Gesù – la sua vita e il suo messaggio. Giovanni 17: La preghiera di Gesù (parte 1)

Novembre 22, 2022

di Peter Amsterdam e Maria Fontaine

[Jesus—His Life and Message: John 17: Jesus’ Prayer (Part 1)]

Dopo aver detto ai suoi discepoli che sarebbe andato “da chi mi ha mandato” (Giovanni 16,5) e che il Consolatore (lo Spirito Santo) sarebbe venuto per guidarli in ogni verità (Giovanni 16,13). Poi Gesù cominciò a pregare il Padre. Prima pregò per la sua stessa glorificazione. Poi pregò per i suoi discepoli, che è la parte principale di questo capitolo. Infine pregò per chi avrebbe creduto in Lui a causa della testimonianza dei discepoli.

Quando Gesù ebbe finito di parlare, alzò gli occhi al cielo e disse: «Padre, è giunta l’ora. Rivela la gloria di tuo Figlio, perché possa a sua volta glorificarti. Tu, infatti, gli hai dato potere su tutte le creature della terra, perché dia vita eterna a quelli che tu gli hai affidato».1

Alzare gli occhi al cielo era una posizione normale per chi pregava, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. A te alzo i miei occhi, a te che siedi nei cieli (Salmi 123,1). Gesù allora, alzati in alto gli occhi, disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai esaudito». (Giovanni 11,41).

“Alzando gli occhi al cielo”, Gesù spostò la sua attenzione dai discepoli a Dio. Sapendo che la sua morte era imminente, Gesù disse che la sua ora era venuta. Vedendo davanti a Sé la croce, Gesù pregò che il Padre lo glorificasse. Anche se la croce era usata come mezzo per svergognare e giustiziare i criminali, per Gesù era uno strumento per la sua glorificazione. La sua preghiera indica che prima il Padre glorifica il Figlio e di conseguenza il Figlio glorifica il Padre. Gesù aveva parlato della propria morte come di un allontanamento da suo Padre, quindi sembra probabile che volesse essere “glorificato”, nel senso di essere riunito a Lui. (Un punto reso chiaro nel versetto 5.)

Gesù spiegò che cosa voleva dire che il Figlio “glorifica” il Padre. Il Figlio lo fa dando vita eterna a quelli che tu gli hai affidato, in quel momento riferendosi ai discepoli di Gesù, quelli con Lui nella sala al piano di sopra, a cui aveva lavato i piedi e che avevano dichiarato: “Crediamo che sei proceduto da Dio”.2 I suoi discepoli rappresentavano anche il gruppo più ampio di quelli che avevano creduto in Gesù durante il suo ministero, come i Samaritani, l’uomo nato cieco e discepole come Marta e Maria, oltre a tutti i credenti di tutte le epoche.

Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato.3

Qui ci viene offerta una specie di definizione della vita eterna. Conoscere veramente Dio e suo Figlio porta alla vita eterna. In questo Vangelo, te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato sono collegati. Nessuno dei due può essere veramente conosciuto senza l’altro. Vediamo questo concetto espresso in 1 Giovanni: Sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intendimento, affinché conosciamo colui che è il Vero; e noi siamo nel Vero, nel suo Figlio Gesù Cristo; questo è il vero Dio e la vita eterna.4

Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuta l’opera che tu mi hai dato da fare.5

In questo Vangelo Gesù aveva già affermato: Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e di compiere l’opera sua.6 Gesù fece esattamente quello e lo incluse nella preghiera. Aveva glorificato il Padre facendo la sua volontà.

Ora dunque, o Padre, glorificami presso di te della gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.7

Gesù chiese al Padre la propria “glorificazione” basandosi sull’avere glorificato il Padre sulla terra e sulla promessa di continuare a farlo. La gloria che Gesù chiede è la gloria che aveva alla presenza di Dio prima della creazione del mondo, come si vede all’inizio di questo Vangelo.

Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio.8

Dopo aver finito di pregare per la propria glorificazione, Gesù cominciò a pregare suo Padre per i discepoli.

Io ho manifestato il tuo nome agli uomini, che tu mi hai dato dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola.9

Gesù iniziò dicendo di aver manifestato il nome del Padre ai discepoli. Il nome rappresenta l’intera persona, quindi manifestare il nome di Dio voleva dire rivelare ai discepoli la natura essenziale di Dio. Accettando Gesù, i discepoli accettarono anche il Padre. Imparando a conoscere Gesù come Figlio di Dio, giunsero a conoscere Dio in modo nuovo, come Padre di Gesù e anche come Padre loro. Lo vediamo più avanti in questo Vangelo quando Gesù disse a Maria Maddalena: “Va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”.10

Ora essi hanno conosciuto che tutte le cose che tu mi hai dato vengono da te, perché ho dato loro le parole che tu hai dato a me; ed essi le hanno accolte e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato.11

Nella sua preghiera Gesù fa eco a ciò che i suoi discepoli avevano detto prima che Lui cominciasse a pregare: Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che qualcuno ti interroghi; per questo crediamo che sei proceduto da Dio.12 Gesù forse aveva in mente anche ciò che Pietro aveva detto in precedenza: Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio.13 Nella sua preghiera, Gesù concentrò l’attenzione sul Padre ripetendo “tu” e “tuo”. Ho manifestato il tuo nome (v.6), erano tuoi (v.6), la tua parola (v.6), tutte le cose che tu mi hai dato vengono da te (v.7), sono proceduto da te (v.8), tu mi hai mandato (v.8).

Mentre pregava, Gesù parlò dell’atteggiamento dei discepoli. Primo, avevano ricevuto e accettato le sue parole. Ci si sarebbe aspettato che i capi religiosi avrebbero accettato, perfino di buon cuore, le parole di Gesù, ma non lo fecero, mentre i discepoli sì. Secondo, i discepoli avevano capito che Gesù era proceduto da Dio. Terzo, potevano essere descritti come uomini di fede. Anche se a questo punto del Vangelo non avevano capito tutto su Gesù, avevano fede che era stato mandato dal Padre.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro.14

Gesù cominciò a intercedere per i discepoli, per quelli che il Padre gli aveva dato. Ciò non significa che Gesù non fosse interessato al mondo, ma che i suoi piani per il mondo passavano per i discepoli. La sua missione nel mondo stava per arrivare alla fine, mentre quella dei discepoli stava per cominciare.

Anche se il Padre aveva dato i discepoli a Gesù, non li stava dando via; appartenevano sia al Padre che al Figlio, perché ciò che appartiene all’uno appartiene anche all’altro. Tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie. Gesù aggiunse: E io sono glorificato in loro. È simile a ciò che Gesù aveva detto prima in questo Vangelo: Ora il Figlio dell’uomo è glorificato, e Dio è glorificato in lui.15 Un commentatore spiega: Per metterlo in termini più contemporanei, i discepoli (nonostante i difetti) sono il suo orgoglio e la sua gioia, proprio come Lui è l’orgoglio e la gioia di suo Padre. Sono la sua “gloria” perché sono la prova vivente che ha effettivamente “compiuto l’opera” che il Padre gli aveva dato da fare, permettendogli di ritornare al Padre per riprendersi la gloria che aveva “prima che il mondo fosse”.16

Ora io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dato, affinché siano uno come noi.17

Gesù continuò a pregare per i discepoli. Lui non rimarrà nel mondo, i suoi discepoli sì. Sono parole simili a ciò che aveva detto prima: Fra poco non mi vedrete più18 e io vado al Padre e non mi vedrete più.19 Gesù sarebbe tornato al Padre e i discepoli sarebbero rimasti nel mondo, per questo avevano bisogno di preghiera.

La preghiera di Gesù per loro inizia con le parole Padre santo, conservali nel tuo nome… affinché siano uno. È una preghiera per la loro unità, che come Gesù è uno con il Padre, anche i discepoli siano uno. Gesù ripeterà la sua richiesta per la loro unità altre tre volte nel capitolo.20

Mentre ero con loro nel mondo, io li ho conservati nel tuo nome; io ho custodito coloro che tu mi hai dato, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio della perdizione, affinché si adempisse la Scrittura.21

Gesù stava rivedendo il suo ministero, come se fosse già terminato, in accordo con quello che aveva detto prima: Non sono più nel mondo.22 Aveva custodito bene i discepoli, a eccezione di Giuda Iscariota, il figlio della perdizione.

(La seconda metà della preghiera di Gesù sarà esaminata nel prossimo articolo.)


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Giovanni 17,1–2.

2 Giovanni 16,30.

3 Giovanni 17,3.

4 1 Giovanni 5,20.

5 Giovanni 17,4.

6 Giovanni 4,34.

7 Giovanni 17,5.

8 Giovanni 1,1.

9 Giovanni 17,6.

10 Giovanni 20,17.

11 Giovanni 17,7–8.

12 Giovanni 16,30.

13 Giovanni 6,68–69.

14 Giovanni 17,9–10.

15 Giovanni 13,31.

16 Michaels, The Gospel of John, 866.

17 Giovanni 17,11.

18 Giovanni 16,16.

19 Giovanni 16,10.

20 Giovanni 17,21–23.

21 Giovanni 17,12.

22 Giovanni 17,11.


Pubblicato originariamente in inglese il 10 agosto 2021.