Gesù — la sua vita e il suo messaggio: il Padre e il Figlio (parte 3)

Febbraio 16, 2021

di Peter Amsterdam

[Jesus—His Life and Message: The Father and the Son (Part 3)]

Alla fine dell’articolo precedente, abbiamo letto che Gesù disse: Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle opere che io faccio testimoniano di me, che il Padre mi ha mandato.1 In precedenza, nello stesso capitolo, aveva detto: Il Padre mio opera sempre e anch’io opero2 — che era il motivo per cui i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non solo violava il sabato, ma addirittura chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.3

In questo capitolo (Giovanni 5) Gesù si era riferito ripetutamente alla sua stretta connessione con il Padre. A questo punto rafforzò l’affermazione che il Padre l’aveva mandato, dicendo:

Il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me; voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato.4

Non solo Gesù aveva testimoniato di Se stesso, ma anche suo Padre aveva reso testimonianza di Lui, rispettando così i criteri del Vecchio Testamento secondo i quali la verità deve essere confermata da più di un testimone.5

Gesù poi fece notare che i Giudei che lo stavano perseguitando per aver guarito delle persone nel giorno di sabato non avevano mai udito la voce di Dio né visto la sua figura. Senz’altro tutti dovettero ammettere di non aver mai visto Dio.

Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere.6

Comunque, l’affermazione di Gesù che loro non avevano mai udito la voce di Dio sarebbe stata confutata da quelli che cercavano di ucciderlo, perché i loro antenati avevano udito la voce di Dio sul monte Sinai.

L’Eterno vi parlò dal mezzo del fuoco; voi udiste il suono delle parole, ma non vedeste alcuna figura; udiste solo una voce.7

In un altro punto leggiamo che tutto il popolo udiva i tuoni, il suono della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e stava lontano. E disse a Mosè: «Parla tu con noi e noi ti ascolteremo; ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo».8

Anche se i loro antenati avevano udito la voce di Dio, Gesù fece notare che quelli che lo volevano uccidere non l’avevano udito. In quel momento Dio stava parlando attraverso Gesù, ma se non volevano ascoltarlo, non avrebbero potuto udire il Padre. La Parola di Dio non avrebbe “abitato” in loro perché avevano respinto le parole di Gesù. Poiché non credevano a chi era stato mandato dal Padre, non ascoltavano la voce di Dio.

Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. Ma voi non volete venire a me per avere la vita.9

Una traduzione (la Diodati) traduce le prime parole come un ordine: Investigate le Scritture,10 come se Gesù stesse dicendo che dovevano studiarle perché in esse avrebbero trovato la via alla vita eterna. La maggior parte delle altre versioni bibliche le traduce come un dato di fatto, voi investigate le Scritture, nel senso che effettivamente lo facevano, pensando che così avrebbero ottenuto la vita eterna. L’originale greco può essere tradotto in entrambi i modi, ma il contesto sembra favorire la seconda opzione, cioè che afferma semplicemente un fatto.

Gesù intendeva che studiavano le Scritture perché pensavano che così avrebbero ottenuto la vita eterna. Tuttavia si sbagliavano, perché Gesù aveva già detto loro come ottenerla e che ciò non avveniva con lo studio delle Scritture, ma con la fede nel Figlio e nel Padre che l’aveva mandato.

In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.11

Sì, investigavano le Scritture, ma siccome non erano disposti ad accettare il messaggio di Gesù, non erano in grado di comprendere correttamente i loro insegnamenti. Quelli che credettero compresero che il Vecchio Testamento puntava a Gesù. Per esempio, un po’ prima in questo Vangelo Filippo aveva detto a Natanaele:

Abbiamo trovato colui, del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, il figlio di Giuseppe.12

Nel Vangelo di Luca leggiamo che dopo la sua risurrezione, sulla via di Emmaus, Gesù spiegò a due dei suoi discepoli perché era necessario che Lui soffrisse e morisse:

Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.13

Nel Vangelo di Giovanni troviamo almeno nove riferimenti all’adempimento da parte di Gesù di ciò di cui aveva parlato il Vecchio Testamento.14

Molti di quelli che affermavano di credere agli insegnamenti delle Scritture e che avevano voluto gioire per breve tempo alla luce [di Giovanni]15 rifiutarono di credere in Gesù. Se avessero realmente compreso le Scritture, avrebbero riconosciuto la verità delle dichiarazioni di Gesù, invece gli furono ostili e gli si opposero. Un autore spiega:

Non è diverso da Luca 13,34: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, ma voi non avete voluto!” C’è la stessa idea di tenero fervore per la loro salvezza, accolto dal rifiuto ostinato di essere salvati.16

Poi Gesù disse:

Io non prendo gloria dagli uomini; ma so che non avete l’amore di Dio in voi.17

Non si preoccupava di ricevere onore o riconoscimento dipendenti dall’approvazione delle folle. Non si preoccupava tanto di piacere alla gente, quanto di compiacere suo Padre; di conseguenza non accettava la lode e il riconoscimento da parte degli altri. Non gli importava nemmeno che cosa i suoi accusatori pensassero di Lui. Allo stesso tempo, insinuò che i suoi avversari invece ricevessero gloria dalla gente, come vediamo alcuni versetti dopo.

Gesù sapeva cosa c’era nel loro cuore. Più indietro in questo Vangelo, leggiamo che non si fidava di loro, perché li conosceva tutti, e perché non aveva bisogno che alcuno gli testimoniasse dell’uomo, perché egli conosceva ciò che vi era nell’uomo.18 Qui affermò che non avevano dentro di sé l’amore di Dio, cioè che non amavano Dio. Come aveva detto in un altro momento:

La luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie.19

Si vantavano di amare Dio, ma in realtà amavano la gloria degli uomini più della gloria di Dio.20

Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel suo proprio nome, voi lo ricevereste. Come potete voi credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?21

Gesù venne nel nome di suo Padre, tuttavia i suoi oppositori non lo accettarono, ma lo respinsero. Non è la prima volta che in questo Vangelo leggiamo che alcuni non lo ricevettero.

Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto.22

Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla della terra; colui che viene dal cielo è sopra tutti. Ed egli attesta ciò che ha visto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza.23

Gesù si spinse oltre affermando che quelli che rifiutavano colui che era venuto nel nome del Padre in realtà respingevano il Padre che l’aveva mandato. Gesù rappresentava il Padre.

Il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me.24

In quel modo stavano respingendo Dio, colui che professavano d’amare. Gesù affermò anche che avrebbero accettato chi fosse venuto nel proprio nome e avesse parlato per autorità propria, ma non volevano ascoltare Lui, il suo Figlio unigenito.25

Questo scontro era cominciato molto prima nel capitolo:

Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non solo violava il sabato, ma addirittura chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.26

Chiamando Dio suo Padre, Gesù rivendicava la sua parità con Dio, cosa che i suoi accusatori consideravano una falsità contraria al monoteismo ebraico. Gesù si riferiva a suo Padre come “unico Dio” quando disse: Come potete voi credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?27 Una traduzione migliore di “da Dio solo”, come riportata da altre traduzioni, sarebbe dall’unico Dio, che insieme a il solo vero Dio (Giovanni 17,3) è un titolo di Dio Padre. In altri punti di questo Vangelo, a seconda delle traduzioni, Gesù, il Figlio, è chiamato Unigenito, unigenito Figlio, unico Figlio.28 La gloria di Gesù come Figlio unigenito, unico Figlio generato dal Padre, viene dal Padre, l’unico vero Dio. La sua unicità di Figlio unigenito ha origine dall’unicità del Padre come solo vero Dio. Di conseguenza, quando i suoi oppositori disonorano il Figlio, disonorano il Padre che lo ha mandato.29

Non pensate che io vi accusi presso il Padre; c’è chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza; infatti se voi credeste a Mosè, credereste anche a me, perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?30

Gli accusatori di Gesù si vantavano della loro conoscenza delle Scritture, che Gesù aveva già trattato in precedenza (v. 39). Erano anche orgogliosi della loro connessione con Mosè, il legislatore, la persona che Dio aveva usato per dare loro il Pentateuco, i primi cinque libri del Vecchio Testamento. Gesù aveva già affermato che voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. Qui afferma qualcosa di simile, perché l’autore di quelle Scritture era Mosè. E anche Mosè, con le Scritture che Dio aveva dato attraverso di Lui, li accusava con le stesse parole che loro pensavano li avrebbero salvati.31

Gesù riconobbe che avevano risposto la loro speranza in Mosè, ma allo stesso tempo dichiarò che non gli credevano. Se voi credeste a Mosè, credereste anche a me, perché egli ha scritto di me. Le persone a cui Gesù parlava in questo capitolo non credevano veramente agli scritti di Mosè; se l’avessero fatto, avrebbero riconosciuto in Gesù la persona di cui Mosè aveva predetto l’arrivo. Invece lo respinsero.

In tutto questo capitolo Gesù puntualizzò che non era soltanto Lui a rendere testimonianza di Sé, ma che c’erano altri a farlo. Il Padre (vv. 32 e 37), Giovanni Battista (v. 33) e le Scritture (v. 39). Tuttavia, nonostante tutto questo, i suoi oppositori non volevano andare a Lui per avere la vita.32 Poiché non credevano veramente alle Scritture che avevano ricevuto attraverso Mosè, non accettavano le parole di Gesù, quindi non avrebbero avuto la vita eterna.


Nota

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Giovanni 5,36.

2 Giovanni 5,17.

3 Giovanni 5,18.

4 Giovanni 5,37–38.

5 Deuteronomio 19,15.

6 Giovanni 1,18.

7 Deuteronomio 4,12.

8 Esodo 20,18–19.

9 Giovanni 5,39–40.

10 Giovanni 5,39 KJV.

11 Giovanni 5,24.

12 Giovanni 1,45.

13 Luca 24,25–27.

14 Giovanni 2,17; 12,14–15; 13,18; 15,25; 19,24.28.36.37; 20,8–9.

15 Giovanni 5,35.

16 Morris, The Gospel According to John, 293.

17 Giovanni 5,41–42 NR.

18 Giovanni 2,24–25.

19 Giovanni 3,19.

20 Giovanni 12,43.

21 Giovanni 5,43–44.

22 Giovanni 1,11.

23 Giovanni 3,31–32.

24 Giovanni 5,37.

25 Giovanni 3,16.

26 Giovanni 5,18.

27 Giovanni 5,43–44.

28 Giovanni 1,14.18; 3,16.18.

29 Giovanni 5,23.

30 Giovanni 5,45–47.

31 Giovanni 5,39.

32 Giovanni 5,40.


Pubblicato originariamente in inglese il 15 ottobre 2019.