi passi. Non vi sono tenebre né ombra di morte, dove possano nascondersi i malfattori.[20]

I miei occhi sono su tutte le loro vie, che non sono nascoste dalla mia faccia, né la loro iniquità rimane occulta ai miei occhi.[21]

E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti a Dio, e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. E il mare restituì i morti che erano in esso, la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere.[22]

Quando verrà il momento in cui Dio giudicherà tutti, il suo giudizio sarà giusto e corretto. Non ci sarà bisogno di interpretare azioni o intenzioni, perché il Dio onnisciente capisce perfettamente entrambe, come conosce tutte le cose.


Nota:

Se non altrimenti indicato, tutti i versetti biblici sono tratti dalla Sacra Bibbia, versione Nuova Diodati, copyright © La Buona Novella, Brindisi. Altre versioni spesso citate sono la versione Nuova Riveduta (NR), la versione C.E.I. (CEI) e la Traduzione in Lingua Corrente (TILC).


[1] Wayne Grudem, Systematic Theology, An Introduction to Biblical Doctrine (Grand Rapids: InterVarsity Press 2000), 319.

[2] Wayne Grudem, Systematic Theology, An Introduction to Biblical Doctrine (Grand Rapids: InterVarsity Press 2000), 330.

[3] Jack Cottrell, What the Bible Says About God the Creator (Eugene: Wipf and Stock Publishers, 1983), 282–83.

[4] Lewis Sperry Chafer, Systematic Theology (Dallas: Dallas Seminary Press, 1947), I: 196.

[5] Morton H. Smith, “The Attributes of God,” p. 372.

[6] Louis Berkhof, Systematic Theology (Grand Rapids: Wm. B. Eerdmans Publishing Company, 1996), 67–68.

[7] Jack Cottrell, What the Bible Says About God the Creator (Eugene: Wipf and Stock Publishers, 1983), 283.

[8] Jack Cottrell, What the Bible Says About God the Creator (Eugene: Wipf and Stock Publishers, 1983), 284.

[9] Wayne Grudem, Systematic Theology, An Introduction to Biblical Doctrine (Grand Rapids: InterVarsity Press 2000), 338.

[10] David Brandt Berg, “Il vostro bimbo di due anni può ricevere il Signore”, settembre 1977. N.708:14–15.

[11] William Lane Craig, The Doctrine of God, Defenders series, Lecture 7.

[12] La discussione sulla predestinazione contro il libero arbitrio presenta molti altri aspetti che non sono presi in esame qui, ma che lo saranno con maggiori particolari in successivi articoli.

[13] 2 Cronache 16,9.

[14] Salmi 38,9.

[15] Salmi 33,18–19.

[16] Matteo 6,31–32.

[17] Ebrei 8,12.

[18] Isaia 47,10-11a.

[19] Isaia 29,15.

[20] Giobbe 34,21–22.

[21] Geremia 16,17.

[22] Apocalisse 20,12–13.


Titolo originale: The Heart of It All: The Nature and Character of God: God’s omniscience. Part 2
Pubblicato originariamente in Inglese il 5 Giugno 2012

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