Gesù – la sua vita e il suo messaggio: i miracoli (parte 8)

Di Peter Amsterdam

Ottobre 31, 2017

Miracoli sulla natura (parte 2)

[Jesus—His Life and Message: Miracles—Nature Miracles (Part 2)]

Il miracolo di sfamare i cinquemila è l’unico miracolo di Gesù riferito in tutti e quattro i Vangeli.1 Anche se la sua collocazione varia all’interno di ogni Vangelo, i fatti principali del racconto sono identici. Tutti quattro concordano che erano presenti cinquemila persone, che c’erano cinque pani e due pesci, che si raccolsero dodici ceste di avanzi, che Gesù diede una benedizione e che comandò ai suoi discepoli di far sedere le persone. (Oltre a ciò, due Vangeli parlano di un altro miracolo in cui Gesù sfamò quattromila persone.2 Ci sono parecchie differenze tra il miracolo dei cinquemila e quello dei quattromila, il che indica che erano avvenimenti separati, specialmente perché i Vangeli di Matteo e di Marco includono entrambe le storie.)

Userò il racconto di Marco, che è il più lungo dei quattro, e includerò alcuni aspetti tratti dagli altri tre Vangeli.

Ora gli apostoli si radunarono intorno a Gesù, e gli riferirono tutto quello che avevano fatto ed insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’». Poiché era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono quindi in barca verso un luogo solitario e appartato. La folla però li vide partire, e molti lo riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi ed arrivarono prima di loro; e si strinsero intorno a lui. E Gesù, sbarcato, vide una grande folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore senza pastore; e prese a insegnare loro molte cose.

Ed essendo già tardi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: «Questo luogo è deserto, ed è già tardi. Licenzia questa gente perché se ne vada nelle campagne e nei villaggi all’intorno a comprarsi del pane, perché non ha nulla da mangiare». Ma egli, rispondendo, disse loro: «Date voi a loro da mangiare». Ed essi gli dissero: «Dobbiamo andare noi a comperare del pane per duecento denari e dare loro da mangiare?». Ed egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Ed essi, accertatisi, dissero: «Cinque pani e due pesci».

Allora egli ordinò loro di farli accomodare tutti, per gruppi, sull’erba verde. Così essi si sedettero in gruppi di cento e di cinquanta. Poi egli prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse; quindi spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli, perché li distribuissero loro; e divise pure i due pesci fra tutti. Mangiarono tutti a sazietà. E raccolsero dodici ceste piene di pezzi di pane e di resti dei pesci. Or coloro che avevano mangiato di quei pani erano cinquemila uomini.3

In precedenza, in questo stesso capitolo, Gesù aveva mandato i suoi discepoli a due a due nelle zone circostanti, dopo aver dato loro l’autorità di scacciare spiriti immondi e di guarire i malati.4 Al loro ritorno, le sei squadre raccontarono a Gesù i miracoli che avevano compiuto e le cose che avevano insegnato. Indubbiamente i discepoli erano esausti dopo essere stati via per un certo periodo ad assister gli altri, così Gesù li invitò ad andare con Lui in un luogo appartato per avere qualche momento di relax. Partirono insieme in barca, dirigendosi verso quello che varie traduzioni chiamano luogo solitario in disparte, luogo solitario e appartato, posto più tranquillo. Non è detto che fosse lontano, ma probabilmente era da qualche parte nei campi, distante dai paesi pieni di gente.

La loro vacanza e il loro riposo furono interrotti perché la gente poteva vedere la barca dalla riva, quindi una folla in continuo aumento fu in grado di seguirli a piedi lungo la costa, tanto che quando la barca approdò, c’era ad attenderli una grande folla. Scendendo dalla barca, Gesù vide una grande folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore senza pastore. Queste parole rispecchiano alcune espressioni del Vecchio Testamento che indicavano la necessità di avere un pastore che guidasse il popolo di Dio:

Ho visto tutto Israele disperso sui monti, come pecore che non hanno pastore.5

Per mancanza di pastore si sono disperse, sono diventate pasto di tutte le fiere della campagna.6

«L’Eterno, il Dio degli spiriti di ogni carne, costituisca su questa assemblea un uomo che esca davanti a loro ed entri davanti a loro, e li faccia uscire e li faccia entrare, affinché l’assemblea dell’Eterno non sia come un gregge senza pastore».7

Stabilirò su di esse un solo pastore che le pascolerà, il mio servo Davide. Egli le pascolerà e sarà il loro pastore.8

Mosso a compassione, Gesù prese a insegnare loro molte cose.9 Nel Vangelo di Luca leggiamo che Gesù le accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva coloro che avevano bisogno di guarigione,10 mentre Matteo dice che Gesù guarì i loro malati.11 Nel tardo pomeriggio i discepoli si resero conto che né Gesù né la folla sembravano voler concludere l’incontro, così gli suggerirono pragmaticamente di accomiatare la folla perché andasse per le campagne e i villaggi dei dintorni e si comprassero qualcosa da mangiare.12 Non era una cosa molto pratica, però, perché qualsiasi villaggio ci fosse nei dintorni non avrebbe potuto sfamare così tante persone.

Nei tre Vangeli sinottici Gesù rispose al suggerimento dei discepoli dicendo: «Date voi a loro da mangiare». La forma greca del verbo è imperativa; ordina loro di farlo. L’idea sembra esser che, dato che i discepoli erano appena ritornati dal guarire i malati e scacciare i demoni, come estensione del ministero di Gesù, dovrebbero esercitare quella autorità anche in questo caso, provvedendo in qualche maniera del cibo.13 Loro però risposero dicendo: «Dobbiamo andare noi a comperare del pane per duecento denari e dare loro da mangiare?»14 Duecento denari sarebbero equivalsi a otto mesi del salario di un operaio. La domanda era probabilmente retorica, dato che quasi certamente non avevano quella somma. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù chiese a Filippo: «Dove compreremo del pane perché costoro possano mangiare?». Or diceva questo per metterlo alla prova, perché egli sapeva quello che stava per fare.15 Gesù chiese specificamente quanto cibo avessero e gli risposero di avere cinque pani e due pesci.

A questo punto Gesù ordinò ai suoi discepoli di far sedere la gente. La parola greca usata per sedere può essere tradotta anche come reclinare. Solitamente, durante i banchetti, le persone mangiavano in posizione reclinata. Tutti i commentatori del Vangelo che ho letto spiegano che le istruzioni di Gesù di reclinarsi sull’erba riflettono il concetto del “banchetto del Messia”, menzionato sia in Matteo sia in Luca:

Or io vi dico, che molti verranno da levante e da ponente e siederanno a tavola con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe, nel regno dei cieli.16

Ne verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e siederanno a tavola nel regno di Dio.17

Le persone furono invitate a sedersi in gruppi (di cinquanta e/o di cento, probabilmente una via di mezzo). Non ce ne viene spiegato il motivo, ma ha certamente senso che la distribuzione del cibo sarebbe stata più facile se le persone fossero state radunate in gruppi. Separandole in questo modo avrebbe anche reso possibile valutare le dimensioni della folla.

Il Vangelo di Giovanni dice che queste cose avvennero verso la festa ebraica della Pasqua, che ha luogo in primavera. Matteo e Marco menzionano che le persone furono invitate a sedersi sull’erba verde, affermazione che suggerisce anch’essa che l’avvenimento ebbe luogo in primavera, perché in quella parte del mondo non è possibile trovare erba verde nel resto dell’anno.18

Una volta che la gente fu seduta, Egli prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse; quindi spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli, perché li distribuissero loro; e divise pure i due pesci fra tutti.19 Dopo che Gesù li benedisse, o come dice in Giovanni, dopo aver reso grazie,20 il cibo fu distribuito. Gesù lo fece per dimostrare la sua gratitudine a Dio oltre che la sua dipendenza da Lui. Una normale benedizione ebraica per il cibo avrebbe potuto suonare più o meno così: “Sii benedetto, Tu che produci il pane dalla terra”.

Distribuendo i pani e i pesci, i discepoli partecipavano in qualche modo al miracolo di Gesù. In un certo senso stavano rispettando l’ordine che Gesù aveva dato loro all’inizio della storia: «Date voi a loro da mangiare».

Nei tre Vangeli sinottici, veniamo a sapere che mangiarono tutti a sazietà. Il Vangelo di Giovanni dice che ne ebbero finché ne vollero. Tutti i presenti furono in grado di mangiare con piena soddisfazione e nessuno restò senza. Leggiamo che non solo tutti furono soddisfatti, ma anche che si raccolsero dodici ceste di avanzi. Il fatto che tutti mangiarono fino a essere sazi e che alla fine avanzò cibo in abbondanza dimostra la grandezza del miracolo. Lo scrittore Joel Marcus ha commentato:

È difficile per il lettore moderno che vive negli agi […] e non ha mai patito la fame, immaginare l’impatto che queste affermazioni potevano avere su alcuni dei primi ad ascoltare la storia, che avrebbero conosciuto spesso la fame; non per niente una delle immagini bibliche più frequenti della felicità dell’epoca a venire è un banchetto i cui partecipanti possono mangiare finché vogliono.21

Le persone che furono sfamate forse avevano già sentito parlare di un miracolo simile nel Vecchio Testamento.

Giunse poi un uomo da Baal-Shalisha, che portò all’uomo di DIO del pane delle primizie: venti pani d’orzo e alcune spighe di frumento nel loro guscio. Eliseo disse: «Dallo alla gente perché ne mangi». Ma il suo servo rispose: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Eliseo ordinò nuovamente: «Dallo alla gente perché ne mangi, poiché così dice l’Eterno: “Mangeranno e ne avanzerà”». Così egli lo pose davanti alla gente, che mangiò e ne avanzò, secondo la parola dell’Eterno.22

Come nel miracolo del Vecchio Testamento, quando Gesù diede da mangiare ai cinquemila ci fu cibo più che in sufficiente. Si nota la natura abbondante di questo miracolo dal fatto che ci furono tantissimi avanzi, oltre che dal numero delle persone nutrite. Ognuno dei Vangeli dice che erano presenti cinquemila persone e Matteo fa notare che oltre a cinquemila uomini c’erano anche donne e bambini:

Coloro che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.23

Questo avrebbe aumentato notevolmente il numero dei presenti.

Il Vangeli di Matteo e Marco concludono la descrizione del miracolo indicando che, una volta radunati gli avanzi, Gesù mandò rapidamente via i suoi discepoli sulla barca.

Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire nella barca e precederlo all’altra riva verso Betsaida, mentre egli licenziava la folla.24

Troviamo altri particolari in Giovanni:

Allora la gente, avendo visto il segno che Gesù aveva fatto, disse: «Certamente costui è il profeta, che deve venire nel mondo». Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.25

Forse il motivo per cui Gesù mandò subito via i discepoli era che sapeva che nella folla c’era una certa agitazione politica a causa di questo miracolo. Secondo Giovanni, la folla vide in Gesù l’adempimento di Deuteronomio 18:

Io susciterò per loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto ciò che io gli comanderò. E avverrà che se qualcuno non ascolterà le mie parole che egli dice in mio nome, io gliene domanderò conto.26

Come spiega Leon Morris:

Tra gli Ebrei di quel periodo c’erano intensi sentimenti nazionalistici, e indubbiamente molti di quelli che videro il miracolo ritennero che fosse arrivato un leader accreditato dal cielo, colui che li avrebbe guidati contro i Romani. Così si prepararono a dichiararlo re.27

Naturalmente, come abbiamo visto nel quarto capitolo di Matteo, Gesù aveva già rifiutato il concetto di essere un re terreno:

Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori». Allora Gesù gli disse: «Vattene Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”».28

Il miracolo di sfamare i cinquemila è simile ad alcuni miracoli del Vecchio Testamento, quando Dio usò ciò che era a portata di mano e lo trasformò. Quando Mosè disse di aver bisogno di un segno che Dio gli aveva parlato, Dio fece in modo che il suo bastone si trasformasse in un serpente.29 Quando una vedova aveva dei problemi finanziari, con la prospettiva che i suoi figli fossero resi schiavi per pagare i suoi debiti, il profeta Elia le chiese se avesse qualcosa di valore. Lei aveva soltanto un vaso d’olio. Lui le disse di chiedere in prestito tutti i vasi che poteva e di versarci dentro il suo olio. L’olio si moltiplicò e tutti i vasi furono riempiti; lei fu così in grado di vendere l’olio per pagare i suoi debiti.30 Nel miracolo che abbiamo appena letto, Gesù chiese cosa fosse disponibile, poi moltiplicò quei pochi pani e pesci per sfamare una folla immensa.

Gesù moltiplicò il cibo, ma comandò anche di raccogliere gli avanzi. Gesù confidava che suo Padre supplisse, ma non sprecò quell’abbondanza. Dobbiamo seguire il suo esempio in entrambi i casi: confidare che Dio supplisca ai nostri bisogni, senza dimenticare ciò che ci ha già fornito. Dobbiamo essere buoni custodi di tutto ciò che Dio ci ha dato.

Il potere di Gesù sulla natura, dimostrato dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci e dagli altri miracoli che fece, indicava che Lui veniva da Dio e che suo Padre operava attraverso di Lui.

Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle opere che io faccio testimoniano di me, che il Padre mi ha mandato.31

Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi, ma se le faccio, anche se non credete a me, credete almeno alle opere, affinché conosciate e crediate che il Padre è in me e io in lui.32

Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere. Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credetemi a motivo delle opere stesse.33

(Continua in Miracoli sulla natura, parte tre.)


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Marco 6,34–44; Matteo 14,13–21; Luca 9,10–17; Giovanni 6,1–16.

2 Matteo 15,32–38; Marco 8,1–9.

3 Marco 6,30–44.

4 Marco 6,7–13.

5 1 Re 22,17.

6 Ezechiele 34,5.

7 Numeri 27,16–17.

8 Ezechiele 34,23.

9 Marco 6,34.

10 Luca 9,11.

11 Matteo 14,14 CEI.

12 Marco 6,36.

13 Stein, Mark, 314.

14 Marco 6,37.

15 Giovanni 6,5–6.

16 Matteo 8,11.

17 Luca 13,29.

18 Stein, Mark, 315.

19 Marco 6,41.

20 Giovanni 6,11.

21 Joel Marcus, Mark 1–8: A New Translation with Introduction and Commentary (New York: Doubleday. 2000), 420. (As quoted in Stein, Mark, 347.)

22 2 Re 4,42–44.

23 Matteo 14,21.

24 Marco 6,45. Anche Matteo 14,22.

25 Giovanni 6,14–15.

26 Deuteronomio 18,18–19.

27 Morris, The Gospel According to John, 306.

28 Matteo 4,8–10.

29 Esodo 4,1–5.

30 2 Re 4,1–7.

31 Giovanni 5,36.

32 Giovanni 10,37–38.

33 Giovanni 14,10–11.


Pubblicato originariamente in Inglese il 16 maggio 2017.

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