Al cuore di tutto: introduzione

Di Peter Amsterdam

Maggio 12, 2011

Una cosa che trovo particolarmente meravigliosa di Gesù è che la salvezza, il suo dono che trasforma la vita, è dato a chiunque semplicemente lo chieda con un cuore sincero e credente. In una persona, il livello di comprensione della dottrina cristiana potrebbe essere minimo, ma se ha un cuore affamato, se è alla ricerca di un rapporto con Dio, allora lo troverà – in maniera chiara, precisa e gratuita – ricevendo Gesù come salvatore. La salvezza è semplice: è un regalo. Lo chiedi, lo ricevi, è tuo. È fantastico!

Sebbene ricevere la salvezza sia semplice, raggiungere una comprensione matura della fede cristiana è tutta un’altra cosa. Il sistema dottrinale cristiano, la teologia e una comprensione della Bibbia richiedono tutti un certo livello di conoscenza. È importante acquisire quella conoscenza, che richiede studio e concentrazione. La crescita spirituale avviene mediante lo studio e l’applicazione della Parola di Dio.

È bene avere una conoscenza profonda della dottrina cristiana; tuttavia non è necessario per la salvezza, né è una garanzia di un rapporto intimo con Dio. Uno può conoscere e amare Gesù, suo Salvatore, senza comprendere tutti i particolari della dottrina cristiana, perché ne sperimenta la presenza. Può credere che Gesù è il Salvatore, che è Dio, che camminò sulla terra, che fu crocifisso, morì, fu sepolto e risorse, semplicemente perché qualcuno ha condiviso con lui questi principi fondamentali, dandogli una comprensione sufficiente a riceverlo come salvatore, aiutandolo ad entrare in un rapporto personale con Lui.

Anche se non si capiscono perfettamente tutti i perché e i percome della dottrina, si può avere una salda fede in Dio, sapendo che Lui esiste. Gli si parla in preghiera, Lui risponde. Si ascolta la sua voce, si sperimenta la sua provvidenza, la sua guarigione, il suo amore. Si ha una connessione personale con Lui, un’interazione, un rapporto. Si sa che Lui esiste, che è Dio, che è vero, non solo per quanto è registrato per noi nella Bibbia, ma perché è una realtà nella vita, nella propria esperienza personale.

Ovviamente, è molto importante progredire nella conoscenza della Parola di Dio, imparare le dottrine, arrivare alla maturità spirituale vivendo gli insegnamenti della Parola. Fare esperienza di Dio è bello, ma la vita spirituale di una persona è incompleta senza la fede che viene dalla conoscenza della Parola. D’altra parte, la conoscenza biblica, lo studio e la comprensione delle sfumature teologiche, non bastano – bisogna conoscere l’Autore.

Io sentii la chiamata di Dio fin da piccolo. Non sapevo esattamente come rispondere a quella chiamata, ma la sentivo. Raggiunta l’adolescenza, non avevo ancora trovato un modo per rispondere a essa e mi sentivo smarrito. Sembrava che niente mi soddisfacesse. Mi ponevo l’eterna domanda: “Perché sono qui? Qual è lo scopo della vita?” Ero alla ricerca, ma non trovavo le risposte.

Dopo aver ricevuto la testimonianza per tre sere consecutive, stavo tornando da solo verso la mia auto, convinto che dovevo diventare un discepolo di Gesù, e mi resi conto che non potevo farlo se non ero salvato. Pregai e chiesi a Gesù di entrare nel mio cuore. Appena lo feci, seppi che mi era successo qualcosa di memorabile. Il cambiamento che sentivo, la liberazione, la consapevolezza di avere uno scopo chiaro e specialmente la pace profonda nel mio cuore, erano irresistibili. Sapevo di essere arrivato a casa. Mi resi istantaneamente conto che Gesù era davvero entrato nella mia vita, che ero salvo. Non serviva nient’altro per sapere che Lui era reale, che era Dio, che esisteva ed era entrato nella mia vita. In quel momento non era necessaria nessuna teologia e ulteriore verità biblica per farmelo capire. Lui era reale per me, perché l’avevo sperimentato. Ora era coinvolto nella mia vita e ne fui certo nel profondo del mio cuore. Sapevo che mi amava, sentivo il suo amore; era tutto quel che mi serviva. Da quel giorno in poi ho sempre saputo che Lui c’è. L’ho provato e continuo a farlo.

Ciò non significa che io non continui a leggere e studiare la Bibbia. Da allora ho dedicato molto tempo ad assorbire la Parola di Dio, e ciò mi ha fatto crescere nella fede, nella comprensione e nella relazione con Dio.

Al giorno d’oggi quando le persone generalmente sono bene informate e molte sono dubbiose o scettiche, spesso è necessaria una spiegazione più approfondita della fede e del cristianesimo, prima che possano capire il bisogno della salvezza e quindi accettarla.

C’è il vantaggio di conoscere e poter spiegare i particolari della nostra fede, oltre ad avere l’esperienza di una vita piena di Gesù. Le due cose insieme possono fare di voi testimoni poderosi, perché la vostra vita mostra i frutti della vostra fede, e la vostra capacità di articolare le vostre dottrine aiuta a rispondere alle domande degli altri.

Quando abbiamo una maggior comprensione e conoscenza delle verità, dei principi e dei precetti che formano i fondamenti della nostra fede, sia questa, sia la nostra capacità di articolarne i motivi, ne vengono rinforzati. Questo è particolarmente vero nell’ambiente odierno e vi renderà possibile “dare una risposta a chi vi domanda” aiutandovi così a essere testimoni più efficaci.[1]

Nel preparare la serie “Al cuore di tutto” intendo prendere in esame le dottrine principali del Cristianesimo nella loro forma base. Questi articoli includeranno argomenti quali Gesù come Dio, Gesù come uomo e la Trinità, costituita da Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo, perché sono tra i fondamenti della fede cristiana. Copriremo anche altri argomenti fondamentali.

Alcuni dei primi articoli parlano della prima chiesa, dei padri della chiesa e del cristianesimo nei primi sei secoli. Si tratta dei secoli in cui furono elaborate le dottrine più importanti. Le dottrine della Trinità, della divinità di Gesù e dell’Incarnazione (Dio Figlio che diventa uomo), che sono coperte nelle prime sezioni di questa serie, sono tutte insegnate all’interno del Nuovo Testamento che contiene i libri della Bibbia scritti nel periodo in cui erano vivi gli apostoli di Gesù. Tuttavia, in seguito, nei secoli successivi alla morte degli apostoli, i capi della chiesa dovettero esaminare alcune delle dottrine presentate da loro, per confutare alcune dottrine sorte successivamente che contraddicevano le verità presentate nelle Scritture.

Le parole di Gesù riferite nei Vangeli e predicate da chi le aveva ascoltate fecero affermazioni specifiche su Dio, che a quel tempo erano nuove rivelazioni. L’arrivo nel mondo di Gesù, come Figlio di Dio, e quello dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste, dopo la sua ascesa al cielo, introdussero nuovi concetti di Dio che non erano stati compresi nelle scritture ebraiche – a noi note oggi come Vecchio Testamento. Ad alcuni d’essi si faceva allusione nelle scritture ebraiche, ma non potevano essere compresi fino in fondo. Comunque, dopo che Gesù visse, morì e risorse, subentrò una comprensione assolutamente nuova di Dio, del suo piano per la salvezza e della sua interazione con i credenti.

Il fatto che il Vecchio Testamento alludesse a certe verità senza spiegarle chiaramente e che esse cominciassero a diventare più chiare nel Nuovo Testamento e poi fossero sviluppate e articolate pienamente dai padri della chiesa, è conosciuto come rivelazione progressiva. Dio ha spiegato queste cose passo per passo.

Anche se furono gli scrittori del Nuovo Testamento ad articolare questi nuovi concetti, fu compito di chi venne dopo di loro nei secoli successivi dare una spiegazione di come queste cose potessero essere.

In tutta la storia del cristianesimo, la dottrina e la sua interpretazione giocarono sempre un ruolo importante; spesso lo sviluppo della dottrina ebbe a che fare con questioni controverse che dovevano essere decise dai leader della chiesa. Durante i primi decenni del cristianesimo, quando erano ancora vivi Paolo e gli apostoli, i leader della prima chiesa dovettero incontrarsi per discutere e decidere alcuni argomenti che causavano divisione.

 

Or alcuni, discesi dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: «Se non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati».  Essendo perciò sorta una non piccola controversia e discussione da parte di Paolo e Barnaba con costoro, fu ordinato che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per tale questione. Giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che Dio aveva operato per mezzo di loro. Ma alcuni della setta dei farisei che avevano creduto si alzarono, dicendo: «Bisogna circoncidere i gentili e comandar loro di osservare la legge di Mosè». Allora gli apostoli e gli anziani si radunarono per esaminare questo problema.[2]

Il problema era, alla radice, una questione teologica. Gesù aveva detto che il Vangelo sarebbe stato predicati ai gentili. Disse ai suoi discepoli, che erano tutti ebrei di Israele, di andare dappertutto e fare discepoli di tutti i popoli,[3] il che significava predicare a non-ebrei e convertirli alla fede. Quelli come Paolo, che avevano predicato il Vangelo in giro per l’impero romano, stavano convertendo gentili a destra e a sinistra e non imponevano loro di aderire alla legge ebraica; mentre alcuni cristiani di estrazione giudaica credevano che i convertiti dovessero seguire le leggi di Mosè. C’era disaccordo su cosa ci si dovesse aspettare dai credenti gentili, quindi gli anziani della chiesa dovettero riunirsi per decidere gli aspetti pratici e dottrinali del caso. Lo fecero e il risultato finale fu favorevole alla posizione dei gentili. (Vedi tutto il capitolo di Atti 15.)

Col passar del tempo ci furono situazioni simili, quando sorsero delle controversie sulle dottrine cristiane. C’erano dei disaccordi, così i leader della chiesa, inizialmente chiamati vescovi e in seguito definiti padri della chiesa,[4] si riunirono in concilio per discutere, dibattere, pregare e decidere cosa fosse una genuina fede cristiana basata sulle Scritture. Molti di questi sono riconosciuti come grandi uomini della storia della chiesa da tutti i cristiani, comprese la fede cattolica, ortodossa e protestante di oggi. Le conclusioni di questi padri della chiesa sono state considerate giuste fin dal tempo in cui furono prese nel periodo dal terzo al settimo secolo, perché erano basate sulle Scritture e su verità insegnate nella Bibbia.

Non tutta la dottrina o la teologia cristiana è essenziale e fondamentale. Che Gesù sia Dio, che sia morto per i nostri peccati e che noi siamo salvati grazie alla sua morte, sono dottrine fondamentali. Uno deve credere a queste cose per essere cristiano. Si può essere cristiani che si creda che il rapimento sia prima o dopo la Tribolazione, ma non si può esserlo se non si crede che Gesù sia morto per i nostri peccati. Quindi c’è differenza tra le dottrine essenziali e quelle che non fanno parte dei fondamenti del cristianesimo.

Uno scrittore ha descritto così questo punto:

Se pensiamo che il nostro sistema teologico di dottrine sia una tela di ragno, al centro troveremo cose come la fede nell’esistenza di Dio: questo è assolutamente centrale alla ragnatela di dottrine. Un po’ più all’esterno ci saranno la divinità e la resurrezione di Cristo. Un po’ più all’esterno forse la teoria dell’espiazione, della sua morte al nostro posto per i nostri peccati. […] Il significato di questo è che se viene eliminata una di queste dottrine centrali, come il credere nell’esistenza di Dio o nella resurrezione di Gesù, se vien tolta quella parte della ragnatela, cadrà tutto quanto, perché se si toglie qualcosa dal centro il resto non può esistere. Se però si toglie uno dei fili più vicini alla periferia, ci saranno delle conseguenze nella nostra rete di dottrine, ma non cadrà l’intera struttura.[5]

Personalmente, studiare questi e altri aspetti della dottrina cristiana mentre mi preparavo a scrivere questa serie, mi ha aiutato ad apprezzare di più l’amore e il sacrificio di Gesù e quello che gli è costato portare all’umanità un’opportunità di salvezza. Ho scoperto che imparare più particolari su questo soggetto, e su altri su cui penso di scrivere in futuro, è servito a edificare e rafforzare la mia fede e la mia comprensione di Dio. Prego che gli articoli di questa serie, e altri simili in futuro, abbiano lo stesso effetto su di voi.

Se desiderate approfondire gli studi su questi argomenti, vi raccomando di leggere i libri o ascoltare le lezioni elencate nella bibliografia alla fine di ogni articolo. In alcuni post futuri, penso di prendere in esame l’argomento della Bibbia e della sua affidabilità storica, specialmente per ciò che ha da dire su Gesù. Comunque, se volete imparare subito di più su quell’argomento, vi suggerisco di leggere Il caso Gesù, di Lee Strobel (Centro Biblico 2009 - ISBN-13: 9788870542110). Questo libro esamina molti aspetti importanti di Gesù in maniera comprensibile e facile da leggere.

Spero che questi articoli vi diano una buona conoscenza base delle dottrine comprese nei dogmi generalmente accettati del cristianesimo.

Ricercando questo materiale ho confrontato gli insegnamenti di teologi delle maggiori confessioni o scuole di pensiero protestanti – luterana, riformata o calvinista, battista, wesleyana, anglicana, carismatica e arminiana, oltre agli insegnamenti della chiesa cattolica romana. Nella presentazione di queste dottrine ho cercato di presentare le idee comuni a tutti. Negli articoli ci saranno note a piè di pagina con riferimenti sia alle citazioni dirette che ho utilizzato, sia ai luoghi in cui ho parafrasato il testo di uno scrittore. Là dove vengono fatte delle affermazioni o usati dei versetti biblici come “prove”, ho controllato che diversi teologi abbiano fatto la stessa affermazione e usato gli stessi versetti. La bibliografia alla fine di ogni articolo indicano i libri, gli articoli e le lezioni che ho utilizzato per ricercare il materiale.

Se non è indicato diversamente, i versetti citati provengono dalla versione Nuova Diodati. Esistono diverse versioni bibliche considerate accurate e affidabili. Se una citazione biblica ha una versione più chiara di un certo versetto, ho scelto di usare la versione diversa e l’ho indicata nelle note.

Prego che questa serie si dimostri informativa, interessante e utile, e che arricchisca la vostra fede.


[1] 1 Pietro 3,15: Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi.

[2] Atti 15,1–2 e 4–6.

[3] Matteo 28,19: Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

[4] Questo periodo divenne noto come periodo patristico, dal latino pater, padre.

[5] William Lane Craig, “What Is Inerrancy?” podcast su reasonablefaith.org.


Titolo originale: The Heart of It All: Introduction
Pubblicato originariamente in Inglese il 12 Aprile 2011

Copyright © 2024 The Family International. Tutela della privacy Utilizzo dei cookie