Guarda meglio — vedi me

Di Maria Fontaine

Novembre 28, 2013

Una delle immagini più tristi a cui possa pensare è quella di una persona anziana sofferente, vuota e sola. Una che, dopo aver viaggiato sulla strada lunga e accidentata della vita, ora è quasi arrivata alla fine. Se non ama il Signore e non ha la speranza di una vita futura, non ha nient’altro a cui guardare. Spesso le persone vengono dimenticate negli ultimi anni della loro vita; le loro forze in declino e la loro incapacità di dare o di fare di più sono spesso considerate dagli altri un peso indesiderato.

Quando sento come i membri di LFI stanno portando un raggio di gioia, amore e speranza nella vita di alcune di queste persone dimenticate dal mondo e dalle persone care di cui una volta si erano prese cura, mi fa una bellissima impressione. Non è un compito facile, perché questi anziani forse sono diventati “le parti meno onorevoli” della società, esteriormente.[1] Comunque, poiché sapete che il loro cuore è altrettanto desideroso dell’amore incondizionato del Signore di chiunque altro, voi diventate Gesù per loro.

Il testo qui sotto mi è stato mandato da uno di voi che vive in India, che ha trovato la gioia nel dare questo tipo di amore altruista. Spero che ispiri altri a fare anche solo piccoli passi per portare una luce nel buio della vita di chi ne ha bisogno.

“Vicino a dove viviamo c’è una casa per anziani gestita dalle Piccole Sorelle dei Poveri, che fanno un lavoro eccellente nel prendersi cura delle centotrenta persone che ci vivono (la più giovane ha sessantacinque anni, la più vecchia cento). Lavoriamo con loro da nove anni, portando gioia agli anziani e rallegrando la loro esistenza. Una volta al mese celebriamo il compleanno di tutti quelli che compiono gli anni in quel periodo. Facciamo una bella torta e diamo regali a tutti i festeggiati, poi portiamo dei rinfreschi e organizziamo attività per tutti i residenti per fare festa insieme.

È una cosa che commuove sempre gli anziani; nel corso degli anni abbiamo fatto amicizia e adesso ci considerano parte della loro famiglia. Ogni volta che andiamo è un’occasione per condividere amore, abbracci e momenti teneri. Per due Natali abbiamo anche fatto con loro un progetto chiamato ‘Esprimi un desiderio’, per il quale chiedevamo a ognuno di scrivere quello che desiderava di più. Poi cercavamo di procurarcelo per offrirglielo in regalo. È una cosa che li ha commossi molto. Anche molti dei nostri amici hanno collaborato a questo progetto.

Lavorare con gli anziani in questo modo commuove veramente i nostri amici e i nostri contatti e ci serve come base per ampliare il nostro lavoro con loro. Diversi amici vengono ogni volta ad aiutare con i festeggiamenti e ci contattano sempre per sapere quando sarà il prossimo. È un modo fantastico per spingere le persone che seguiamo a fare qualcosa per aiutare gli altri”.

Ecco una piccola osservazione fatta da un pastore cristiano[2]:

La vecchiaia ha davvero un costo. Una delle esperienze che mi piacciono di meno nel mio compito di pastore è camminare nei corridoi di una casa di riposo — di qualunque livello economico e qualitativo — e sentire nell’aria l’odore acre dell’urina, ascoltare i gemiti e i lamenti di persone quasi ridotte come animali, vedendo in una camera dopo l’altra persone che una volta erano dinamiche, sveglie e intelligenti, molte delle quali ora sono solo un vago ricordo di quella giovane donna vivace o di quel giovane esuberante. Mi vengono in mente queste parole, di cui non conosco l’autore:

Che cosa vedi? Che cosa vedi, dunque?
A che cosa pensi quando mi guardi?
Una vecchia scontrosa e poco saggia,
incerta nei gesti e con occhi distanti.
Ma sono una bimba, con un padre e una madre,
con fratelli e sorelle che si vogliono bene.
Una giovane sposa — e il cuore mi batte
al ricordo dei voti che promisi quel giorno.
Una donna a trent’anni, con i figli che crescono,
tenuti stretti da legami che accomunano e durano.
A quaranta, i miei figli sono cresciuti e partiti,
ma il mio uomo è con me perché io non mi rattristi.
A cinquanta, di nuovo dei piccoli sulle ginocchia;
io e mio marito di nuovo attorniati da bimbi.

Ora sono vecchia e la natura fa scherzi crudeli;
la vecchiaia ci fa sembrare tanti stupidi.
Il corpo va a pezzi, grazia e vigore svaniscono;
dove c’era un cuore ora c’è una pietra pesante;
ma nella vecchia carcassa c’è ancora una ragazza
e di tanto in tanto il vecchio cuore batte ancora.
Mi ricordo le gioie e mi ricordo i dolori;
e amo la vita e la vivo di nuovo.
Penso agli anni, così pochi e passati così in fretta,
e accetto la cruda realtà che niente può durare.
Così apri i tuoi occhi, aprili e vedi…
non una vecchia scontrosa. Guarda meglio… vedi me.


[1] 1 Corinzi 12,23.

[2] John A. Huffman, Jr.


Titolo originale: Look closer–See me
Pubblicato originariamente in Inglese il 23 Luglio 2013
versione italiana affissa il 28 Novembre 2013;
statistiche: 836 parole; 4.009 caratteri

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