Gesù – la sua vita e il suo messaggio: la predizione sul tempio (parte 1)

Giugno 21, 2022

di Peter Amsterdam

[Jesus—His Life and Message: Prediction About the Temple (Part 1)]

La predizione di Gesù riguardante la distruzione del tempio a Gerusalemme è riportata nei tre Vangeli sinottici.1 Oltre a parlare della distruzione del tempio, questi passi includono informazioni sugli ultimi giorni.

Il tempio ebraico originale fu costruito a Gerusalemme da Re Salomone. Fu distrutto nel 586 a.C. da Nabucodonosor, re di Babilonia, che portò a Babilonia molti degli abitanti di Israele. Nel 538 a.C., sotto Ciro, re di Persia, al popolo ebraico fu permesso di ritornare in Israele. Entro il 515 a.C. i reduci completarono la costruzione del secondo tempio, un edificio piuttosto modesto. Comunque, Erode il Grande, durante il suo regno come re della Giudea (dal 37 al 4 a.C.) lo rimodellò. In seguito fu considerato uno degli edifici più belli dei suoi tempi.

Nel Vangelo di Marco leggiamo il resoconto della risposta di Gesù a un commento fatto da uno dei suoi discepoli a proposito del tempio.

Mentre egli usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!»2

Quando Gesù lasciò il tempio, probabilmente passò dalla Porta d’Oro, nelle mura orientali della città, attraversò la valle di Kidron e si diresse verso il Monte degli Ulivi. Mentre salivano sul monte, Lui e i suoi discepoli potevano guardare in basso verso il magnifico complesso degli edifici sul monte del tempio.

Il commento del discepolo sulla bellezza delle pietre e delle costruzioni non era un’esagerazione. Anche se il re Erode era morto già da qualche tempo, il suo progetto di ricostruzione ed espansione dell’area del tempio era in corso di realizzazione. Il sacerdote, studioso e storico ebreo Giuseppe Flavio descrisse le dimensioni di una delle enormi pietre usate per costruire il tempio: 45 x 56 cubiti; in un altro punto fece un commento riguardante una pietra di 25 x 812 cubiti. Un cubito corrisponde a circa 45 cm, quindi le pietre erano enormi. Un autore ha scritto:

Nell’ultima parte del ventesimo secolo fu scoperta una grande pietra nel secondo livello delle fondamenta, che misurava circa 1,28 m in lunghezza x 43 cm in larghezza e 33,5 cm in altezza, per un peso stimato di 600 tonnellate.3

Giuseppe Flavio scrisse che dalla sommità del Monte degli Ulivi, la bianchezza delle pietre, le sue bordature dorate e il tetto ricoperto d’oro del santuario del tempio facevano assomigliare il monte del tempio a una montagna coperta di neve; una vista accecante.4

E Gesù, rispondendo, gli disse: «Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà diroccata».5

Gesù indicò tutti gli edifici del complesso del tempio e profetizzò la loro distruzione. Ciò probabilmente fu uno shock per chi lo ascoltava, perché quegli edifici erano formati da pietre enormi che davano l’impressione di poter durare per sempre.

È interessante notare che nella maggior parte delle profezie del Vecchio Testamento che riguardavano un giudizio si affermava specificamente, o per lo meno si dava per scontato, che se il popolo si fosse pentito il giudizio non sarebbe caduto. Per esempio, nel libro di Geremia leggiamo: Talvolta riguardo a una nazione e riguardo a un regno, io parlo di sradicare, di abbattere e di distruggere; ma se quella nazione contro la quale ho parlato si converte dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato di farle.6 Nella profezia di Gesù, invece, non si faceva menzione della possibilità di evitare il giudizio. La distruzione del tempio e di tutta Gerusalemme era effettivamente in arrivo.

Ai tempi di Gesù, la Giudea era sotto il diretto controllo di Roma. Nei decenni dopo la morte di Gesù la rabbia del popolo ebreo contro i loro oppressori romani aumentò; nel 66 d.C. il popolo si ribellò. L’esercito romano, sotto il comando del generale Tito (che nel 79 d.C. succedette al padre come imperatore di Roma) assediò Gerusalemme. L’assedio durò circa cinque mesi e nell’agosto del 70 d.C. i Romani entrarono nella città. Distrussero il tempio e tutto il suo complesso, saccheggiarono la città e uccisero gran parte della popolazione. Quelli che non furono uccisi furono dispersi per l’impero, per la maggior parte venduti come schiavi.

E, come egli era seduto sul monte degli Ulivi di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: «Dicci, quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose dovranno compiersi?»7

Mentre Gesù era seduto sul Monte degli Ulivi di fronte al tempio, quattro dei suoi discepoli — i fratelli Pietro e Andrea8 e gli altri due fratelli Giacomo e Giovani9 — gli chiesero privatamente altre informazioni a proposito delle cose di cui aveva parlato. I discepoli volevano sapere quando sarebbero successe quelle cose e quali segni fossero collegati a esse. Erano domande normali da fare, perché i discepoli volevano essere preavvertiti e preparati per “queste cose”. Uno scrittore dice:

La domanda specifica dei discepoli, “quale sarà il segno?” riflette la preoccupazione ebraica riguardo a dei segni come conferma della veracità delle affermazioni di un profeta o un avvertimento di eventi imminenti.10

Lo vediamo nel libro dell’Esodo: Mosè disse a DIO: «Chi sono io per andare dal Faraone e per far uscire i figli d’Israele dall’Egitto?» DIO disse: «Io sarò con te, e questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: Quando avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, voi servirete DIO su questo monte».11 E nel libro di Isaia: «Chiedi per te un segno all’Eterno, il tuo DIO; chiedilo nel profondo degli inferi o nei luoghi eccelsi».12

Gesù, rispondendo loro, prese a dire: «Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”; e ne sedurranno molti».13

Gesù avvertì che sarebbero arrivati alcuni che avrebbero affermato di essere il Messia ebraico o dei suoi agenti. Ciò potrebbe riferirsi a uomini che in seguito dichiararono di essere il Messia, come Teuda, Giuda il Galileo, Giovanni di Giscala e altri, ognuno dei quali svolse un ruolo nella ribellione contro Roma. Altri, menzionati nelle Guerre ebraiche, un libro scritto da Giuseppe intorno al 75 d.C., furono Giuda di Seffori, che era un “brigante che saccheggiò l’arsenale reale”; Simone di Perea, un ex servitore reale che prese la “corona” e saccheggiò il palazzo reale; Atronge, pastore della Giudea, che assunse il titolo di “re”; Menahem, figlio di Giuda di Galilea, che entrò a Gerusalemme a cavallo come un “vero re” e assassinò il sommo sacerdote Anania.14 Tutti questi uomini ebbero una parte nel fuorviare il popolo, portando alla distruzione del tempio e di tutta Gerusalemme.

Torniamo alla risposta di Gesù:

Quando udrete parlare di guerre e di rumori di guerre, non vi turbate; perché bisogna che queste cose avvengano; ma non sarà ancora la fine. Infatti si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi, carestie ed agitazioni. Queste cose non saranno altro che l’inizio delle doglie di parto.15

Gesù assicurò ai suoi discepoli che quando le cose di cui aveva parlato sarebbero successe non sarebbe ancora stata la fine dell’età dell’uomo. Fece notare che Dio è in controllo e che permetteva che tutto questo succedesse secondo il suo piano. Come ha scritto qualcuno:

Come le doglie del parto alla fine si concludono con un nascita, anche le doglie descritte in [Marco] 13,7-8 saranno seguite dalla distruzione di Gerusalemme.16

(Continua.)


Note

Se non altrimenti indicato, tutte le citazioni bibliche sono tratte da: La Nuova Diodati, © Edizioni La Buona Novella, Bari. Tutti i diritti riservati.


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1 Matteo, Marco e Luca.

2 Marco 13,1.

3 Bahat 1995:39.

4 The Jewish War 5.5.6, 222–223.

5 Marco 13,2.

6 Geremia 18,7–8. Vedi anche 1 Re 21,20–29 e Giona 3 e 4.

7 Marco 13,3–4.

8 Matteo 4,18.

9 Marco 1,19.

10 Evans, World Biblical Commentary: Mark 8:27–16:20, 305.

11 Esodo 31,1–12.

12 Isaia 7,11.

13 Marco 13,5–6.

14 Evans, World Biblical Commentary: Mark 8:27–16:20, 308.

15 Marco 13,7–8.

16 Stein, Mark, 599.

 


Pubblicato originariamente in inglese il 16 febbraio 2021.