Gesù — la sua vita e il suo messaggio: il Padre e il Figlio (parte 2)

Di Peter Amsterdam

Febbraio 9, 2021

[Jesus—His Life and Message: The Father and the Son (Part 2)]

Alla fine del precedente articolo abbiamo letto che Gesù affermò che è passato dalla morte alla vita.1 Poi aggiunse:

«In verità, in verità vi dico: L’ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno».2

Il popolo ebreo credeva nella risurrezione dei morti, come si nota da ciò che Marta disse a Gesù riguardo a suo fratello Lazzaro: «Lo so che risusciterà nella risurrezione all’ultimo giorno».3 L’aspettativa degli Ebrei era (ed è ancora) che Dio farà risuscitare i morti; comunque, l’idea che la risurrezione avesse a che fare con la voce del Figlio di Dio era estranea per loro.

In questo caso Gesù non si riferiva a una futura risurrezione dei morti, ma a una nel presente (l’ora viene, anzi è venuta) e si riferiva a quelli che erano morti spiritualmente, non fisicamente. Gesù stava dicendo che le persone morte spiritualmente avrebbero udito la sua voce (quella del Figlio di Dio), il suo messaggio, e che quelli che avrebbero creduto avrebbero vissuto. (Naturalmente Gesù risuscitò delle persone fisicamente morte usando la sua voce, come nel caso di Lazzaro,4 del figlio della vedova di Nain5 e della figlia di Giairo,6 ma qui si parla dei morti nello spirito.)

Come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso.7

Dal Vecchio Testamento è chiaro che la vita proviene dal Padre, che è Lui che soffia la vita negli uomini.

L’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente.8

La vita è vista come un dono di Dio:

Mi hai concesso vita e benevolenza, e la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito.9

Lo Spirito di Dio mi ha fatto e il soffio dell’Onnipotente mi dà la vita.10

Mosè affermò che l’Eterno, il tuo DIO, […] è la tua vita.11 Il Vecchio Testamento indica chiaramente che ogni vita ha avuto origine dal Padre, a eccezione della sua. La sua vita era insita nel suo essere; il Padre esiste di per Sé.

La testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio.12

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.13

Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.14

Io do loro la vita eterna e non periranno mai.15

Gesù ha vita in Sé, ma il Padre gli ha anche dato l’autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo.16 Questo versetto amplifica ciò che era stato detto in precedenza in questo capitolo: Il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio;17 e le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente.18 Il Vecchio Testamento dichiara che è Dio che giudica. Si parla di Lui come del giudice di tutta la terra19 e come dell’Eterno, il giudice.20 Ancora una volta si afferma che tutto quello che fa il Padre, lo fa anche il Figlio.

Non vi meravigliate di questo, perché l’ora viene, in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno; quelli che hanno fatto il bene in risurrezione di vita, e quelli che hanno fatto il male in risurrezione di condanna.21

Gesù dice loro di non meravigliarsi e ciò indica che i suoi ascoltatori erano rimasti stupiti. Di che cosa non dovevano meravigliarsi? Molto probabilmente del fatto che “il Figlio” è coinvolto in tutto ciò che fa il Padre, che è il tema principale di questo capitolo dal versetto 19 in poi.

Le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio.22

Come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole.23

Il Padre […] ha dato tutto il giudizio al Figlio.24

Chi non onora il Figlio, non onora il Padre.25

Come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; e gli ha anche dato l’autorità di giudicare.26

Erano affermazioni straordinarie, che fanno riferimento a un punto precedente del capitolo, quando si spiega il motivo per cui “i Giudei” cercavano di ucciderlo: perché non solo violava il sabato, ma addirittura chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.27

Gesù poi affermò che l’ora viene, in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno […]. In questo caso si riferiva all’ultima “ora”, quando quelli che sono morti fisicamente (e non solo morti spiritualmente nei loro peccati) udranno la voce di Gesù. Ancora una volta Gesù si inseriva in avvenimenti che secondo il popolo ebreo implicavano soltanto Dio; in questo modo ribadiva che Dio era suo Padre.

A questo, Gesù aggiunse che quelli che erano nelle tombe avrebbero udito la sua voce e ne sarebbero usciti, aggiungendo: […] quelli che hanno fatto il bene in risurrezione di vita, e quelli che hanno fatto il male in risurrezione di condanna.28 L’affermazione che tutti i morti avrebbero udito la sua voce e sarebbero risorti, alcuni per la “vita” e altri per il giudizio, è conforme a ciò che viene insegnato nel libro di Daniele.

Molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno, alcuni per vita eterna, altri per vergogna e infamia eterna.29

Anche l’apostolo Paolo vi accennò nel libro degli Atti.

Vi sarà una risurrezione dei morti, tanto dei giusti che degli ingiusti.30

Alcuni potrebbero avere l’impressione che Gesù stesse dicendo che chi ha fatto opere buone nella vita (indipendentemente dalla loro fede in Gesù) risorgerà per la vita eterna, mentre chi ha fatto opere malvagie risorgerà per il giudizio, quindi le persone sono giudicate solo in base alle loro opere. Comunque, per comprendere correttamente questa affermazione, bisogna tornare indietro di due capitoli a ciò che Gesù disse a Nicodemo. Gli spiegò che gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie31 e che chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce.32 Poi proseguì dicendo che chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio.33

In altre parole, la prova che le opere di una persona siano “buone” o “malvagie” dipende da che essa “venga alla luce”. In un altro punto di questo Vangelo, Gesù aveva detto: “Io sono la luce del mondo”.34 “Venire alla luce”, cioè a Gesù, che è la luce del mondo, “ascoltare le mie parole”35 (quelle di Gesù) e “ascoltare la via voce” (sempre quella di Gesù) equivalgono alla stessa cosa: credere in Lui. Quelli che hanno fatto il bene e risuscitano in risurrezione di vita sono quelli che credono in Gesù. Quelli che hanno fatto il male e risuscitano in risurrezione di condanna sono quelli che non credono in Lui. Un altro autore spiega:

Ciò non significa che la salvezza si basi sulle opere buone, perché questo stesso Vangelo indica chiaramente, e più volte, che le persone entrano nella vita eterna quando credono in Gesù Cristo. Ma la vita che conducono sono il test della fede che professano.36

Gesù continuò così:

Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato.37

In precedenza aveva detto che il Padre ha dato tutto il giudizio al Figlio; qui comincia a parlare del suo ruolo di giudice. Comincia con il sottolineare la sua dipendenza dal Padre, dicendo che non giudica per conto suo, ma basandosi su ciò che ha udito da suo Padre. In precedenza aveva detto che non poteva fare nulla da Sé, ma solo ciò che vede il Padre fare; adesso sottolinea che non giudica da Sé, ma solo secondo ciò che odo, intendendo che giudica solo su incoraggiamento di suo Padre, secondo le sue istruzioni e la sua volontà; quindi il suo giudizio è il giudizio di Dio.

Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera.38

Gesù si riferiva alla testimonianza in un procedimento legale, sottolineando che secondo il Vecchio Testamento la testimonianza di una persona soltanto non era valida.

Un solo testimone non sarà sufficiente per condannare un uomo, qualunque sia il delitto o il peccato che questi ha commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o tre testimoni.39

Gesù concordava che, se avesse testimoniato di Se stesso, con nessun altro che testimoniasse per Lui, la sua testimonianza non sarebbe stata da considerare valida.

Poi però ribadì la sua validità, perché: Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera.40 La testimonianza di Gesù su Se stesso è valida perché c’è un secondo testimone, il Padre. A questo punto i suoi accusatori non sanno che il Padre testimonia per il Figlio, ma Gesù lo chiarirà presto.

Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità.41

Qui Gesù si riferisce a quando i Giudei di Gerusalemme — probabilmente i leader ebrei o i farisei, o entrambi — mandarono una delegazione dall’altra parte del Giordano per chiedere a Giovanni Battista chi era e perché stesse battezzando. Gesù ricorda loro che Giovanni aveva “reso testimonianza alla verità” .42 Giovanni faceva quello che Gesù avrebbe fatto dopo di lui. Non dice esattamente quale fosse stata la reazione dei Giudei di Gerusalemme al messaggio di Giovanni, ma Gesù suggerisce che le loro domande ricevettero sufficienti risposte e che l’idea che loro s’erano fatti di Giovanni era positiva.

Probabilmente a questo punto Giovanni non era ancora né in prigione né morto. Gesù elogiò Giovanni e le cose buone che aveva fatto, ma allo stesso tempo fece notare che il ministero di Giovanni era già nel passato.

Egli era una lampada ardente e lucente; e voi avete voluto gioire per breve tempo alla sua luce.43

Gesù precedette questa affermazione chiarendo che il suo messaggio non veniva dall’uomo:

Io però la testimonianza non la ricevo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.44

Spiegò che il messaggio di Giovanni indicava alla gente la via della salvezza, come era successo ad alcuni dei dodici apostoli che erano discepoli di Giovanni prima di diventare seguaci di Gesù.45

Per quanto successo avesse avuto il ministero di Giovanni — e di successo ne ebbe — Gesù disse che la testimonianza che io ho è maggiore di quella di Giovanni.46 Lo stesso Giovanni lo aveva dichiarato quando aveva detto: Questi è colui del quale dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”.47 Anche all’inizio del ministero di Gesù, quando disse: Io non sono il Cristo”.48 E anche quando aveva reso testimonianza di Gesù: Io ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui, […] “Lui, è quello che battezza con lo Spirito Santo”. E io ho visto ed ho attestato che questi è il Figlio di Dio.49

(Continua nella terza parte)


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Giovanni 5,24.

2 Giovanni 5,25.

3 Giovanni 11,24. Per altri particolari su quando Gesù risuscitò Lazzaro, vedi: Gesù — la sua vita e il suo messaggio: i miracoli (parte 18).

4 Giovanni 11,1–44.

5 Luca 7,11–15.

6 Marco 5,22–43.

7 Giovanni 5,26.

8 Genesi 2,7.

9 Giobbe 10,12.

10 Giobbe 33,4.

11 Deuteronomio 30,20.

12 1 Giovanni 5,11.

13 Giovanni 3,16.

14 Giovanni 6,51.

15 Giovanni 10,28.

16 Giovanni 5,27.

17 Giovanni 5,22.

18 Giovanni 5,19.

19 Genesi 18,25.

20 Giudici 11,27.

21 Giovanni 5,28–29.

22 Giovanni 5,19.

23 Giovanni 5,21.

24 Giovanni 5,22.

25 Giovanni 5,23.

26 Giovanni 5,26–27.

27 Giovanni 5,18.

28 Giovanni 5,29.

29 Daniele 12,2.

30 Atti 24,15.

31 Giovanni 3,19.

32 Giovanni 3,20.

33 Giovanni 3,21.

34 Giovanni 8,12.

35 Giovanni 5,24.

36 Morris, The Gospel According to John, 285.

37 Giovanni 5,30.

38 Giovanni 5,31–32 NR.

39 Deuteronomio 19,15 NR.

40 Giovanni 5,32.

41 Giovanni 5,33.

42 Giovanni 1,19.

43 Giovanni 5,35.

44 Giovanni 5,34 NR.

45 Giovanni 1,35–37.

46 Giovanni 5,36.

47 Giovanni 1,15.

48 Giovanni 1,20.

49 Giovanni 1,32–34.


Pubblicato originariamente in inglese l’8 ottobre 2019.

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