Giorni migliori ci aspettano — parte 1

Di Peter Amsterdam

Ottobre 23, 2021

Tutte le cose cooperano al bene

[Better Days Ahead—Part 1—All Things Work Together for Good]

Or sappiamo [con grande certezza] che Dio [s’interessa profondamente a noi e] fa cooperare tutte le cose [come piano per il] bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo piano e il disegno. —Romani 8,28 AMP

Dio è buono. Fa tutte le cose bene. Non trascura né dimentica le cose. È onnisciente. Non dice mai: “Ops, non me l’aspettavo”. Non è mai in ritardo. È sovrano e la sua provvidenza tocca ogni aspetto della vita di ognuno di noi.

I test, le prove e le perdite che subiamo possono cooperare al nostro bene quando riponiamo la nostra fiducia nel Signore, quando lo seguiamo e permettiamo allo Spirito Santo di lavorare nella nostra vita per raggiungere i suoi piani. Per quanto le cose possano essere difficili, per quanto possiamo soffrire, per grazia di Dio possiamo continuare a confidare in Lui. Sappiamo che ci aspetta un futuro stupendo ed eterno.

Maria ha scritto:

Dato che “molte sono le afflizioni del giusto”,1 è certamente di grande conforto sapere che “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento”.2 Infatti, per poter superare vittoriosamente battaglie, tentazioni, prove e difficoltà, è fondamentale che questa promessa del versetto Romani 8,28 diventi una parte essenziale della nostra vita.

Se non facciamo passare attraverso il filtro di Romani 8,28 tutti gli eventi della nostra vita quotidiana, se non vediamo le delusioni, i mali, le avversità, le malattie, le opposizioni, le battaglie ecc., attraverso la prospettiva dataci da Romani 8,28, purtroppo non riusciremo a comprendere molte delle lezioni preziose che il Signore sta cercando d’insegnarci — e ci priveremo della pace che viene dalla fiducia assoluta in questa semplice promessa e in questo semplice principio.

Se impariamo la semplice equazione che “le prove equivalgono al bene”, la nostra vita sarà più ricca, le nostre lezioni più importanti, la nostra mente più calma e riconosceremo più facilmente la mano del Signore negli avvenimenti della nostra vita. C’è una differenza enorme tra l’affrontare un mucchio di problemi, avversità, battaglie e tribolazioni aspettandoci il peggio, e l’affrontarle con l’entusiasmo e l’aspettativa di scoprire tutto il bene che sappiamo che il Signore può trarne. —Maria Fontaine

È un grande privilegio sapere che possiamo confidare nel Signore a prescindere da difficoltà, avversità o sfide che possono entrare nella nostra vita. Una volta George Muller disse: “Su mille prove, non sono cinquecento che cooperano al bene del credente, ma novecentonovantanove più una”.

Romani 8,28 non è uno slogan per “sentirsi bene” o un mantra che ci aiuta a superare una giornata difficile facendocene visualizzare una migliore. È una promessa di nostro Padre, fatta a quelli di noi che lo amano e che, per sua grazia, fanno del loro meglio per seguirlo. Il seguente brano ci offre un paio di avvertimenti importanti a proposito questa famosa promessa.

Come prima cosa, Romani 8,28 non significa che possiamo vivere come ci pare e poi Dio sistemerà i nostri problemi. Per comprendere la verità di Romani 8,28 non possiamo limitarci a citare la parte del versetto che ci piace — “sappiamo che tutte le cose cooperano al bene…” — e saltare il resto — “…di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”.

Romani 8,28 è una promessa per i credenti. Veri credenti. Quelli che vivono per Cristo. […] Questo versetto dice a quelli che amano Dio e fanno del loro meglio per ubbidire ai suoi comandamenti: “Anche se la tua vita sarà toccata da cose brutte/tristi/cattive/malvagie, Io (Dio) le userò per portare del bene nella tua vita e nel mondo”.

Joni Eareckson Tada, una scrittrice, cantante e conferenziera, è quadriplegica ed è confinata su una sedia a rotelle da più di quarant’anni. Quando le chiedono perché Dio permette la sofferenza, spesso risponde: “Dio permette ciò che odia per realizzare ciò che ama”. E cos’è che Dio ama? Che le persone inizino un rapporto con Lui e diventino più simili a Lui. La vita e il ministero di Joni sono una testimonianza stupenda di come Dio può usare una tragedia come quella di una paralisi causata da un tuffo per influenzare la vita di milioni di persone.

Romani 8,28 ci dice che Dio può usare tutte le cose per il bene. Non dice che tutte le cose sono un bene. […] La verità di Romani 8,28 ci ricorda che, anche se il peccato e Satana sono potenti, Dio è ancora più potente. È in grado di redimere e ripristinare ogni cosa per il nostro bene e per la sua gloria. Forse non tutte le cose sono un bene, ma Dio può usare e userà tutte le cose per il bene. —Lori Hatcher3

Alcune persone hanno una buona immaginazione e per loro può esser più facile comprendere un principio spirituale se nella spiegazione c’è qualcosa che possono vedere con gli occhi della mente. Recentemente ho letto il seguente articolo che mi è sembrato un’immagine verbale edificante e incoraggiante.

Ho un salvagente che è la mia proprietà più preziosa. Navigando sul mare della vita, molte volte ho visto svilupparsi all’orizzonte una tempesta. Afferro il mio giubbotto salvagente e me l’allaccio per bene, poi mi preparo per le raffiche inclementi che stanno per arrivare.

Quando la tempesta colpisce, la mia piccola barca è sballottata dalla furia delle onde. Minacciano di sommergermi e affogarmi, ma con il mio salvagente so che sopravvivrò. No, più che sopravvivrò. Ne uscirò nuovamente, magari battuta e ammaccata, ma vittoriosa.

A volte le tempeste mi colgono di sorpresa. Colpita dalla loro furia, la mia barca si rovescia e mi fa cadere nelle acque gelide. Soffoco, tossisco e respiro a stento; improvvisamente sono risucchiata da un vortice. Più lotto, più le acque mi avvolgono nella loro stretta.

Sola, indifesa e sconfitta, aspetto la fine e la mia speranza tremola come una candela in procinto di spegnersi. Mentre affondo per l’ultima volta tra le onde, una Voce si fa sentire in mezzo al rumore della tempesta: “Afferra il salvagente! È la tua unica speranza”.

Mi sforzo di vedere nell’oscurità e intravedo qualcosa che galleggia sull’acqua. È il mio salvagente, sempre lì quando più ne ho bisogno. Me lo allaccio addosso e immediatamente comincio a galleggiare.

Sono ancora in mezzo al buio. Il mare continua ad agitarsi e a spumeggiare; le onde furiose minacciano di sommergermi. La pioggia continua a pungermi le guance, ma sono di nuovo a galla. Pieno di fiducia, al sicuro nel mio salvagente, mi adatto ad aspettare la fine della tempesta.

Qual è il segreto del mio salvagente? È così semplice che si potrebbe ignorarlo. È un versetto della Bibbia: “Sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8,28). TUTTE le cose — compresi tempeste, pioggia e venti — sono per il nostro BENE. Un giorno in qualche modo lo capiremo. —S. Jade

Devo ammettere che è molto più facile confidare nel Signore quando le cose vanno bene, quando la salute è buona, quando abbiamo tutto il necessario e noi e i nostri cari siamo al sicuro. Quando però le cose non vanno bene, può essere molto più difficile confidare in Lui. C’è la tentazione di preoccuparsi, stressarsi, lamentarsi, sforzarsi di più e cercare di “sistemare” il problema in ogni modo possibile; ma sappiamo che la soluzione non è quella.

Non sempre al momento capiamo perché il Signore permette qualche dolore o tragedia nella nostra vita; in molti casi dobbiamo confidare in Lui, anche se non riusciamo a vedere l’intero quadro. Edward Teller ci ricorda: “Quando arriviamo alla fine di tutta la luce che conosciamo ed è ora di entrare nel buio dell’ignoto, avere fede vuol dire sapere che succederà una di due cose: o riceveremo qualcosa di solido su cui appoggiarci, o impareremo a volare”. Ecco alcune opinioni del defunto Rev. Billy Graham:

È facile credere che Dio ci ama e si prende cura di noi quando le cose vanno bene; ma quando la vita ci si rivolge contro, diventa molto più difficile credere che gli stiamo a cuore.

Perché dovremmo continuare a confidare in Dio, anche quando sembra che niente cambi e che Lui non ci stia nemmeno ascoltando? Uno dei motivi è che, per quanti cambiamenti siano avvenuti nella nostra vita, Dio non è cambiato. È vera l’affermazione della Bibbia: “Io, il Signore, non cambio” (Malachia 3,6 NR).

Se Dio non cambia, ciò significa che nemmeno le sue promesse cambiano. In passato ha promesso di aiutarti — e continua a farlo. In passato ha promesso di guidarti — e continua a farlo. Impara le sue promesse, studia le sue promesse, credi alle sue promesse e fidati delle sue promesse. Nella Bibbia “ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse” (2 Pietro 1,4 NR).

Non lasciare che la tua fede sia sconfitta dalle circostanze; siano le circostanze a essere sconfitte dalla tua fede.4

Se hai una malattia debilitante, oppure una persona a te cara se n’è andata, citare Romani 8,28 e meditarci sopra non cambia la situazione e potrebbe non fare molto per lenire immediatamente il dolore. Viviamo in un mondo decaduto e quando noi o le persone che amiamo subiamo una perdita o una tragedia, fa male! Piangiamo. Soffriamo. Di solito ci vuole tempo per vedere il bene che può nascere dalle cose brutte che succedono, e questo spesso mette alla prova la nostra fede quando continuiamo a confidare in Lui nei momenti difficili. Nel suo libro Perché a noi? Warren Wiersbe afferma che Dio “dimostra la sua sovranità, non intervenendo costantemente ed evitando questi avvenimenti, ma controllandoli e capovolgendoli, così che anche le tragedie finiscono per realizzare i suoi propositi”.5 Al riguardo, può essere incoraggiante questa storia:

Non se Louis Braille fosse un credente, ma la sua vita è un esempio di come un Dio sovrano fa cooperare tutte le cose al bene. Nell’Accademia Francese delle Scienze è esposto un vecchio punteruolo da calzolaio. La sua storia è piuttosto straordinaria. Al vederlo nessuno sospetterebbe che questo semplice attrezzo abbia causato qualcosa d’importante. In realtà provocò un dolore tremendo.

È il punteruolo che un giorno cadde dal tavolo di un calzolaio e colpì suo figlio di nove anni all’occhio. La ferita fu così grave che il bambino perse la vista in entrambi gli occhi e fu poi iscritto a una scuola speciale per bambini ciechi. Il bambino imparò a leggere utilizzando dei grandi blocchi intagliati nel legno.

Quando il figlio del calzolaio divenne adulto, escogitò un nuovo sistema per leggere. Consisteva nell’apprendere un sistema di punti tradotti in lettere dell’alfabeto, che potevano essere letti su un foglio di carta o qualsiasi superficie piana. In effetti, Louis Braille usò lo stesso punteruolo che lo aveva accecato da bambino per trasformare i punti in un nuovo sistema di lettura per i ciechi, sistema oggi conosciuto come Braille.6

Ovviamente potremmo non avere l’esperienza personale di una simile manifestazione visibile del bene che Dio ha promesso nella sua Parola di operare nella nostra vita. Anche quando il Signore sembra tacere e le difficoltà sembrano interminabili o le nostre perdite enormi, Dio è misericordioso e fedele; non ci lascerà né ci abbandonerà.

Nella storia di Giuseppe, nell’Antico Testamento, troviamo un bell’esempio di come Dio trasse del bene da una situazione apparentemente disperata. Come ha commentato R. W. De Haan:

[Mi torna in mente] la verità biblica che non esistono incidenti nella vita dei figli di Dio. Nelle Scritture leggiamo come Giuseppe interpretò un’esperienza difficile che era sembrata una grande calamità. Era stato buttato in un fosso e poi venduto come schiavo. Fu una grande prova della sua fede e da un punto di vista umano sembrava un tragico caso d’ingiustizia, non un mezzo provvidenziale di elargire una benedizione. Più tardi, però, Giuseppe imparò che “Dio ha pensato di convertirlo in bene” (Genesi 50,20).7

Possiamo imparare una lezione anche dal profeta Abacuc, grazie a questi famosi versetti:

Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell’ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell’Eterno e mi rallegrerò nel DIO della mia salvezza. L’Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle mie alture. —Abacuc 3,17-19

È importante ricordare che succedevano molte cose brutte ai tempi di Abacuc e il futuro non sembrava brillante. Anzi, la situazione era piuttosto tetra. Nonostante queste circostanze difficili, però, Abacuc proclamò la sua fiducia in Dio dicendo: “Esulterò nell’Eterno”. Non solo aveva fiducia in Dio, ma esultava e ricordava che il Signore era la sua forza. Riconosceva che, anche se potevano mancargli gli alimenti base, non sarebbe mai stato privo di Dio.

Penso che sia molto difficile confidare che il Signore farà cooperare tutte le cose per il bene quando senti che è colpa tua se ti trovi in una situazione difficile. Quando senti di aver commesso degli errori o di avere giudicato male una situazione e le cose si sono volte per il peggio, potresti pensare che meriti di soffrire le conseguenze negative. Hai quella brutta sensazione dentro e pensi di non avere le “qualifiche necessarie” a ricevere la grazia e la misericordia di Dio rappresentate da Romani 8,28. Dobbiamo però ricordare che questo adempimento della Parola di Dio è una manifestazione della sua grazia. Trovo incoraggiante il concetto di “capovolgimenti divini” nel seguente messaggio di Gesù:

Io sono il Dio dei capovolgimenti divini. Posso ricavare del bene dal male: il mio piano generale ottiene la vittoria da apparenti sconfitte. Vieni a Me così come sei — ferito in battaglia — ed esponi le tue ferite alla mia luce guaritrice. […]

Quando nella tua vita c’è un capovolgimento divino, ti appassiona osservare il modo in cui opero da maestro nel mondo. La tua sofferenza acquista significato perché so che posso ricavare il bene dal male — e lo faccio. I miei piani, alla fine, non saranno sventati. Sono Io ad avere l’ultima parola. Quando vedi che la mia saggezza e le mie vie sono troppo di là dalla tua comprensione, puoi intravedere la mia Gloria. Questo t’ispira ad adorarmi, a inchinarti davanti alla mia intelligenza infinita e alla mia Potenza illimitata. Quando apri la tua anima in adorazione davanti a Me, ottieni la certezza del mio Amore infinito. “Io conosco i pensieri che ho per voi, dice l’Eterno, pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza” (Geremia 29,11).8

Qualsiasi cosa succeda nella nostra vita, qualsiasi difficoltà affrontiamo, dobbiamo ricordare che abbiamo sempre Dio. Non ci lascerà né ci abbandonerà. Dio è buono! È amore. Ci lascia attraversare difficoltà, prove e battaglie, ma non finisce tutto lì. Ci dona anche splendide benedizioni. Così, se siamo tentati di dubitare e di chiederci perché le cose non vanno come speravamo, possiamo imparare una lezione da Arthur Ashe, come spiega la seguente testimonianza:

La superstar del tennis Arthur Ashe morì di AIDS, che aveva contratto da una trasfusione di sangue durante un intervento al cuore. Più che un grande atleta, Ashe era un gentiluomo che ispirò e incoraggiò molti con il suo comportamento esemplare dentro e fuori dal campo. Avrebbe potuto provare rancore e autocommiserazione per la sua malattia, ma mantenne un atteggiamento grato.

Come spiegò: “Se chiedessi ‘perché a me’, a proposito dei miei problemi, dovrei chiedere ‘perché a me’ anche per le mie benedizioni. Perché ho vinto a Wimbledon? Perché ho sposato una donna bella e di talento e ho avuto una figlia meravigliosa?” L’atteggiamento di Ashe è un rimprovero per quelli di noi che spesso brontolano: “Perché a me? Perché Dio permette che succeda a me?”

Anche se soffriamo intensamente, non dobbiamo dimenticare le misericordie che Dio riversa nella nostra vita, cose come cibo, rifugio e amici, benedizioni che molti non hanno. E le benedizioni spirituali? Possiamo tenere in mano la Parola di Dio e leggerla. Abbiamo conoscenza della sua grazia salvifica, del conforto del suo Spirito e della felice certezza di una vita eterna con Gesù. Pensa alle benedizioni di Dio e chiediti: “Perché a me?” —Vernon C. Grounds9

Ecco una cosa importante da ricordare. Ci sono tantissime benedizioni nella nostra vita. Lode al Signore. Quando riponi la tua fiducia nel Signore e lo aspetti con pazienza, puoi avere fiducia che ti darà forza, ti benedirà, provvederà a te, ti guiderà nella sua volontà e un giorno, in questa vita o nella prossima, vedrai la realizzazione della sua affidabile promessa di far cooperare tute le cose al tuo bene.


1 Salmi 34,19.

2 Romani 8,28.

3 “‘All Things Work Together for Good’—3 Things You Never Noticed About Romans 8:28”, https://www.preaching.com/articles/things-work-together-good-3-things-never-noticed-romans-828/

4 Billy Graham, “Don’t let your faith be overcome by your circumstances”, Gaston Gazette, 12 ottobre 2012, https://www.gastongazette.com/article/20121012/Lifestyle/310129772

5 https://www.preceptaustin.org/romans_828-39

6 https://www.preceptaustin.org/romans_828-39

7 https://www.preceptaustin.org/romans_828-39

8 Sarah Young, Jesus Lives (Thomas Nelson, 2009).

9 https://www.preceptaustin.org/habakkuk-devotionals-and-sermon_illustrations


Pubblicato originariamente in inglese il 19 ottobre 2021.

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