Le discipline spirituali: il digiuno

Di Peter Amsterdam

Gennaio 25, 2015

La disciplina spirituale del digiuno è un’impresa difficile per molta gente. Come molti di noi, anch’io avevo digiunato alcune volte, ma era successo molte tempo fa, perfino decenni. Non sono mai stato troppo propenso a digiunare, ma dopo aver studiato l’argomento l’anno scorso, ho deciso di riprovarci e sono contento d’averlo fatto. Nello scorso anno ho digiunato in genere una volta la settimana e ho fatto anche un digiuno di tre giorni. Non sono un esperto, ma sono molto lieto di averlo fatto e di aver imparato qualcosa al riguardo, perché l’ho trovato soddisfacente dal punto di vista spirituale.

Il tipo di digiuno preso in esame in questo articolo è limitato alla rinuncia al cibo come se ne parla nella Bibbia. Si può applicare questo principio all’astinenza da cose diverse dal cibo — come televisione e altri divertimenti, navigazione su Internet per scopi ricreativi, media sociali, consumo di bevande alcoliche, o dal parlare — per concentrarsi su argomenti spirituali. Questo articolo, comunque, s’incentrerà sull’astinenza dal cibo.

Il digiuno era piuttosto comune nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, e lo è stato nel cristianesimo in genere per molti secoli. La Bibbia parla di tipi di digiuno diversi tra loro in base ai cibi o all’acqua consumati.

Tipi di digiuno

Un digiuno normale si riferisce a un tipo di digiuno in cui la persona si astiene da ogni tipo di cibo tranne l’acqua. È probabile che quando Gesù digiunò per quaranta giorni prima dell’inizio del suo ministero, si fosse astenuto dal cibo, ma non dall’acqua. Luca racconta: Durante quei giorni non mangiò nulla; ma quando furono trascorsi, Egli ebbe fame.[1] E Matteo scrive: E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.[2] In nessuno dei due casi accenna che Gesù avesse sete, ma dice che non mangiò niente. Dato che il corpo umano normalmente non può funzionare più di tre giorni senz’acqua, immaginiamo che in quel periodo abbia bevuto.[3]

Un digiuno parziale si riferisce a quando si evita di mangiare alcuni cibi, come quando Daniele e i suoi tre compagni chiesero al capo degli eunuchi: Metti alla prova i tuoi servi per dieci giorni, e ci siano dati legumi per mangiare e acqua per bere.[4] Secondo questa definizione, anche Giovanni Battista aderì a un digiuno parziale, perché limitava il tipo di cibo che consumava. Il suo cibo erano locuste e miele selvatico.[5] Durante tutto il periodo cristiano, i credenti si dedicarono a digiuni parziali, mangiando quantità minori di cibo o soltanto cibi semplici.

Ci sono casi di cosiddetti digiuni totali nei quali non si assume cibo né acqua. Ester chiese ai giudei di Susa: Digiunate per me; state senza né mangiare né bere per tre giorni, notte e giorno.[6] Anche Saulo, che in seguito divenne noto come l’apostolo Paolo, osservò un digiuno assoluto dopo il suo incontro con il Cristo risorto.

E rimase tre giorni senza vedere, nei quali né mangiò né bevve.[7]

Nella Bibbia si parla anche di due digiuni soprannaturali. Lo scrittore Donald Whitney spiega:

Ce ne sono due casi. Quando Mosè descrisse il suo incontro con Dio sul monte Sinai, disse: “Rimasi sul monte quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare pane né bere acqua” (Deuteronomio 9,9). 1 Re 19,8 sembra affermare che Elia fece la stessa cosa quando andò nel luogo dove Mosè aveva fatto il suo miracoloso digiuno: “Egli si alzò, mangiò e bevve; poi, nella forza datagli da quel cibo, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio”. Questi episodi richiesero l’intervento soprannaturale di Dio nei loro processi corporei e non sono ripetibili se non per una chiamata specifica e con la miracolosa provvidenza divina.[8]

Anche se oggi ci sono cristiani che hanno digiunato per quaranta giorni, si tratterebbe di digiuni normali, nel senso che hanno bevuto dei liquidi, contrariamente ai digiuni soprannaturali di Mosè e forse Elia.

Le Scritture parlano anche di digiuni collettivi,[9] durante i quali i credenti digiunano insieme per uno scopo preciso; e digiuni nazionali[10] nei quali a digiunare è una nazione o un popolo specifico. In questo articolo ci concentreremo sui digiuni privati di singole persone, il tipo a cui si riferiva Gesù quando disse:

Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, per non mostrare agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa pubblicamente.[11]

Per la maggior parte, chi pratica la disciplina spirituale del digiuno oggi si astiene dal cibo, ma non dall’acqua (digiuno normale) e molti lo fanno da soli, senza che altri lo sappiano (digiuno privato).

Nel Nuovo Testamento non esiste alcun comandamento speciale che i cristiani debbano digiunare; non è un requisito specifico. Il modo in cui Gesù fa riferimento al digiuno dimostra che i credenti non sono obbligati a farlo. Nel versetto citato prima, Gesù dice: quando digiunate non abbiate un aspetto tetro; quando digiunate, fatelo in segreto. Usò un linguaggio simile quando parlò della preghiera:

Quando pregate, non siate come gli ipocriti; […] ma tu, quando preghi, […] rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto. […] Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani...[12]

Usò lo stesso linguaggio quando parlò del dare:

Quando dunque fai l’elemosina, non far suonare la tromba davanti a te. […]Anzi quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quello che fa la destra…[13]

Usando la parola “quando” implica che a volte lo si faccia.

Richard Foster ne parla così:

È come se ci sia il presupposto quasi inconscio che dare, pregare e digiunare facciano parte della devozione di un cristiano. Non abbiamo più motivi di escludere il digiuno dagli insegnamenti di Gesù di quanti ne abbiamo per la preghiera e il dare. […] Detto questo, dobbiamo comunque renderci conto che queste parole non costituiscono un ordine. Gesù stava dando istruzioni sul corretto esercizio di una pratica comune ai suoi giorni. Non disse che era giusta o che doveva essere seguita. Così, anche se Gesù non dice “se digiunate”, non dice nemmeno “non digiunate”. Dice semplicemente “quando digiunate”.[14]

Quando i seguaci di Giovanni Battista chiesero a Gesù perché i suoi discepoli non digiunavano, mentre loro e i farisei sì, Lui rispose dicendo:

Possono gli amici dello sposo essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Ma verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.[15]

Il periodo in cui Gesù era con i suoi discepoli era un momento di gioia, non di digiuno.[16] Sarebbe comunque arrivato il momento in cui Lui sarebbe stato tolto loro e a quel punto avrebbero digiunato. Anche se non leggiamo che i suoi discepoli abbiano digiunato mentre erano con Lui, sappiamo che la prima chiesa lo fece dopo la sua ascensione.[17]

È interessante notare che quando Gesù parlò di fare l’elemosina in segreto, di pregare in segreto e di digiunare in segreto, promise anche di dare una ricompensa.

Quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quello che fa la destra, affinché la tua elemosina si faccia in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa palesemente.[18] Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente.[19] Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, per non mostrare agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa pubblicamente.[20]

Anche se nel Nuovo Testamento il digiuno non è un ordine, esso è una disciplina spirituale a disposizione di chi voglia usarla nel desiderio di essere più simile a Gesù. Come per tutte le discipline spirituali, il digiuno non è un mezzo per guadagnarsi meriti o il favore di Dio. Non digiuniamo per fare impressione su di Lui, né per guadagnarci la sua approvazione. Abbiamo già ricevuto l’amore e l’approvazione di Dio grazie al sacrificio di Gesù sulla croce.

Donald Whitney ha citato l’esempio di varie situazioni nel Vecchio Testamento che indicano quando e perché potrebbe essere vantaggioso digiunare. Le ho riassunte qui.

Per dare più forza alla preghiera

Come udii queste parole, mi posi a sedere e piansi; quindi feci cordoglio per vari giorni, e digiunai e pregai davanti al Dio del cielo.[21]

Volsi quindi la mia faccia verso il Signore Dio, per cercarlo con preghiera e suppliche, col digiuno, col sacco e con la cenere.[22]

Così digiunammo e invocammo il nostro Dio per questo motivo, ed egli diede ascolto alla nostra preghiera.[23]

Nel suo libro, Gli eletti di Dio digiunano, Arthur Wallis ha scritto:

Il digiuno dovrebbe aggiungere una nota di urgenza e insistenza alle nostre preghiere, e dare forza alle nostre implorazioni nei cortili celesti. Chi prega e digiuna insieme rende noto al cielo che sta facendo sul serio. […] Non solo, ma esprime la sua determinazione in modo stabilito da Dio. Usa un mezzo scelto da Dio, per far udire la sua voce in alto.[24]

Quando si chiede guida a Dio

Il digiuno può essere utile quando si cerca la volontà divina prima di prendere una decisione, quando si chiede la sua guida. Vediamo un esempio di come i figli d’Israele cercarono il Signore con digiuno e preghiera, sondando la sua volontà per sapere se dovessero continuare a combattere dopo aver sofferto perdite disastrose per due giorni di seguito.

Allora tutti i figli d’Israele, cioè tutto il popolo, salirono a Bethel e piansero; rimasero là davanti all’Eterno e digiunarono quel giorno fino a sera, e offrirono olocausti e sacrifici di ringraziamento davanti all’Eterno. Poi i figli d’Israele consultarono l’Eterno […] e dissero: «Devo continuare ancora a uscire a combattere contro i figli di Beniamino mio fratello, o devo smettere?». L’Eterno rispose: «Salite, poiché domani li darò nelle vostre mani».[25]

Nei momenti di lutto

Ci sono diversi esempi biblici di digiuno e preghiera in un momento di lutto.[26] Il digiuno può essere anche una risposta al dolore e al rimorso per un peccato, perché può comunicare il nostro dispiacere per aver peccato contro il Signore. Il digiuno non porta il perdono del peccato, perché questo è un dono fattoci con la salvezza. Ci viene comunque detto di confessare i nostri peccati al Signore. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.[27] Il digiuno non ci rende più degni di perdono, ma può comunicare il dolore e la confessione come le nostre parole potrebbero non essere in grado di fare.[28]

Quando si chiede aiuto o protezione

In tutto il Vecchio Testamento ci sono esempi di persone che digiunavano e pregavano quando avevano bisogno di aiuto e protezione. In diversi casi si trattava di digiuni comunitari o nazionali in cui le persone in pericolo digiunavano insieme, implorando la protezione del Signore.

Così giunsero alcuni a informare Giosafat, dicendo: «Una grande moltitudine si è mossa contro di te da oltre il mare, dalla Siria; ecco, essi sono in Hatsatson-Thamar» (che è En-Ghedi). Allora Giosafat ebbe paura e si dispose a cercare l’Eterno, e proclamò un digiuno per tutto Giuda. Così quei di Giuda si radunarono per cercare aiuto dall’Eterno, e da tutte le città di Giuda venivano a cercare l’Eterno.[29]

Là, presso il fiume Ahava, io proclamai un digiuno per umiliarci davanti al nostro Dio, per chiedergli un viaggio sicuro per noi, per i nostri bambini e per tutti i nostri beni. Infatti io avevo vergogna di chiedere al re una scorta di soldati e cavalieri per difenderci lungo il cammino dal nemico, perché avevamo detto al re: «La mano del nostro Dio è su tutti quelli che lo cercano per il loro bene, ma la sua potenza e la sua ira sono contro tutti quelli che lo abbandonano». Così digiunammo e invocammo il nostro Dio per questo motivo, ed Egli diede ascolto alla nostra preghiera.[30]

Un altro esempio è quello di Ester, quando chiese ai giudei di Susa di digiunare e pregare, prima di rischiare la morte presentandosi al re senza essere annunciata.[31]

Notiamo anche il caso di Re Davide che digiunò e pregò perché alcune persone parlavano male di lui e gli lanciavano contro accuse odiose. Sembra che abbia digiunato per qualche tempo, perché dice che era dimagrito e si era indebolito a causa del digiuno.

Ma tu, o Eterno, Signore, opera a mio favore per amore del tuo nome; liberami per la tua misericordia e bontà, perché io sono povero e bisognoso, e il mio cuore è ferito dentro di me. Le mie ginocchia vacillano per il digiuno, e il mio corpo si è fatto magro per mancanza di grasso.[32]

Se hanno spettegolato alle vostre spalle, vi hanno accusato falsamente, hanno parlato contro di voi o vi hanno perseguitato per la vostra fede, potete rivolgervi al Signore in preghiera e digiuno per essere protetti e aiutati.

Per umiliarsi davanti a Dio

Il digiuno può essere una manifestazione fisica d’umiltà davanti al Signore. Nei Salmi Davide disse: Io mi vestivo di cilicio e affliggevo l’anima mia col digiuno.[33] Non siamo in grado di acquisire umiltà da soli; comunque, il digiuno indica al Signore che dipendiamo da Lui e siamo deboli senza di Lui. Quando si digiuna, ci si rende conto molto in fretta in che modo la mancanza di cibo ci colpisce. Spesso ci sentiamo forti e autosufficienti, quindi può essere piuttosto umiliante renderci conto di come siamo fragili in realtà.

Per superare le tentazioni e dedicarsi al Signore

Ci possono essere dei momenti in cui lottiamo contro le tentazioni e abbiamo bisogno di maggior forza per superarle. O forse abbiamo qualche peccato ricorrente che non riusciamo a eliminare. Forse ci troviamo di fronte a una decisione che porterà benefici nella nostra vita, ma potrebbe metterci in una situazione per cui potremo dedicare meno tempo al Signore, oppure ci troveremo davanti a delle tentazioni. In momenti simili il digiuno può aiutarci a superare la tentazione o a rinnovare la nostra dedizione al Signore. All’inizio del suo ministero, Gesù digiunò e in quel periodo superò ogni tentazione a cui fu sottoposto. Per questo ricevette potenza da Dio.[34]

Per esprimere amore a Dio e adorarlo

Si può digiunare per devozione a Dio, come espressione del nostro amore per Lui e della nostra gratitudine per tutto ciò che ha fatto per noi, e come gesto di adorazione e di lode. Si può farlo per dimostrare a Dio che Lui è più importante del cibo; che si è disposti a rinunciare per un tempo al piacere e anche al bisogno del cibo, per concentrarsi su di Lui; e che si è nutriti dalla sua presenza.

Quando digiunate…

Come ho detto in precedenza, non c’è l’ordine preciso di digiunare; il digiuno è una questione privata tra noi e il Signore. L’atto del digiuno non fa guadagnare meriti in più; non è materia di scambio con Dio o una garanzia che risponderà alle preghiere. Comunque, come le altre discipline spirituali, ci mette in condizione di ricevere i doni di Dio.

Se scegliete di digiunare, è meglio cominciare da un pasto o forse due. Sarebbe meglio non cominciare da un digiuno di tre o più giorni. Un metodo iniziale consiste nell’astenersi dapprima dal pranzo e la volta successiva da pranzo e cena. In questo modo inizierete il digiuno subito dopo aver fatto colazione e lo terminerete con la colazione del giorno successivo, digiunando per circa ventiquattro ore. Con il tempo, potrete cominciare il digiuno dopo cena e astenervi da colazione, pranzo e cena del giorno dopo, interrompendolo con la colazione del giorno successivo; questo è un digiuno di trentasei ore. Per chi sceglie di digiunare regolarmente, questo potrebbe funzionare bene. Naturalmente ci sono varie opzioni su come digiunare, come cominciare e come abituarsi, quindi se scegliete di farlo potete sperimentare e vedere quali di esse funzionino meglio per voi.

Digiuni più lunghi — di tre, cinque, dieci o più giorni — richiedono maggiore consapevolezza di cosa aspettarsi, come mantenersi idratati e come interrompere il digiuno senza danneggiare il proprio corpo. Se pensate di fare un digiuno più lungo, [potrete trovare vari siti web con importanti informazioni da leggere e seguire]. Se siete diabetici, se avete problemi di salute che influenzano la vostra dieta, se siete incinte o allattate, se siete malati, in condizioni di salute cagionevole o in convalescenza, probabilmente non dovreste digiunare; se lo fate, controllate prima con un medico. Lo stesso vale se prendete medicine forti. Per qualsiasi problema di salute, consultate prima il vostro medico per sapere se il digiuno va bene per voi. I bambini non dovrebbero saltare i pasti, anche se per una volta possono rinunciare a un dolce o a una merenda.

Potrebbe non essere possibile per voi astenervi da diversi pasti consecutivi per motivi di lavoro o di salute, o perché dovete occuparvi della vostra famiglia. In quel caso, ci sarebbe anche l’opzione di saltare un pasto e forse usare per pregare, leggere o testimoniare il tempo che normalmente impieghereste mangiando. Se pranzate regolarmente fuori per motivi di lavoro, o cenate fuori piuttosto spesso, c’è anche la possibilità di astenersi da un pranzo la settimana e donare i soldi risparmiati a una persona che ne ha bisogno.

Il digiuno può sembrare un passo impegnativo, e per me lo è stato. Posso però dire, per esperienza personale, che sono contento di averlo fatto, perché ritengo di aver beneficiato dalla pratica di questa disciplina spirituale. Non per questo devo dire che i miei digiuni hanno portato a benedizioni o ricompense specifiche, perché non è quello il motivo per digiunare. Non digiuno perché voglio qualcosa dal Signore; lo faccio perché lo amo e questo è un modo per esprimere quell’amore e mostrargli che ha il primo posto nella mia vita. Qualsiasi benedizione spirituale o altro risultato è un effetto collaterale e completamente nelle mani del Signore. Quando digiuno, o metto in pratica una qualsiasi delle discipline spirituali, m’impegno a vivere secondo la Parola e la natura di Dio. Desidero fare quello che posso per essere più simile a Gesù, per avere una comunione più stretta con Dio e per sforzarmi di condurre una vita in linea con la sua volontà. Lo trovo soddisfacente e appagante di per sé. Terminerò qui con una citazione di Donald Whitney, che esprime ciò che ho sperimentato da quando ho iniziato a digiunare:

Come tutte le discipline spirituali, il digiuno innalza le vele dell’anima nella speranza di sperimentare i venti amabili dello Spirito di Dio. Il digiuno, però, aggiunge anche una dimensione unica alla propria vita spirituale e aiuta a crescere nell’immagine di Cristo.[35]

Nota

Se non altrimenti indicato, tutti i versetti biblici sono tratti dalla Sacra Bibbia, versione Nuova Diodati, copyright © La Buona Novella, Brindisi. Altre versioni spesso citate sono la versione Nuova Riveduta (NR), la versione C.E.I. (CEI) e la Traduzione in Lingua Corrente (TILC).


[1] Luca 4,2.

[2] Matteo 4,2.

[3] Donald S. Whitney, Spiritual Disciplines for the Christian Life (Colorado Springs: Navpress, 1991), 161.

[4] Daniele 1,12.

[5] Matteo 3,4.

[6] Ester 4,16.

[7] Atti 9,9.

[8] Whitney, Spiritual Disciplines, 162.

[9] Suonate la tromba in Sion, proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea. Radunate il popolo, santificate l’assemblea, riunite i vecchi, radunate i fanciulli e quelli che succhiano al seno. Esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dalla sua camera nuziale (Gioele 2,15–16).

[10] Allora Giosafat ebbe paura e si dispose a cercare l’Eterno, e proclamò un digiuno per tutto Giuda. Così quei di Giuda si radunarono per cercare aiuto dall’Eterno, e da tutte le città di Giuda venivano a cercare l’Eterno (2 Cronache 20,3–4). Vedi anche Neemia 9,1, Ester 4,16 e Giona 3,5–8.

[11] Matteo 6,17–18.

[12] Matteo 6,5–7 NR.

[13] Matteo 6,2–3.

[14] Richard J. Foster, Celebration of Discipline (New York: HarperOne, 1998), 52–53.

[15] Matteo 9,15.

[16] Foster, Celebration of Discipline, 53.

[17] Or, mentre celebravano il servizio al Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono (Atti 13,2–3).

E dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, avendo pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore nel quale avevano creduto (Atti 14,23).

[18] Matteo 6,3–4.

[19] Matteo 6,6.

[20] Matteo 6,17–18.

[21] Neemia 1,4.

[22] Daniele 9,3.

[23] Esdra 8,23.

[24] Arthur Wallis, God’s Chosen Fast (Fort Washington, PA: Christian Literature Crusade, 1968), 42, citato in Donald S. Whitney, Spiritual Disciplines for the Christian Life (Colorado Springs, Navpress, 1991), 166.

[25] Giudici 20,26–28.

[26] 1 Samuele 31,12–13; 2 Samuele 1,11–12; Giudici 20,25–26.

[27] 1 Giovanni 1,9.

[28] Whitney, Spiritual Disciplines, 169.

[29] 2 Cronache 20,2–4.

[30] Esdra 8,21–23.

[31] Va’, raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e digiunate per me; state senza né mangiare né bere per tre giorni, notte e giorno. Anch’io con le mie donzelle digiunerò nello stesso modo; poi entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge; e se dovrò perire, perirò (Ester 4,16).

[32] Salmi 109,21–22, 24.

[33] Salmi 35,13.

[34] Whitney, Spiritual Disciplines, 175.

[35] Whitney, Spiritual Disciplines, 180.


Titolo originale: The Spiritual Disciplines: Fasting
Pubblicato originariamente in Inglese il 18 Marzo 2014
versione italiana affissa il 25 Gennaio 2015;
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