Ti senti inquieto?

Di Peter Amsterdam

Giugno 18, 2016

[Feeling Unsettled?]

L’altro giorno ho letto un articolo secondo il quale i versetti della Bibbia che piacciono di più alla gente si trovano in Filippesi 4,6-7. In quei versetti, Paolo dice alla chiesa:

Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che [supera ogni comprensione], custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.1

Sentirsi liberi da ansia, preoccupazione, stress e pressione oggi è un’importante priorità per la maggior parte delle persone. Viviamo in un mondo con un ritmo di cambiamento in costante accelerazione e il cambiamento causa incertezza. L’incertezza tende a portare preoccupazioni, stress e un senso d’inquietudine generale. Un mio amico una volta l’ha espresso in questo modo: “Quando mi sento inquieto, mi sento a disagio, come se qualcosa stesse per andare storto o come se stessi dimenticando qualcosa s’importante. Spesso ha a che fare con qualche incognita, qualche rischio, e mi causa una sensazione complessiva di precarietà e turbamento”.

A volte ho provato questo senso d’inquietudine e non è per niente piacevole. A volte ci si sveglia con questo senso di turbamento, o ci si sente a disagio senza sapere perché. Altre volte si sa bene o si ha un’idea del perché ci si sente in quel modo, di quale circostanza o decisione lo provoca. Potrebbe essere perché si sta rimandando una decisione importante ma difficile. Forse c’è qualche conflitto all’interno di una relazione ed è necessario chiedere scusa. Forse è un momento di cambiamento nella vita – riguardanto la carriera, il domicilio, i figli, le priorità o il circolo di amicizie – e il cambiamento avrà il suo prezzo, anche se sai che è necessario farlo, quindi provi un po’ di riluttanza o di timore. O forse qualcosa sta cambiando nella tua vita e ti senti inquieto perché non sai come andranno a finire le cose.

Sentirsi inquieti, ansiosi, a disagio, tende a privarti della tua gioia e della tua fede. Quelle sensazioni di angoscia o di “non sapere” possono essere come una doccia fredda per il tuo atteggiamento o le tue speranze per il futuro; possono ostacolarti nel seguire il Signore e fare validi progressi nella vita. Quella sensazione assillante di avere troppe faccende in sospeso o continue decisioni da prendere, di essersi dimenticato qualcosa o di non riuscire mai a farlo, possono lasciarti esausto, nervoso, distratto ed emotivamente logorato.

Non c’è da stupirsi che la gente voglia provare cose d’ogni tipo di per ritrovare un senso di pace, speranza ed equilibrio. Come Cristiani, abbiamo la benedizione di parecchie promesse meravigliose a questo proposito, che ci danno consigli sia spirituali che pratici. Includerò qui sotto alcuni dei miei versetti preferiti, seguiti da qualche suggerimento generico su come superare queste sensazioni di “inquietudine” quando arrivano.

Getta sull’Eterno il tuo peso, ed Egli ti sosterrà; Egli non permetterà mai che il giusto vacilli.2

Gettando su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi.3

Alla mente che riposa in Te Tu conservi una pace perfetta, perché confida in Te.4

Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi.5

Questi versetti hanno alcuni temi in comune:

Imparare a “gettare su di Lui ogni nostra preoccupazione” e a “non essere in ansietà per cosa alcuna” – devo ammettere che è più facile dirlo che farlo; imparare a non cedere all’ansia può essere un processo che richiede alcuni passi pratici da parte nostra. Dobbiamo fare uno sforzo preciso per affidare i nostri pesi al Signore. Dobbiamo impegnarci a passare regolarmente del tempo con Gesù. Dobbiamo imparare a cedergli le nostre paure e le nostre preoccupazioni. Dobbiamo meditare sulla Parola di Dio e diventare esperti nell’arte di concentrare i nostri pensieri sulle cose che sono nobili, buone, pure, onorevoli, giuste e di buona fama.6 Dobbiamo sostituire le cattive abitudini con altre che siano buone e ci aiutino ad avere uno stile di vita sano.

Alcuni danno per scontato che una volta diventati cristiani e ripost­o la propria fiducia in Gesù, Lui automaticamente li proteggerà da ogni cosa cattiva. Non è così che funziona la fiducia. Non elimina possibili problemi, stress o difficoltà, ma ci offre una base solida per la nostra sicurezza: Dio. Ci dà una valvola di sfogo per la nostra ansietà: Dio.

Trovo utile ripassare le promesse divine per ricordarmi del suo amore incondizionato nei miei confronti. Mi ama. Ti ama. Gli stiamo a cuore. Vuole aiutarci. Ha promesso di prendersi cura di noi. Quando affidiamo noi stessi e i nostri cari alle sue mani, sappiamo che sono nel miglior posto possibile.

Sant’Agostino disse: “Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te”.7 Credo che allineare i nostri spiriti con lo Spirito di Dio sia la cosa più importante quando abbiamo un bisogno disperato di pace, speranza, fede e fiducia. Dopo aver fatto questo, ci sono alcuni utili suggerimenti pratici che includerò qui sotto.

Scrivi le tue preoccupazioni e le tue ansietà.

È particolarmente utile se hai molte cose per la testa. Toglitele dalla mente e affidale alla carta; anche il solo elencarle tutto può darti qualche sollievo. Alcune ricerche indicano che annotare le tue preoccupazioni può calmarti e perfino aumentare la tua produttività. Stabilire un “momento per preoccuparsi”, per così dire, può essere una valida strategia. Scrivi le tue preoccupazioni e affidale a Gesù.

Una volta annotato tutto ciò che ti opprime, quella lista può esser utile sia per pregare sia per fare piani. Pregaci sopra ogni giorno. Cerca una promessa da rivendicare per ogni punto o per la lista in generale.

Leggi la tua lista per vedere se ci sono punti minori di cui puoi prenderti cura. Forse c’è una telefonata da fare; prendi il telefono e falla. Se riesci a intervenire su alcuni punti, anche se piccoli, la lista si ridurrà e avrai la sensazione di fare progressi.

Parla con qualcuno – un amico o un’amica, tuo marito o tua moglie, un consigliere, un mentore.

Può essere utile parlare della tua situazione e delle opzioni che hai davanti e chiedere qualche buon consiglio.

Sta’ attento al “dio delle opzioni”.

Questo termine rappresenta il numero schiacciante delle scelte che abbiamo a disposizione in questi giorni moderni. Dalla quantità di informazioni disponibili su Internet alla varietà delle merende al supermercato, troppe informazioni possono portare alla paralisi delle decisioni. Per non parlare di tutto il tempo sprecato.

Sii cosciente e disciplinato; cerca le informazioni che ti servono per prendere una decisione, senza restare invischiato nel flusso interminabile di informazioni e opzioni nuove.

Fai un passo alla volta.

Se hai di fronte diverse questioni che richiedono una soluzione, non affrontarle tutte insieme. Scegline una su cui pensare e pregare. Vai a fare una passeggiata mentre esamini i pro e i contro, con il proposito di giungere a una decisione.

Decidi. Agisci, Confida. Ripeti.

Una volta presa una decisione in preghiera, non continuare a indagare su altre possibilità e non mettere in dubbio la tua scelta. Confida di aver preso una decisione sufficientemente buona. Confida che Gesù può operare per il tuo bene in qualsiasi modo, se cerchi di fare la sua volontà. (Poi, nel caso che tu abbia preso la decisione sbagliata o che più tardi si presenti una soluzione o un’opportunità migliore confida che te lo farà notare e t’indicherà come agire.)

Ho letto una citazione sull’argomento delle opportunità e della difficoltà che noi Cristiani a volte abbiamo nel prendere decisioni vitali quando cerchiamo la volontà di Dio. L’autore ha scritto: “Dio può usare quella che sembra ‘la porta sbagliata’, se l’attraverso con le intenzioni giuste”. 8 Credo che ciò sia vero, ed è di grande conforto, perché non prenderemo mai decisioni giuste a 100%. Fa parte delle esperienze della vita. È così che impariamo e fa parte del piano divino.

A questo proposito, Mark Batterson ha scritto quanto segue:

Non conosco un solo seguace di Cristo che non si sia stressato cercando di scoprire la volontà di Dio. Vogliamo risolvere il mistero della volontà divina come potremmo risolvere un cruciverba. Per mia esperienza, però, l’analisi intellettuale solitamente porta alla paralisi spirituale.

Cerchiamo di far rientrare Dio nei confini della nostra corteccia cerebrale. Cerchiamo di ridurre la sua volontà ai limiti logici dell’emisfero sinistro del cervello. Ma la volontà di Dio non è né logica né lineare. È disorientante e complicata. Una parte della nostra mente pensa che ci sia qualcosa di spiritualmente errato in noi, se proviamo un’incertezza circostanziale. Ma è precisamente ciò che Gesù ci ha promesso quando siamo nati nello Spirito e abbiamo cominciato a seguirlo.

Il più delle volte, la maggior parte di noi non ha alcuna idea di dove stia andando. So che è inquietante, ma l’incertezza circostanziale ha anche un altro nome: avventura.

Niente è più snervante o disorientante del seguire Dio appassionatamente. Prima ci facciamo una ragione di quella realtà spirituale, più ci godremo il viaggio.9

Se riusciamo a mantenere una prospettiva più celeste, ci godremo di più il viaggio della vita. Certo, i problemi che affrontiamo non sono “facili”, ma Gesù promette di darci la forza che ci permetterà di farci carico di quei problemi. Dice: “Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero”.10 Quando approfittiamo della sua forza, possiamo avere pace in mezzo alla tempesta e una gioia profonda anche nelle circostanze più difficili.

Gesù è la fonte della nostra pace. Il suo nome è “una forte torre”, in cui possiamo “correre ed essere al sicuro”.11


1 LND.

2 Salmi 55,22.

3 1 Pietro 5,7 NR.

4 Isaia 26,3.

5 Giovanni 14,27.

6 Filippesi 4,8.

7 Agostino d’Ippona, Confessioni, Libro I, Capitolo 1.

8 John Ortberg, All the Places to Go … How Will You Know? (Carol Stream, IL: Tyndale, 2015), 17.

9 Wild Goose Chase (Colorado Springs: Multnomah Books, 2008).

10 Matteo 11,30.

11 Proverbi 18,10.


Pubblicato originariamente in Inglese il 17 novembre 2015.

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