Formula del cinque: autodisciplina

Marzo 5, 2016

di Peter Amsterdam

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[Formula of Five: Self-discipline]

“L’anima del pigro desidera e non ha nulla, ma l’anima dei solerti sarà pienamente soddisfatta!”.1

Oggi parleremo di una qualità che è spesso elusiva: l’autodisciplina. La sua definizione è: “la capacità di imporsi di fare le cose che vanno fatte”. La maggior parte di noi vuole avere più autodisciplina, perché sappiamo che è una cosa importante per avere una vita piena di significato; ma, ironicamente, ci vuole autodisciplina per creare questa buona abitudine.

La buona notizia è che l’autodisciplina s’impara. È un muscolo; più la eserciti, più aumenta. Se non sei una persona particolarmente autodisciplinata, benvenuto nel club! Ma puoi migliorare la tua autodisciplina.

Perché abbiamo bisogno di autodisciplina? Che benefici comporta? Non vogliamo esercitare autodisciplina tanto per divertirci, perché, onestamente, non è molto divertente. Vogliamo autodisciplina e ne abbiamo bisogno perché vogliamo fare progressi. Sono sicuro che tu abbia in mente qualcosa che vuoi vedere fatto, che vuoi realizzare. Probabilmente hai una lista di obiettivi che devi raggiungere per realizzare la tua visione. Come sappiamo, le persone autodisciplinate spesso hanno più successo; realizzano i loro obiettivi molto più spesso e rapidamente di chi lotta costantemente con se stesso per avere controllo sul proprio tempo e la propria attenzione.

Esercitare autodisciplina produce anche dei vantaggi personali. Quando è messa in pratica, aumenta l’autostima, aiuta a realizzare i propri obiettivi, dà un senso di realizzazione, offre la consapevolezza di fare del proprio meglio, sviluppa il carattere e di conseguenza ci concede più tempo per fare le cose importanti.

Forse senti di dover migliorare la tua vita di preghiera, elaborare uno schema per la tua mattinata, meditare regolarmente, passare più tempo di qualità con i tuoi figli, investire nel tuo matrimonio, smettere di mangiare cibo spazzatura, fare esercizio in maniera regolare, completare un corso di studi o di sviluppo personale, magari ridurre il tempo passato davanti alla televisione o giocando al computer, andare a letto più presto, o forse limitare il tempo dedicato ai social media, o tanti altri punti della vita quotidiana. Tutti potremmo utilizzare un po’ più di autodisciplina, giusto?

Così vediamo cinque punti pratici per l’autodisciplina.

Numero 1. Pratica la gratificazione differita.

O, per dirla diversamente, sii disposto ad aspettare il “meglio”. Forse hai sentito parlare del famoso “esperimento della caramella” fatto alla fine degli anni ‘60. Ecco in cosa consisteva l’esperimento: a un gruppo di bambini di quattro anni veniva data una caramella e veniva detto loro che potevano mangiarla subito oppure aspettare quindici minuti e riceverne due. Il settanta per cento dei bambini cedette in meno di un minuto; solo il trenta per cento riuscì a resistere per avere il secondo dolce. Altri studi presero in esame lo stesso gruppo negli ultimi anni dell’adolescenza e in tutti i casi chi a quattro anni era riuscito a rimandare la sua gratificazione superava gli altri. Un articolo al riguardo dice:

Le differenze erano sorprendenti. Chi a quattro anni era stato in grado di controllare i propri impulsi e rimandare la gratificazione era più adattato socialmente e personalmente durante l’adolescenza. Aveva maggiori livelli di autoaffermazione, sicurezza, attendibilità e affidabilità, insieme a una maggior capacità di controllare lo stress. Straordinariamente, anche il loro punteggio dei Test Attitudinali Scolastici (SAT) era 210 punti superiore a quello del gruppo della “gratificazione immediata”!2

Questo studio dimostra che c’è un pregio nello scegliere consapevolmente di rimandare qualcosa che si vuole fare o godere adesso, perché c’è qualcosa di più importante che devi fare prima o al suo posto. È un principio essenziale da ricordare quando si prendono le decisioni quotidiane. Grazie al cielo è una qualità che possiamo migliorare – è solo questione di scelta.

Praticare una gratificazione differita richiede una visione più grande; bisogna mirare a un obiettivo a lungo termine. Non ci si limita al presente. Si ha un piano e degli obiettivi, ci sono dei passi da fare per raggiungere il proprio sogno. Il desiderio di tradurre il sogno in realtà permette di negarsi qualcosa adesso in cambio di qualcosa di meglio in seguito. Ovviamente è molto più facile e naturale per tutti noi vivere per il momento e lasciare che il futuro pensi a se stesso. Ci vuole disciplina per rinunciare a un piacere immediato per investire nel futuro.3 Come qualcuno ha espresso molto bene: “L’autodisciplina va coltivata. Richiede il collegamento delle azioni di oggi ai risultati di domani”.4

La natura dell’autodisciplina è il sacrificio. Non è facile, non è divertente, ma è efficace e necessario.

Numero 2. Confida nelle abitudini, non nella forza di volontà.

“Nella sua essenza, la forza di volontà è la capacità di resistere a tentazioni a breve termine per raggiungere obiettivi a lungo termine”.5 Per esempio, potresti far ricorso alla forza di volontà per affrontare una decisione o una circostanza difficile, che si tratti di rinunciare a quella fetta di torta, cercare di convincere te stesso ad andare in palestra, o iniziare quel lavoro importante che ti spaventa. Uno sforzo di volontà può riuscire a farti superare l’ostacolo, ma è importante che capire che la forza di volontà è una risorsa limitata che può esaurirsi; quindi non è un sistema totalmente affidabile, perché può portarti solo fino a un certo punto. È l’autodisciplina che fornisce la diligenza quotidiana, la costanza necessaria per fare progresso. Essere disciplinati è una qualità che ti aiuta ad andare avanti e fare le cose tutti i giorni, anche quando non te la senti. Anzi, specialmente quando non te la senti. La disciplina è la messa in pratica consapevole di una scelta fatta, continuamente ripetuta.6

Thomas Huwley riassunse il segreto del successo in una frase: “Fai quello che devi fare, quando devi farlo, che te la senti o no”. Ci sono centinaia di principi e migliaia di libri riguardanti il successo, ma un uomo che ha studiato questo argomento per oltre cinquant’anni, ha saggiamente detto: “Senza autodisciplina, nessuno [degli altri principi sul successo] funziona”.7

Jim Clemmer ha detto:

“Una differenza importante tra le persone di successo e quelle che fanno fatica ad andare avanti è l’autodisciplina. Come scrisse Confucio: ‘La natura delle persone è sempre identica; ciò che le differenzia sono le abitudini’. Le persone di successo hanno preso l’abitudine di fare le cose che la maggior parte della gente non vuole fare”.8 Vediamo quindi un modo per massimizzare la nostra autodisciplina. Ha a che fare con la creazione di buone abitudini.

Le abitudini sono il fondamento dell’autodisciplina. Molte piccole abitudini, ripetute più volte, determinano il carattere, il livello di successo, la forza spirituale, la reputazione e quasi tutto il resto. Hanno una grande influenza sulla nostra vita, anche se spesso non dedichiamo troppo tempo a considerare quelle che abbiamo adottato. Ci sono utili? Ci spingono nella direzione in cui vogliamo che vadano le nostre vite?

Probabilmente avrete sentito che ci vogliono ventun giorni per formare un’abitudine. Studi recenti, invece, rimarcano che ne sono necessari più o meno sessantasei. Come sappiamo, ci vogliono attenzione, concentrazione e sforzo per formare un’abitudine. Una volta fatto, però, diventa facile, quasi normale; alla fine le abitudini ben praticate diventano una seconda natura. Non c’è nemmeno bisogno di pensarci, si fanno e basta. E il segreto è proprio lì. Vuoi creare consapevolmente delle abitudini che aiutino e sostengano il tuo impegno all’autodisciplina e, applicandola costantemente al raggiungimento dei tuoi obiettivi, con il tempo avrai maggior successo nelle cose che ritieni importanti.

In breve, gli esperti consigliano di impiegare la tua limitata forza di volontà nel processo di costruire buone abitudini. Ci vuole qualche sforzo per formare un’abitudine, per fare qualcosa ogni giorno per sessantasei giorni, per esempio, al punto in cui “l’abitudine” di fare quella attività comincia a prendere il sopravvento fino a farla quasi automaticamente; poi, da quel momento, non richiede forza di volontà né molti sforzi consapevoli da parte tua. La vera chiave sta nello scegliere quali abitudini formare, perché, che ce ne rendiamo conto o no, ne abbiamo già formate molte – alcune buone, altre cattive. Se formerai abitudini buone che ti avvicineranno automaticamente ai tuoi obiettivi, in pratica avrai installato l’autodisciplina nella tua vita. È una cosa che puoi ripetere più volte.

Diciamo che hai la visione di scrivere un libro, terminare un corso di studi o imparare a suonare uno strumento musicale entro un determinato periodo. Potresti stabilire consciamente una nuova abitudine da adottare per raggiungere quell’obiettivo. Usando l’esempio di scrivere un libro, diciamo che vuoi completarlo in un anno. Decidi che l’abitudine più efficace da prendere per raggiungere il tuo obiettivo è alzarti trenta minuti prima del solito ogni giorno e scrivere per trenta minuti ogni singolo giorno della settimana, qualsiasi cosa succeda. Così attingi alla tua forza di volontà per alzarti trenta minuti prima ogni giorno e metterti a scrivere, costi quel che costi. Mettendo regolarmente in pratica questo nuovo obiettivo di alzarti presto e scrivere per trenta minuti, alla fine avrai creato un’abitudine che ti permetterà di raggiungere il tuo grande obiettivo. Se lo farai per sessantasei giorni, tenendo a mente il motivo per cui lo fai, prenderai quell’abitudine e gradualmente ti sarà più facile prendere in mano la penna, o mettere le dita sulla tastiera, e scrivere quel libro. Una volta che la dinamica dell’abitudine s’impone e hai preso il ritmo, puoi rivolgere la tua forza di volontà verso altri obiettivi. Come ha detto saggiamente Jim Rohn: “La disciplina è il ponte tra l’obiettivo e la sua realizzazione”. Puoi applicare questo concetto a qualsiasi obiettivo tu intenda raggiungere.

Aristotele indicò chiaramente il collegamento tra abitudine ed eccellenza nel lavoro dell’uomo quando disse: “Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, quindi, non è un’azione ma un’abitudine”.

Il soggetto delle abitudini, del formarle, dello smetterle e del collegarne di nuove a quelle vecchie, è davvero affascinante. Charles Duhigg ha scritto un buon libro sull’argomento.9

Numero 3. Ricorda il “perché”.

Esercitare il muscolo dell’autodisciplina richiederà qualche sacrificio e qualche fastidio, perché dovrai rinunciare ad alcune attività e sostituirle con nuove. Ti servirà qualche motivazione per mantenerti fedele ai cambiamenti. Devi sapere “perché” fai una cosa. L’obiettivo verso cui ti spingi mentre migliori la tua autodisciplina deve valere più di ciò a cui rinunci. Devi sapere perché lo stai facendo. Qual è il tuo motivo? Oppure, per dirla in un altro modo, qual è lo scopo e il fine di quello che cerchi di realizzare? Qual è il sogno o la visione che cerchi di raggiungere?

Il tuo “perché” dovrebbe nascere da un tuo desiderio e convincimento personale, dovrebbe essere ciò che Dio ti indica di fare. È una questione personale, tra te e Dio. Il tuo motivo non dovrebbe essere basato su sensi di colpa, né motivato da ciò che senti che qualcun altro vuole o si aspetta da te. Il tuo perché deve essere la stella che ti guida, l’oggetto su cui terrai fisso lo sguardo. Ti motiverà, ti aiuterà a formare buone abitudini e ti aiuterà ad arrancare a dispetto dei sacrifici sul percorso a volte lungo che ti porterà alla tua meta finale; quindi è essenziale che i tuoi motivi siano più che chiari. Mantieni il perché in primo piano nella tua mente. Ti darà forza e ti aiuterà ad andare avanti, anche quando le forze e la spinta naturale verranno meno.

Numero 4. Stabilisci obiettivi per un progresso incrementale.

Quando t’impegni a raggiungere un obiettivo importante, non puoi arrivarci con un unico balzo. A volte ci vogliono mesi per raggiungerlo, a volte anni. Mentre lo fai, è normale stancarsi di fare il bene. Per aiutarti a restare in pista senza scoraggiarti, è utile stabilire tappe di progresso giornaliere, settimanali e mensili. Devi avere degli obiettivi chiari e immediati, abbastanza piccoli da poterli raggiungere ogni giorno, che però si sommino, seguendo un piano che ti porterà dove vuoi essere il mese prossimo, fra tre mesi, fra sei mesi e l’anno prossimo. Devi essere in grado di pianificare, riconoscere e misurare i tuoi progressi incrementali.

Mentre ti avvicini a un grosso obiettivo, è importante avere obiettivi minori che siano realistici. Non serve a niente avere mete irraggiungibili, non farà che scoraggiarti, lasciandoti la sensazione che dovresti mollare tutto subito. Non fare il passo più lungo della gamba. Invece, preparati per il successo stabilendo mete raggiungibili che riconoscano il valore di tutti i piccoli passi che ti portano sempre più vicino alla grande meta finale.

Concentrati su costanza, regolarità e fedeltà. Non puoi fare un po’ qui e un po’ là, aspettandoti di raggiungere gli obiettivi. Fare qualcosa di piccolo con costanza, formerà in te un’abitudine forte che ti gioverà molto. Non sottostimare i passi brevi. La crescita incrementale ha la sua forza. Con il tempo potrai fare grandi cambiamenti nella tua vita con piccoli passi costanti.

Numero 5. Fai rapporto a un’altra persona.

Nella vita di tutti i giorni avvengono molte cose che minacciano di farci deragliare e impedirci di raggiungere le nostre mete. Scommetto che tutti abbiamo stabilito obiettivi, cominciato muoverci verso di essi, e alcune settimane dopo ci siamo resi conto che: “Ehi, cos’è successo ai miei obiettivi? Non ci ho pensato e non ho fatto niente per raggiungerli da più di una settimana”. Forse ti sei ammalato, hai avuto ospiti in casa, sei stato via per lavoro o hai dovuto curare i tuoi bambini malati. La lista delle interruzioni può continuare.

È essenziale avere qualche specie di sistema che t’indirizzi continuamente verso i tuoi obiettivi. Alcune persone li ripassano ogni giorno, o li riscrivono ogni mattina. Altre hanno una persona a cui sono responsabili di fare rapporto una volta alla settimana, per telefono o mentre bevono un caffè, per aggiornarla sui propri progressi. Alcuni pubblicano i loro impegni e i loro progressi su un sito web dove tutti quelli che condividono obiettivi simili possono vedere i progressi degli altri e incoraggiarsi a vicenda.

Tenere d’occhio i tuoi progressi ti dona momento per momento la consapevolezza dei punti della tua vita in cui vuoi migliorare. Non puoi gestire o migliorare una cosa finché non la controlli; tenerne traccia è una chiave per restare in carreggiata o ritornarci sopra se ne esci. 10

Alcune ricerche indicano che quando parli a un altro del tuo obiettivo o del tuo impegno, sei più portato a rispettarlo. Dover far rapporto a qualcuno aumenta le tue probabilità di successo, quindi, se vuoi dedicare tempo e sforzi a qualcosa, perché non contribuire ad assicurartelo, stabilendo un modo semplice ma efficace per rendere conto a un’altra persona?

Questi sistemi di responsabilità favoriscono le buone intenzioni. Se non hai un sistema simile, il risultato naturale sarà uno sbandamento. Puoi evitare di finire per lamentarti: “se solo avessi…”: assicura te stesso e i tuoi buoni obiettivi assumendoti la responsabilità di rendere conto a qualcuno ogni giorno.

Ripassiamo in cinque punti in breve:

  1. Pratica la gratificazione differita.
  2. Confida nelle abitudini, non nella forza di volontà.
  3. Ricorda il “perché”.
  4. Stabilisci obiettivi per un progresso incrementale.
  5. Fai rapporto a un’altra persona.

Oltre a questi punti pratici, come Cristiani abbiamo una fonte divina di forza a cui possiamo attingere: la potenza di Dio. Proverbi 16,9 dice: “Il cuore dell’uomo programma la sua via, ma l’Eterno dirige i suoi passi”. Sono necessari i nostri piani e la direzione del Signore. Se presenti a Dio in preghiera i tuoi sogni, i tuoi piani e i tuoi obiettivi, se cerchi la sua guida e la sua conferma della strada che hai scelto, puoi contare sulla sua forza e sulla sua grazia per raggiungere i tuoi sogni. Come credenti, abbiamo un vantaggio enorme con la nostra dipendenza da Dio e dalla sua potenza illimitata, che possono aiutarci direttamente a rispettare le nostre risoluzioni. Non siamo limitati a dipendere “dalla nostra potenza né dalla nostra forza, ma dallo Spirito di Dio”.11 E questo fa tutta la differenza!


1 Proverbi 13,4.

2 Jim Clemmer, Growing the Distance: Timeless Principles for Personal, Career, and Family Success (The Clemmer Group, 1999), 97.

3 Ibid., 98.

4 Gary Ryan Blair.

5 “What You Need to Know About Willpower,” American Psychological Association, .

6 Jillian Teta, “Mind-Body 101: 6 Key Concepts,” 1 giugno 2012.

7 Brian Tracy, The Power of Discipline: 7 Ways It Can Change Your Life (Simple Truths, 2009), 6–7.

8 Clemmer, Growing the Distance, 102.

9 Charles Duhigg, The Power of Habit, New York: Random House, 2014.

10 Darren Hardy, “Tracking Progress,” DarrenDaily, 5 Dicembre 2014

11 Vedi Zaccaria 4,6.


Pubblicato originariamente in Inglese il 20 ottobre 2015.