Gesù — la sua vita e il suo messaggio: due guarigioni singolari

Febbraio 25, 2022

di Peter Amsterdam

[Jesus—His Life and Message: Two Unique Healings]

Nel Vangelo di Marco ci sono le storie di quando Gesù guarì due uomini bisognosi, uno dei quali era sordo e parlava a stento, mentre l’altro era cieco. In entrambi i casi Gesù operò la guarigione usando un metodo piuttosto singolare.

Marco 7,31–37

Nel primo caso Gesù era nell’estremo nord del paese, perché Sidone e Tiro erano entrambe molto a nord del mare di Galilea.

Gesù partì di nuovo dalla regione di Tiro e, passando per Sidone, tornò verso il mare di Galilea attraversando il territorio della Decapoli.1

La Decapoli era una zona che confinava con la parte sudorientale del mare di Galilea. Si chiamava Decapoli perché la zona conteneva dieci città greco-romane.

Gesù incontrò un uomo che aveva bisogno di guarigione.

Condussero da lui un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gli imponesse le mani.2

L’uomo non poteva udire e faceva fatica a parlare. Altre traduzioni della Bibbia dicono che era sordo e muto. In ogni caso è possibile che il suo disturbo di linguaggio derivasse dall’essere sordo, perché non udire il suono delle voci rende difficile pronunciarle correttamente.

Le persone che lo condussero da Gesù, probabilmente degli amici o dei parenti, ovviamente si preoccupavano per lui e volevano che fosse guarito, così implorarono Gesù di imporre le mani su di lui. Nel libro di Marco, imporre le mani su qualcuno si collegava all’atto della guarigione.3

Ed egli, condottolo in disparte, lontano dalla folla, gli mise le dita negli orecchi e, dopo aver sputato, gli toccò la lingua. Poi, alzati gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: «Effata», che vuol dire: «Apriti!»4

In questo Vangelo, Gesù prende qualcuno in disparte e in privato per guarirlo in questa e in un’altra occasione. (Vedremo la seconda più sotto.)

La guarigione dell’uomo fu effettuata in sei gesti: Gesù lo prende in disparte, gli mette le dita nelle orecchie (per guarirlo dalla sordità), sputa, gli tocca la lingua (per curare il suo impedimento vocale), sospira e dice «Apriti!»5 Le due azioni che suscitano più domande sono lo sputo e il sospiro. Non sappiamo perché Gesù sputò o dove sputò. Lo fece per terra, sulle dita o sulla lingua dell’uomo? L’unico altro punto in questo Vangelo in cui Gesù sputò è quando lo fece sugli occhi del cieco per guarirlo dalla cecità. Alcune traduzioni della Bibbia rendono questa frase in questo modo: con la saliva gli toccò la lingua (NR, CEI), poi sputò e con la saliva gli toccò la lingua (BdG), sputò e gli toccò la lingua con la saliva (TILC).

Dopo aver toccato la lingua dell’uomo, Gesù alzò gli occhi al cielo e sospirò e gli disse: «Effata», che vuol dire: «Apriti!» Il sospiro è visto come un gesto emotivo, un po’ come una preghiera, oppure un segno di angoscia che conduce alla preghiera. Effatà era probabilmente un’espressione aramaica. Gesù e i suoi discepoli parlavano principalmente aramaico, che era la lingua tradizionale della Giudea nel primo secolo d.C. Nei Vangeli Gesù utilizzò vari termini aramaici: Talitha cumi,6 Eli, Eli, lema sabactani7 e abba.8 L’ordine di Gesù – apriti – guarì il sordo che fu immediatamente in grado di udire. Allo stesso tempo si sciolse il nodo della sua lingua e parlava distintamente, cioè fu in grado di parlare senza alcun impedimento.

Gesù ordinò loro di non dirlo a nessuno; ma quanto più lo vietava loro, tanto più essi lo divulgavano.9

Altre due volte in questo Vangelo Gesù impose alle persone guarite di non dire niente.10 In un caso, quando un lebbroso fu guarito non rimase zitto, ma andandosene, cominciò a proclamare e a divulgare grandemente il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in città.11 In questa situazione particolare non è chiaro a chi si riferisse Gesù quando ordinò loro di non dirlo a nessuno. Potrebbe riferirsi a quelli che gli avevano portato il sordo, o forse alla folla. In ogni caso, nonostante Gesù avesse detto ai presenti di non parlare ad altri del miracoli, quelli diffusero zelantemente la notizia. Lo scrittore Robert Stein dice:

L’ordine di restare in silenzio, comunque, come il desiderio di Gesù di non far sapere dove si trovava (Marco 7,24), non può essere rispettato. Gesù non può rimanere nascosto. Le sue parole e le sue azioni non possono rimanere segrete.12

E, pieni di stupore, dicevano: «Egli ha fatto bene ogni cosa: egli fa udire i sordi e parlare i muti!»13

La reazione alla guarigione dell’uomo dalla sordità e dall’impedimento della lingua fu di estremo stupore. L’affermazione che Gesù ha fatto bene ogni cosa fa eco a ciò che si dice di Dio nel libro della Genesi:

Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono.14

L’affermazione che egli fa udire i sordi e parlare i muti fa eco a ciò che si dice in Isaia 35,5-6:

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia.15

Marco 8,22-26

La seconda guarigione singolare avvenne in un luogo appena fuori Betsaida, paese natale degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo.16 Era un villaggio posto sul lato nordorientale del mare di Galilea. Nel Vangelo di Luca leggiamo che Gesù mandò i dodici apostoli a predicare il regno di Dio e a guarire i malati.17 Quando ritornarono, Gesù li prese con sé e si ritirò in disparte in un luogo deserto di una città, detta Betsaida.18 A quanto pare alla fine la cittadina di Betsaida non accolse il messaggio di Gesù, perché nel Vangelo di Matteo Gesù disse:

Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti che sono state compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero pentite con sacco e cenere. Perciò io vi dico che nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate con più tolleranza di voi.19

Il Vangelo di Marco parla di una guarigione operata da Gesù in questo paese.

Poi venne a Betsaida; e gli portarono un cieco, pregandolo di toccarlo.20

Qui, come il sordo in Marco 7,32, il cieco fu portato a Gesù da altri. Quelli che lo portarono pregarono che Gesù lo toccasse, cioè gli chiesero di guarirlo.

Egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuori dal villaggio; gli sputò sugli occhi, pose le mani su di lui, e gli domandò: «Vedi qualche cosa?»21

Anche se l’uomo era stato portato da altri, Gesù lo prese per mano e lo portò fuori dal paese. Evidentemente Gesù voleva fare questo miracolo in privato. Usciti dal villaggio, sputò sugli occhi del cieco e gli impose le mani. Dopo averlo fatto, Gesù gli chiese se riusciva a vedere qualcosa. Questa domanda e la risposta dell’uomo sono uniche in un miracolo di guarigione, perché in genere quelli che Gesù guariva diventavano completamente sani. Questa storia di guarigione è anche l’unico ne Vangeli in cui Gesù chiede quale sia il risultato di uno dei suoi miracoli. La risposta dell’uomo dimostra che la guarigione era iniziata, ma non era completa.

E quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini camminare e mi sembrano alberi».22

A questo punto poteva vedere, ma non chiaramente. Sentita la risposta, Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli guardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.23 Gesù rimise le mani sugli occhi e la vista dell’uomo fu totalmente ristorata; fu guarito completamente.

Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: «Non entrare neppure nel villaggio».24

Gesù ordinò all’uomo di tornare a casa ma di evitare di entrare a Betsaida o di attraversarla. Non c’è alcuna spiegazione sul perché Gesù gli consigliò di non tornare in paese, comunque la cosa è coerente con altre affermazioni di Gesù nel Vangelo di Marco, in cui ordinava severamente ai suoi discepoli di non farlo conoscere. Per esempio:

Li sgridava severamente, perché non dicessero chi egli fosse.25

Mentre scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare a nessuno le cose che avevano viste, se non quando il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti.26

È interessante notare che il fatto che Gesù guarisse i ciechi era un fenomeno unico nella storia di Israele.

Nel Vecchio Testamento non ci sono storie di ciechi che ricevono la vista. Esistono prove che alcuni insegnanti agli inizi del giudaismo considerassero la restituzione della vista ai ciechi come un miracolo ancora più difficile di risuscitare i morti, che solo Dio o il suo Unto avrebbero potuto fare.27

La guarigione del muto e del cieco rispecchiava l’opera di suo Padre e le promesse di ciò che sarebbe venuto.

L’Eterno apre gli occhi ai ciechi, l’Eterno rialza quelli che sono abbattuti.28

In quel giorno i sordi udranno le parole del libro e, liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili potranno ancora gioire nell’Eterno e i poveri dell’umanità esulteranno nel Santo d’Israele.29


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Marco 7,31 NR.

2 Marco 7,32 NR.

3 Marco 5,23; 6,5; 8,22.25.

4 Marco 7,33–34 NR.

5 Stein, Mark, 360.

6 Marco 5,41.

7 Matteo 27,46; Marco 15,34.

8 Marco 14,36.

9 Marco 7,36.

10 Marco 1,44–45; 5,41–43.

11 Marco 1,45.

12 Stein, Mark, 361.

13 Marco 7,37.

14 Genesi 1,31.

15 Isaia 35,5–6.

16 Giovanni 1,44.

17 Luca 9,2.

18 Luca 9,10.

19 Matteo 11,21–22. Anche Luca 10,13–14.

20 Marco 8,22.

21 Marco 8,23 NR.

22 Marco 8,24.

23 Marco 8,25 NR.

24 Marco 8,26.

25 Marco 3,12.

26 Marco 9,9–10.

27 Witherington, The Gospel of Mark, 239.

28 Salmi 146,8.

29 Isaia 29,18–19.


Pubblicato originariamente in inglese il 1° settembre 2020.