Gesù — la sua vita e il suo messaggio: il giudizio finale da parte del Figlio dell’uomo

Di Peter Amsterdam

Luglio 19, 2022

[Jesus—His Life and Message: Final Judgment by the Son of Man]

Nei primi due articoli di questa serie. La venuta del Figlio dell’uomo (parti 1 e 2), abbiamo preso in esame il capitolo 24 di Matteo, parte del quale interessava gli avvenimenti del tempo della fine e del ritorno di Gesù. L’ultima parte di Matteo 24, nei versetti dal 45 al 51, insieme ai primi trenta versetti di Matteo 25, consiste di tre parabole; quella del servo fedele e infedele (Matteo 24,45-51; Luca 12,39-40);1 quella delle dieci vergini (Matteo 25,1-13);2 e quella del re e degli amministratori (Matteo 25,14-30; Luca 19,1-27).3 Abbiamo visto queste parabole nella serie Le storie raccontate da Gesù, quindi non sono incluse in questa serie. Dopo queste parabole, Matteo 25, 31-46 parla del giudizio finale da parte di Gesù, il Figlio dell’uomo.

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli, allora si siederà sul trono della sua gloria.4

La vita terrena di Gesù fu sotto molti aspetti una vita di solitudine e servizio. Verrà, comunque, il momento in cui ritornerà in tutta la sua potenza e la sua maestà, accompagnato dagli angeli. Nei Vangeli troviamo diversi altri riferimenti al ritorno di Gesù con gli angeli ad accompagnarlo.

Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli; e allora egli renderà a ciascuno secondo il suo operato.5

Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace del fuoco. Lì sarà pianto e stridor di denti.6

Gesù continua a parlare di quando verrà nella gloria.

Tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.7

L’affermazione che “tutte le genti” saranno radunate indica che Gesù si riferiva al giudizio finale di tutta l’umanità. Pecore e capre erano tra gli animali domestici di piccola taglia più comuni in Israele e le pecore erano considerate migliori delle capre. Spesso i due tipi di animali pascolavano insieme, ma siccome le capre erano più sensibili al freddo, in genere di notte erano tenute in un luogo più caldo. Il concetto che i pastori separassero le pecore dalle capre era visto come un pratica normale in Israele a quei tempi.

Non vengono date spiegazione sul perché le pecore fossero viste in modo positivo e le capre in modo negativo. La destra era in genere considerata il lato favorito. Essere seduti alla destra di un regnante era l’onore più grande che questi avrebbe potuto concedere, mentre essere seduti alla sua sinistra era considerato di cattivo auspicio.

Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi”.8

Prima, nel versetto 31, abbiamo visto che il Figlio dell’uomo si siederà sul trono della sua gloria; adesso si parla del Figlio dell’uomo come del Re. È Lui che pronuncerà il verdetto alle persone che si presentano a Lui. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo che il Padre ha dato questa autorità a Gesù.

Poiché, come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; e gli ha anche dato l’autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo.9

Gesù parla prima a quelli alla sua destra, quelli benedetti dal Padre. La benedizione concessa a quelli alla destra è l’eredità del regno. Questo rispecchia ciò che Gesù aveva detto in precedenza in questo capitolo.

Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.10

Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.11

In un altro punto Gesù si era riferito al futuro quando aveva detto ai suoi discepoli:

In verità vi dico che nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sederà sul trono della sua gloria, anche voi che mi avete seguito siederete su dodici troni, per giudicare le dodici tribù d’Israele.12

Poi Gesù evidenziò alcune delle cose che i “benedetti di suo Padre” fanno nella vita: danno da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, accolgono gli stranieri, vestono gli ignudi e vanno a trovare i malati e i carcerati. Questo elenco è ripetuto quattro volte in questo capitolo (versetti 34-36). La ripetizione sottolinea che queste attività rappresentano una linea guida per i credenti. La vita di un cristiano dovrebbe essere la prova che Dio è all’opera in loro e attraverso di loro; e simili gesti di bontà rispecchierebbero l’amore e l’attenzione del Signore. Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli.13

Allora i giusti gli risponderanno, dicendo: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? E quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? O ignudo e ti abbiamo rivestito? E quando ti abbiamo visto infermo, o in prigione e siamo venuti a visitarti?”14

Le “pecore”, ora chiamate “i giusti”, sono sorprese nell’udire che hanno fatto tutte queste cose degne di lode. Ripetono l’elenco delle azioni a cui si era riferito Gesù e chiedono quando mai hanno fatto simili cose. È chiaro che non avevano compiuto quei gesti di bontà per essere premiati; piuttosto hanno agito per amore e seguendo gli insegnamenti di Gesù.

E il Re, rispondendo, dirà loro: “In verità vi dico: tutte le volte che l’avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”.15

La risposta di Gesù inizia con la frase “in verità vi dico”, che sottolinea l’importanza e la serietà dell’affermazione. Il suo ministero si era concentrato sui poveri, i bisognosi e i reietti: i minimi dei suoi fratelli. In altri punti dei Vangeli troviamo degli esempi delle persone che Lui aveva aiutato. Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l’evangelo è annunziato ai poveri.16 Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l’anno accettevole del Signore.17

Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli.18

Dopo avere elogiato le persone che avevano condotto una vita secondo i suoi insegnamenti, Gesù si occupa di quelle a sinistra. Mentre aveva invitato quelle alla sua destra a “venire”, quelle alla sua sinistra si sentono dire l’opposto: “Andate via da me”. Parla di loro come dei “maledetti”. Le persone respinte vanno nel fuoco preparato per Stana e i suoi angeli.

Nel libro dell’Apocalisse troviamo la visione del lago di fuoco in cui sono gettati il diavolo, la bestia e il falso profeta.

Allora il diavolo, che le ha sedotte, sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.19

E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco.20

Nel Vangelo di Matteo troviamo altri riferimenti al fuoco dell’inferno.

Ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: “Raca”, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Stolto”, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.21

Ora, se la tua mano, o il tuo piede, ti è occasione di peccato, mozzalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani e due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. Parimenti, se il tuo occhio ti è occasione di peccato, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita avendo un occhio solo che, avendone due, esser gettato nella Geenna del fuoco.22

In altre traduzioni si parla di “fuoco dell’inferno” e “inferno di fuoco”.

Gesù parlò del diavolo e i suoi angeli, cioè gli angeli caduti che aiutano Satana. Nei Vangeli troviamo altri riferimenti agli angeli caduti.

Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li cacciò nel tartaro tenendoli in catene di tenebre infernali, per esservi custoditi per il giudizio.23

E vi fu guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone; anche il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero e per loro non fu più trovato posto nel cielo. Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli.24

Gesù continuò:

Poiché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere, fui forestiero e non mi accoglieste, ignudo e non mi rivestiste, infermo e in prigione e non mi visitaste.25

Qui Gesù elencò gli stessi bisogni e le stesse azioni di quando aveva lodato quelli alla sua destra, ma questa volta in modo negativo. Queste persone, contrariamente alle altre, si erano preoccupate talmente tanto di sé e dei propri interessi, che avevano ignorato i problemi altrui. Da quel che dice Gesù, l’aspetto sconcertante è che nel non fare queste cose agli altri non le avevano fatte a Lui personalmente.

Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato, o assetato, o forestiero, o ignudo, o infermo, o in prigione e non ti abbiamo soccorso?” Allora egli risponderà loro dicendo: “In verità vi dico: tutte le volte che non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me”.26

Queste persone rimangono sorprese come quelle del primo gruppo, perché non ricordano di avere in alcun momento rifiutato di dare a Gesù cibo o acqua e qualsiasi altra cosa di cui avesse avuto bisogno. Un commentatore scrive: Dovremmo notare che la loro condanna non giunge per aver commesso qualche crimine terribile, ma per aver mancato di fare ciò che era giusto. I peccati di omissione possono essere molto importanti.27

E questi andranno nelle pene eterne, e i giusti nella vita eterna.28

I commentatori hanno opinioni diverse sulle pene eterne. Alcuni l’interpretano come un’indicazione che dureranno per sempre, che la persona consegnata all’inferno subirà una punizione eterna. Altri la vedono come una punizione riferita all’epoca che verrà. Secondo questa interpretazione non si tratta di una punizione che continuerà in eterno, ma che avrà conseguenze eterne, nel senso della perdita della vita eterna per essere stati distrutti dal fuoco. In ogni caso significa una separazione permanente da Dio.

Il pensiero di essere separati in modo permanente da Dio, dalla sua bontà e dal suo amore è profondamente triste e inquietante. È certamente un motivo per essere spronati a diffondere la buona notizia del Vangelo con tutte le nostre forze, perché anche loro possano passare l’eternità alla presenza di Dio — Padre, Figlio e Spirito Santo.


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 https://directors.tfionline.com/it/post/storie-raccontate-da-gesu-servo-fedele-infedele/

2 https://directors.tfionline.com/it/post/le-storie-raccontate-da-gesu-le-dieci-vergini/

3 https://directors.tfionline.com/it/post/le-storie-raccontate-da-gesu-il-re-e-i-suoi-servi-/

4 Matteo 25,31.

5 Matteo 16,27.

6 Matteo 13,41–42. Vedi anche Matteo 24,30–31.

7 Matteo 25,32–33.

8 Matteo 25,34–36.

9 Giovanni 5,26–27.

10 Matteo 5,3.

11 Matteo 5,10.

12 Matteo 19,28.

13 Ebrei 13,2.

14 Matteo 25,37–39.

15 Matteo 25,40.

16 Matteo 11,4–5.

17 Luca 4,18–19.

18 Matteo 25,41.

19 Apocalisse 20,10.

20 Apocalisse 20,15.

21 Matteo 5,22.

22 Matteo 18,8–9.

23 2 Pietro 2,4.

24 Apocalisse 12,7–9.

25 Matteo 25,42–43.

26 Matteo 25,44–45.

27 Morris, The Gospel According to Matthew, 641.

28 Matteo 25,46.


Pubblicato originariamente in inglese il 23 marzo 2021.

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