Più simili a Gesù: introduzione e contesto (parte 2)

Di Peter Amsterdam

Agosto 13, 2016

Più simili a Gesù: introduzione e contesto (parte 2)

[More Like Jesus: Introduction and Background—Part 2]

La prima parte di questa introduzione alla serie Più simili a Gesù ha accennato al concetto di essere devoti e simili a Cristo, così come viene espresso nel Vecchio Testamento e nei Vangeli. In questa parte porremo la nostra attenzione sull’essere simili a Cristo come viene espresso nelle Epistole.1

La prima chiesa aveva compreso che con il suo patto, il Dio d’Israele aveva agito a favore dell’umanità mediante la vita, la morte e la risurrezione di Gesù. Il piano divino, di cui si era parlato nel Vecchio Testamento, si stava ora realizzando. Il suo scopo era chiamare da tutte le nazioni un popolo che sarebbe appartenuto a Dio, sarebbe stato suo socio nel patto e sarebbe vissuto alla luce del meraviglioso gesto divino della salvezza.

Mediante la salvezza, chi è in Cristo viene trasformato:

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.2 Come nuove creature in Cristo, uno dei nostri obiettivi è vivere in conformità a quello, essere simili a Cristo. Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, e camminate nell’amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.3

L’apostolo Paolo esortò le chiese da lui fondate a imitarlo.

Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.4 Vi esorto dunque a divenire miei imitatori. Per questa ragione vi ho mandato Timoteo, che è mio figlio diletto e fedele nel Signore, che vi ricorderà quali sono le mie vie in Cristo.5

Paolo insegnò che dobbiamo avere gli stessi atteggiamenti di Cristo:

Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini.6

L’essere simili a Cristo implica esibire il carattere di Cristo, il che è reso possibile grazie ai frutti dello Spirito Santo dentro di noi. Vediamo questi frutti – amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo7 – esemplificati nella vita di Gesù.

Esibire il carattere di Cristo non avviene senza un conflitto interiore. La salvezza non mette fine alla tendenza a peccare; non mette automaticamente freno alla nostra immoralità. Perciò ci viene detto di “spogliarci” di alcuni aspetti della nostra vita e di “rivestirci” della somiglianza a Cristo.

La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce […] ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.8

Avete imparato […] a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.9

Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l’ha creato.10

Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione.11

Stanley Grenz ha scritto:

I credenti devono “spogliarsi” di una realtà e “rivestirsi” di un’altra: spogliarsi della carne e rivestirsi dello spirito. Spogliarsi delle opere della carne e rivestirsi del Signore Gesù Cristo. Spogliarsi delle opere delle tenebre e rivestirsi delle opere della luce. Così, con un’immagine vivida, Paolo indicò l’etica cristiana come l’abbandono delle vecchie abitudini per vivere in maniera nuova.12

Naturalmente, spogliarsi e rivestirsi, vivere in maniera nuova, non sono cose che vengono naturali; richiedono diligenza e autodisciplina. Paolo ne parlò come di un allenamento, un esercizio:

Esercitati nella pietà.13 Nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina.14 Ricerca la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la costanza e la mansuetudine. Combatti il buon combattimento della fede.15

Essere simili a Cristo richiede sforzo e autodisciplina. Bisogna “spogliarsi” e “rivestirsi” intenzionalmente, facendo il necessario per allineare i propri atteggiamenti interiori allo Spirito, alla Parola e alla volontà di Dio. È necessario un impegno a crescere spiritualmente, arrivando così a una trasformazione interiore che ci rende possibile l’essere più incentrati su Dio e più simili a Cristo. La disponibilità a fare uno sforzo e ad autodisciplinarci è motivata dal nostro amore per Gesù e dalla nostra gratitudine per il sacrificio che ha fatto per noi. Combattiamo il buon combattimento della fede e ricerchiamo giustizia, religiosità, fede e amore perché ci siamo dedicati a Dio, che ci ha riconciliati a Sé in Cristo.

Poiché siamo eternamente grati per l’amore e la compassione di Dio, desideriamo condurre una vita “degna” della vocazione che ci è stata rivolta,16 degni del Dio che ci ha chiamato,17 degni del Signore18 e degni del vangelo di Cristo.19

Ovviamente non siamo in grado di condurre una vita degna e incentrata su Cristo con le nostre sole forze; il potere di farlo ci viene dallo Spirito Santo. Grenz ha scritto:

Lo stesso Spirito che inabita in noi ed è mediatore della salvezza tramite l’unione del credente con Cristo, fornisce anche la potenza divina necessaria a una vita cristiana. L’inabitazione dello Spirito ci permette di vivere a un nuovo livello di esistenza.20

Lo Spirito Santo è il mezzo per avere la mente di Cristo, perché coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito.21 Grazie allo Spirito Santo facciamo esperienza di una trasformazione morale, venendo mutati nell’immagine di Cristo.

E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.22

La presenza dello Spirito Santo in noi ci dà la forza di avere una vita trasformata. Quella forza, unita alla nostra gratitudine e al nostro amore per Dio, al desiderio di emulare Cristo e all’impegno personale a investire gli sforzi e l’autodisciplina necessari, ci permettono di essere più simili a Gesù.

Abbiamo visto che il Vecchio Testamento, i Vangeli e le Epistole parlano tutti di vivere in maniera da rispecchiare Dio nel nostro mondo. È chiaro che siamo chiamati a essere santi, amorevoli, buoni, misericordiosi, compassionevoli e umili – tutti aspetti della natura e del carattere di Dio. Come fanno notare le Scritture, c’è l’attesa che il popolo di Dio, cioè le persone che hanno formato un rapporto con Lui mediante il sacrificio di suo Figlio, vorrà vivere in linea con ciò che Lui ha rivelato nella sua Parola riguardo a Sé e ai propri desideri. chiarificatori

Leggere e studiare il modo di condurre una vita più devota è stato illuminante per me e mi ha aiutato a sforzarmi di vivere la fede. In questa serie di articoli, parlerò delle cose che mi hanno aiutato; e ogni articolo toccherà qualche elemento della somiglianza a Cristo e del carattere cristiano. Alcuni avranno una vena pratica, mentre altri porranno più attenzione sugli aspetti spirituali. Alcuni argomenti passeranno da un articolo all’altro, mentre altri staranno in piedi da soli. Prego che leggendo questi articoli possiate ottenere una nuova visione di come meglio rispecchiare Gesù nella vostra vita.


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


1 Questo articolo è un riassunto del capitolo 3 del libro di Stanley J. Grenz’s The Moral Quest (Downers Grove: IVP Academic, 1997).

2 2 Corinzi 5,17.

3 Efesini 5,1–2.

4 1 Corinzi 11,1.

5 1 Corinzi 4,16–17.

6 Filippesi 2,3–7 NR.

7 Galati 5,22–23.

8 Romani 13,12.14 NR.

9 Efesini 4,22–24 NR.

10 Colossesi 3,9–10 NR.

11 Colossesi 3,12–14 NR.

12 Grenz, The Moral Quest, 122.

13 1 Timoteo 4,7.

14 1 Timoteo 4,6.

15 1 Timoteo 6,11–12 NR.

16 Io dunque, il prigioniero per il Signore, vi esorto a camminare nel modo degno della vocazione a cui siete stati chiamati (Efesini 4,1).

17 Noi abbiamo esortato, consolato e scongiurato ciascuno di voi, a camminare in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno e gloria (1 Tessalonicesi 2,12).

18 Perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio (Colossesi 1,10).

19 Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo (Filippesi 1,27 NR).

20 Grenz, The Moral Quest, 126.

21 Romani 8,5.

22 2 Corinzi 3,18.


Pubblicato originariamente in Inglese il 12 gennaio 2016.

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