Gesù – la sua vita e il suo messaggio: il regno di Dio, parte 1

Di Peter Amsterdam

Giugno 11, 2016

[Jesus—His Life and Message: The Kingdom of God, Part 1]

(Puoi leggere lo scopo di questa serie e una sua veduta d’insieme in questo articolo introduttivo.)

Il tema centrale degli insegnamenti di Gesù nei Vangeli sinottici era il “regno di Dio”. In quei tre Vangeli troviamo 76 riferimenti distinti al regno e altri 27 condivisi.1 Il Vangelo di Giovanni ne parla cinque volte. Dato che il regno era in primo piano negli insegnamenti di Gesù e lo troviamo in molti punti chiave dei Vangeli, come nella Preghiera del Signore,2 nel Sermone sul Monte,3 nell’Ultima Cena,4 e in numerose parabole,5 è importante capire che cosa intendeva Gesù quando ne parlava. Comunque, non ne diede una definizione esatta quando lo menzionava; invece ne trasmise il significato soprattutto mediante detti brevi, parabole, gesti e simboli.

Sull’argomento vi sono molti commentari e libri; anche se la maggior parte degli autori in genere concorda sui punti essenziali, su altri vi sono alcune differenze. Non posso presentarvi una spiegazione esauriente nel breve spazio di questo articolo e dei prossimi due, ma vi presenterò quella che a me sembra l’opinione dominante sull’interpretazione del significato del regno di Dio negli insegnamenti di Gesù, basandomi sul materiale che ho studiato.

Cominceremo con l’esaminare gli aspetti individuali degli insegnamenti di Gesù (con diverse sottosezioni), ognuno dei quali contribuisce alla comprensione generale del regno. Poi legherò insieme questi punti diversi, con l’obiettivo di dare un’immagine generale di cosa Gesù volesse dire quando parlava del regno di Dio.

Il contesto

Anche se nel Vecchio Testamento non si trova l’espressione “regno di Dio”, il concetto del suo regno e della sua regalità è presente in numerosi versetti del Vecchio Testamento, come:

L’Eterno sedeva sovrano sul diluvio; sì, l’Eterno siede re per sempre.6 I miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti.7 Il tuo trono, o Dio, dura in eterno; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.8Ascolta la voce del mio grido, o mio Re e mio Dio, poiché a te rivolgo la mia preghiera.9Poiché all’Eterno appartiene il regno, ed Egli signoreggia sulle nazioni.10

Nel corso dei secoli, il popolo ebraico vide Dio – che nella lingua ebraica è menzionato come YHWH – come un re, sia in un senso universale come governante di tutta la terra11 sia in uno più specifico come loro re, di cui erano il popolo. Dio chiamò l’antica nazione di Israele in modo speciale, perché vivesse sotto il suo regno e riconoscesse la sua sovranità – il suo regno e i suoi comandamenti.

Io sono l’Eterno, il vostro Santo, il creatore d’Israele, il vostro re.12 Egli è stato re in Jeshurun, quando si radunavano i capi del popolo, tutte assieme le tribù d’Israele.13

Purtroppo, Israele in genere non visse come Dio aveva stabilito nei suoi comandamenti. Con il tempo pretese di essere governato da un re terreno. Dio disse: Hanno rigettato me, perché io non regni su di loro.14 Anche se ci furono dei re buoni – e tra questi Davide fu il migliore – con il tempo il popolo e i loro re si allontanarono sempre di più dall’ubbidienza a Dio. Per questo i profeti mandati da Dio cominciarono a parlare del bisogno di un rinnovamento del cuore:

Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti.15

Le Scritture parlavano di un uomo che sarebbe venuto e si sarebbe seduto sul trono di Davide; si presumeva che questi fosse il futuro Messia:

Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l’impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Non ci sarà fine all’incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre.16

Ai giorni di Gesù c’era una grande attesa del Messia. La visione generale riguardante il Messia era collegata alla speranza e all’attesa della liberazione o dalla salvezza dall’occupazione da parte di potenze straniere, che gli Ebrei avevano avuto fin dal loro ritorno dall’esilio a Babilonia. Per secoli erano stati sotto il governo dei Greci, dei Tolomei e dei Seleucidi. Poi, dopo cent’anni di governo autonomo, erano caduti sotto il controllo di Roma. Desideravano ardentemente un giorno in cui non sarebbero più stati governati da stranieri, ma nuovamente da Dio nel suo regno. Aspettavano con ansia il Messia promesso, che li liberasse dal controllo straniero e instaurasse nuovamente il regno d’Israele – che loro consideravano il regno di Dio.

Così, quando la gente sentì parlare di un uomo che faceva miracoli e parlava del regno di Dio, ci fu una grande eccitazione. Forse era arrivata l’ora della liberazione della nazione d’Israele, dell’emancipazione dagli stranieri e dell’instaurazione del regno nazionale materiale che tutti aspettavano. Comunque, gli insegnamenti di Gesù riguardo al regno andavano oltre l’attesa di un’entità politica o geografica; in essi, in pratica, ridefiniva e sostituiva le aspettative che ne avevano gli Ebrei.

Regno di Dio o dei cieli?

Nel Nuovo Testamento, Marco e Luca usano solo il termine “regno di Dio”, mentre Matteo lo chiama 31 volte “regno dei cieli” e solo cinque “regno di Dio”. Il Vangelo di Matteo è stato scritto con in mente un pubblico ebraico, quindi usa “cieli” per sostituire la parola Dio (YHWH), perché gli Ebrei evitavano di usare il vero nome di Dio per non nominarlo invano, per errore, cosa che la Legge proibiva.

Non userai il nome dell’Eterno, il tuo Dio, invano, poiché l’Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano.17

Nei Vangeli, le due frasi – regno di Dio e regno dei cieli – sono intercambiabili e significano la stessa cosa.

Presente o futuro?

Quando Gesù parlava del regno, a volte diceva che era arrivato, mentre altre volte ne parlava come se dovesse ancora venire alla fine dei tempi o del mondo. Uno scrittore spiega che il Vecchio Testamento era il periodo di preparazione del regno; il ministero, la morte e la risurrezione di Gesù erano l’instaurazione del regno; e il giudizio finale ne sarà il completamento.18

Qui di seguito vi sono alcuni versetti che parlano di come il regno di Dio è iniziato dal ministero di Gesù, di come è entrato nel mondo per mezzo suo.

Ma se io scaccio i demoni col dito di Dio, il regno di Dio è dunque giunto fino a voi. 19

Gesù afferma che scacciare i demoni è una prova che il regno di Dio è arrivato. La parola greca tradotta qui con “giunto” indica che è già presente al momento.20

La legge e i profeti arrivano fino a Giovanni; da allora in poi il regno di Dio è annunziato e ognuno si sforza di entrarvi.21

Qui si parla di due periodi diversi: il primo, il periodo della Legge e dei Profeti, dura fino a Giovanni Battista. Il secondo inizia con l’annuncio dell’arrivo di Gesù da parte di Giovanni. Anche se Giovanni appartiene al primo periodo, il suo ministero aveva inaugurato il secondo, così in un certo senso copre entrambi. Con il ministero di Giovanni e l’arrivo di Gesù comincia il periodo del regno di Dio.22

Ora, interrogato dai farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro e disse: «Il regno di Dio non viene in maniera che si possa osservare; né si dirà: “Eccolo qui” o: “Eccolo là”; poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi».23

Gesù fa notare che non solo il regno non è qualcosa di materiale, ma che è già in mezzo a loro in quel momento.

Anche se i versetti che abbiamo appena visto parlano del regno di Dio come se fosse presente, questi altri lo mettono nel futuro:

Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?”. E allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità”.24

In questo caso, “in quel giorno” parla di un momento del futuro.

Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo.25

In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio.26

Anche altri detti e parabole che parlano del regno sono messi nel futuro.27 Così, il regno è qualcosa che era presente ai tempi di Gesù (e continua a essere presente oggi), o è solo un regno futuro che arriverà al momento del giudizio? Per rispondere a questa domanda, è utile capire il significato della parola regno.

Definizioni

Il termine greco tradotto come regno nei Vangeli è basileia. Corrisponde all’ebraico malkut, utilizzato per “regno” nel Vecchio Testamento. Basileia ha due significati: (1) “il potere regale di un re, regno, sovranità, autorità”; e (2) “il territorio o il popolo su cui regna un re”. Il primo significato corrisponde all’uso che si fa nei Vangeli del termine regno di Dio. Il regno a cui fa riferimento Gesù non comporta uno spazio territoriale, ma indica l’autorità o il potere del re, il suo diritto a governare. Possiamo vedere questo concetto nel seguente versetto:

Disse dunque: «Un uomo nobile andò in un paese lontano, per ricevere l’investitura di un regno e poi tornare.28

Altre traduzioni dicono per ricevere un titolo regale, per ricevere il titolo di re,29 per essere incoronato re.30 È un’idea simile al modo in cui Erode ricevette la sua autorità di re – la sua basileia, il suo potere regale – quando andò a Roma e poi tornò in Israele per governare il paese.

Anche se basileia a volte è utilizzato con riferimento a un regno dimensionale, a un territorio, nei Vangeli è quasi sempre interpretato nel senso di regno e potere o autorità regale:

E guarite i malati che saranno in essa e dite loro: “Il regno di Dio si è avvicinato a voi”.31

Né si dirà: “Eccolo qui” o: “Eccolo là”; poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi.32

Presente e futuro

Quando il regno è visto come il dinamico regno di Dio, può essere interpretato sia come una realtà presente iniziata mediante il ministero di Gesù, sia come una manifestazione futura che sarà perfetta e completa.

Stein spiega:

Il regno di Dio è arrivato ed è presente nell’avvento di Gesù. È giunto in adempimento delle promesse del Vecchio Testamento, anche se la sua realizzazione finale rimane ancora nel futuro. Questo duplice aspetto del regno è il “mistero del regno di Dio” (Marco 4,11). Il regno non è ancora giunto come si aspettava la gente ai tempi di Gesù, cioè nella sua pienezza. È giunto solo in parte. La pienezza aspetta il completamento finale quando il Figlio dell’Uomo ritornerà a giudicare il mondo. Questa tensione fra il presente e il non-ancora ci fornisce la chiave per capire gli insegnamenti di Gesù riguardo al regno di Dio.33

La sconfitta del male

Gli insegnamenti di Gesù sul regno come realtà presente con un adempimento finale ridefinivano in maniera nuova quella che era l’attesa ebraica di un Messia, cioè di un salvatore terreno che avrebbe liberato il popolo dall’oppressione straniera e instaurato un regno nazionale. La missione di Gesù non era la sconfitta del male rappresentato dagli oppressori stranieri, come si aspettavano che avrebbe fatto il tanto atteso Messia. Per Lui il sommo nemico non era Roma, era Satana. La presenza del regno o della potenza di Dio si manifestava nell’autorità con cui Gesù prevaleva sulle opere malvage di Satana. Lui indicò specificamente che il potere che aveva sopra Satana e le sue opere era una manifestazione della realtà presente del regno.

Ma se io scaccio i demoni col dito di Dio, il regno di Dio è dunque giunto fino a voi. Quando l’uomo forte, ben armato, custodisce la sua casa, i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, questi gli toglie l’armatura nella quale confidava e ne divide le sue spoglie.34

Gesù sottolinea che scacciando i demoni sconfigge il male vero, Satana. È Lui il più forte che ha attaccato Satana, gli ha tolto l’armatura, l’ha sopraffatto e sconfitto, e ha saccheggiato i suoi beni.35

Un altro esempio è quello di Gesù che guarisce una donna che aveva uno spirito di infermità, ed era tutta curva e non poteva in alcun modo raddrizzarsi. Or Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità». E pose le mani su di lei ed ella fu subito raddrizzata, e glorificava Dio.36 Rispondendo alle obiezioni del capo della sinagoga sulle guarigioni da lui operate durante il Sabato, Gesù disse: Non doveva quindi essere sciolta da questo legame, in giorno di sabato, costei che è figlia di Abrahamo e che Satana aveva tenuta legata per ben diciotto anni?37 Operando guarigioni, Gesù depredava la casa di Satana.

Quando i settanta discepoli (o 72 in alcune traduzioni) che Gesù aveva mandato in giro per i paesi e i luoghi in cui sarebbe andato in seguito38 ritornarono dicendo «Signore, anche i demoni ci sono sottoposti nel nome tuo», Lui rispose: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore».39 La potenza di Gesù, che si realizzava nelle guarigioni e negli esorcismi suoi e dei suoi discepoli, era uno dei mezzi con cui sconfisse Satana e dimostrò che il regno di Dio era presente.

Darrel Bock spiega:

Il ministero di Gesù indica che Satana è già sconfitto. L’arrivo della potenza del regno è evidente. Anche se il regno fondamentalmente include un esercizio del potere molto più grande, come indicano le frasi sulla sua presenza futura, è già in azione adesso nelle opere di liberazione manifestate dai miracoli di Gesù. […] Ciò che emerge è che il regno essenzialmente riguarda l’opera divina di redenzione dell’umanità secondo le promesse da Lui fatte. Il regno di Dio è la risposta ultima alla presa che Satana ha avuto su un’umanità afflitta. […] I miracoli in sé non sono l’essenziale, ma servono piuttosto da prova e illustrazione di una liberazione molto più completa che un giorno si estenderà a tutta la creazione. È in parte per questo che la predicazione del regno era anche chiamata “buona notizia”.40

Gesù proclamò la buona notizia che il potere, la sovranità e l’autorità regale di Dio – il suo regno – stava intervenendo nella storia attraverso il ministero di Gesù.

(Continua nella parte due)


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Joel B. Green e Scot McKnight, Dictionary of Jesus and the Gospels, 425.

2 Matteo 6,10.

3 Matteo 5,3.10.19.20; 6,10.33; 7,21.

4 Marco 14,25.

5 Marco 4,26, 30; Matteo 13,24.33.44.45.47; Luca 19,11, etc.

6 Salmi 29,10.

7 Isaia 6,5.

8 Salmi 45,6.

9 Salmi 5,2.

10 Salmi 22,28.

11 L’Eterno ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo regno domina su tutto (Salmi 103,19).

12 Isaia 43,15.

13 Deuteronomio 33,5.

14 1 Samuele 8,7.

15 Ezechiele 36,25–27.

16 Isaia 9,5-6.

17 Deuteronomio 5,11.

18 Williams, Renewal Theology, 290.

19 Luca 11,20.

20 Stein, The Method and Message of Jesus’ Teachings, 70.

21 Luca 16,16.

22 Stein, The Method and Message of Jesus’ Teachings, 70–71.

23 Luca 17,20–21.

24 Matteo 7,21–23.

25 Matteo 25,34.

26 Marco 14,25.

27 Matteo 8,11–12; 5,18–20; 13,24–30.47–50.

28 Luca 19,12.

29 CEI, TILC.

30 BDG.

31 Luca 10,9.

32 Luca 17,21.

33 Stein, The Method and Message of Jesus’ Teachings, 78.

34 Luca 11,20–22.

35 Vedi Matteo 12,28–29.

36 Luca 13,11–13.

37 Luca 13,16.

38 Luca 10,1.

39 Luca 10,17–18.

40 Bock, Jesus According to Scripture, 577–78.


Pubblicato originariamente in Inglese il 30 giugno 2015.

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