Più simili a Gesù (parte 3)

Agosto 27, 2016

di Peter Amsterdam

Issare le vele1

[More Like Jesus—Part 3]

Qualsiasi cosa vogliamo fare bene nella vita richiede uno sforzo. Le persone ai vertici del loro campo d’azione, qualunque esso sia, per lo più sono arrivati a quel punto perché hanno lavorato sodo. Lo stesso vale per i Cristiani che vogliono arrivare a essere più simili a Gesù e diventare le persone che Dio vuole che siano. Bisogna fare uno sforzo per sviluppare intenzionalmente e deliberatamente convinzioni, abitudini, atteggiamenti, pensieri e comportamenti devoti. Bisogna anche rinunciare volontariamente a convinzioni errate, abitudini dannose, atteggiamenti irriverenti, pensieri scorretti e comportamenti cattivi.

Nel Nuovo Testamento leggiamo più volte il concetto di “spogliarsi” o privarsi di alcuni aspetti della nostra vita – sia i pensieri e i sentimenti interiori sia le conseguenti azioni esteriori – che lottano contro l’essere a somiglianza di Cristo. Allo stesso tempo, dobbiamo “rivestirci” o aggiungere alla nostra vita le cose che sviluppano la nostra religiosità. L’idea di spogliarsi di qualcosa richiede chiaramente una decisione e un’azione. Lo stesso vale per l’indossare qualcosa. Vediamo alcuni passi del Nuovo Testamento su questo “spogliarsi”, seguiti da altri sul “rivestirsi”:

Spogliarsi

Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria. […] deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, calunnia; e non vi escano di bocca parole oscene. Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l’ha creato.2

Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo.3Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!4 Deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre.5Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza.6Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta.7

Rivestirsi

Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori.8

La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. […] Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.9[Imparando] a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.10

Chiaramente, mettere in pratica i consigli di questi passi richiede uno sforzo. “Far morire”, “spogliarsi” e “rivestirsi” sono tutte azioni. Nessuna di queste cose – che si tratti di rivestirsi di bontà, umiltà, pazienza e compassione, o sbarazzarsi di rabbia, malignità, avidità e desideri cattivi – avviene spontaneamente. Sono frutto di una vita trasformata, che riceve potenza dallo Spirito Santo quando seguiamo gli insegnamenti delle Scritture e applichiamo la nostra fede alla nostra vita. Hanno a che fare con la volontà di crescere spiritualmente e con lo sviluppo di un carattere cristiano; cose che, come qualsiasi tipo di addestramento, richiedono l’autodisciplina di fare certe cose in un certo modo. Una volta che una persona ha dedicato tempo ed energia a imparare, a rompere le vecchie abitudini e a crearne di nuove, “spogliarsi” delle cose negative e “rivestirsi” di quelle positive diventa più naturale, perché siamo gradualmente cambiati dallo Spirito Santo.

Quando parlo di autodisciplinarci, non intendo suggerire che sia una cosa che possiamo fare da soli, senza l’aiuto o la grazia di Dio – è assolutamente certo che non possiamo. Ma non possiamo nemmeno aspettarci che lo Spirito Santo ci cambi senza alcuno sforzo o azione da parte nostra. Combattiamo il peccato durante tutta la vita e, anche se Dio ci perdona, dobbiamo sforzarci di evitarlo. Dobbiamo “far morire” e “deporre” le cose che allontanano dalla somiglianza a Cristo e “rivestirci” di un nuovo io, facendo del nostro meglio per vivere da quelle nuove creature che siamo diventati in Cristo.

Penso che la maggior parte di noi cerchi di farlo, con un moderato successo. Comunque, più ho studiato e imparato qualcosa sulla nostra fede, più profondamente ho capito la grande differenza che il vivere gli insegnamenti delle Scritture fa nella vita di una persona. Impegnarsi nello sforzo e nell’autodisciplina necessari per cercare volontariamente di diventare sempre più simili a Cristo, porta a una felicità, un rapporto con Dio, un senso di appagamento e una vita piena di gioia sempre più grandi.

Recentemente ho letto l’analisi di un sondaggio, fatta da Michael A. Zigarelli, uno scrittore cristiano, che metteva a confronto quelli che lui chiamava Cristiani di bassa-virtù, media-virtù e alta-virtù.11 Cercava di individuare cosa rendeva diversi i Cristiani di alta-virtù. I suoi risultati indicavano che la maggior parte dei cinquemila sondati erano Cristiani di media-virtù. Passava poi a identificare le differenze tra cristiani di media e alta virtù. In questa seconda categoria metteva chi intraprendeva azioni specifiche che portavano a una crescita di carattere. Sottolineava poi il punto che, con qualche sforzo in più, i Cristiani di media-virtù potevano raggiungere un’alta-virtù.

Zigarelli faceva notare che ogni Cristiano ha un ruolo vitale e attivo nella propria crescita spirituale. Alcuni credenti potrebbero avere obiezioni sul concetto che l’individuo abbia un ruolo nella propria crescita spirituale, dicendo che è lo Spirito Santo che svolge l’opera di cambiarci e trasformarci nell’immagine di Cristo; che sono i frutti dello Spirito, non i nostri sforzi, che vediamo manifestarsi come qualità di un carattere cristiano. Senza dubbio c’è una verità in questo.

Zigarelli però scrive:

La concettualizzazione più completa del processo di crescita è che Dio ha un ruolo, ma anche noi ne abbiamo uno. L’interazione di questi ruoli è stato paragonato al compito di navigare da un posto all’altro con una barca a vela. Per portarla dal punto A al punto B, sono essenziali due punti: ci vuole del vento che soffi verso la nostra destinazione, e noi dobbiamo issare le vele in modo che colgano quel vento. Probabilmente potete immaginare l’analogia. Lo Spirito Santo di Dio è il vento, che cerca di spingerci gradualmente verso l’immagine di Cristo. Noi siamo i marinai che devono alzare le vele; dobbiamo cioè fare qualcosa che ci metta nella posizione di cogliere lo Spirito di Dio, in modo da farci spingere verso la destinazione desiderata.12

Se desideriamo una maggior somiglianza a Gesù nella nostra vita, dobbiamo “issare le vele”. Come possiamo farlo? Ci riusciremo in parte facendo cose che contribuiscono a sviluppare il nostro carattere cristiano e concentrandoci su atteggiamenti e azioni specifiche che aiutano le nostre vele a prendere il vento dello Spirito, che ci porterà a destinazione. In termini pratici, diventare simili a Cristo significa alterare alcuni aspetti del nostro carattere attuale – un cambiamento difficile. Sono necessarie volontà e disciplina. Per essere spinti dallo Spirito di Dio, comunque, vale davvero la pena di pagare qualsiasi prezzo.

Qualche tempo fa, ho scritto una serie di articoli sulle discipline spirituali, che hanno preso in esame: lettura della Bibbia, preghiera, buona amministrazione, semplicità, offerte e decima, saggio uso del tempo, digiuno, solitudine e silenzio, culto e adorazione, evangelismo, fratellanza, confessione, studio e apprendimento, tenere un diario, servizio e celebrazione. Praticare le discipline spirituali è uno dei metodi principali per sviluppare la nostra somiglianza a Cristo. Dato che ho già ampiamente coperto questo aspetto della crescita spirituale, non dedicherò tempo a ripassarle individualmente in questa serie, anche se ne accennerò ad alcune. Vi raccomando, però, di leggere o rileggere quegli articoli per integrare questa serie, dato che questi due concetti sono intrecciati e inseparabili.13

In questa serie mi concentrerò sullo sviluppo della nostra somiglianza a Cristo, cosa che comporta la seria opera di edificazione del nostro carattere che è necessaria per vivere gli insegnamenti di Gesù e del Nuovo Testamento. Ciò comporta la precisa volontà di vivere nel regno di Dio. Nei Vangeli, Gesù ci ha parlato del regno di Dio, a volte menzionato anche come regno dei cieli. Ci ha insegnato che il regno è allo stesso tempo futuro e presente. Vivere nel regno nel presente vuol dire che permettiamo a Dio di regnare nella nostra vita e governarla, riconoscendolo e onorandolo come nostro Creatore. Vuol dire cercare di vivere in un modo che lo onori e lo glorifichi, facendo del nostro meglio per vivere secondo ciò che Lui dice nelle Scritture.

Per diventare più simili a Cristo, per condurre una vita più incentrata sul regno, dobbiamo fare uno sforzo per allineare la nostra vita, le nostre decisioni, le nostre azioni e il nostro spirito con Dio e la sua Parola. Farlo significa “spogliarci” di alcuni aspetti di noi stessi e del nostro carattere, “rivestendoci” di alcuni aspetti di una vita a somiglianza di Cristo. Significa coltivare i frutti dello Spirito Santo: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo.14 Facendo la nostra parte per issare le nostre vele, diventiamo sempre più simili a Cristo.


Nota

Tutte le citazioni bibliche in questo articolo sono tratte dall’edizione Nuova Riveduta, a cura della Società Biblica di Ginevra


1 Molti punti di questo articolo sono tratti e riassunti da Cultivating Christian Character, di Michael A. Zigarelli (Colorado Springs: Purposeful Design Publications, 2005).

2 Colossesi 3,4–5.8–10.

3 Efesini 4,25.

4 Efesini 4,31.

5 Giacomo 1,21.

6 1 Pietro 2,1.

7 Ebrei 12,1.

8 Colossesi 3,12–15.

9 Romani 13,12,14.

10 Efesini 4,22–24.

11 Zigarelli, Cultivating Christian Character.

12 Ibid., 39.

13 Per altri particolari su queste discipline, raccomando i seguenti libri in inglese, che ho utilizzato nella preparazione della serie “Le discipline spirituali”: Celebration of Discipline, di Richard J. Foster; Spiritual Disciplines for the Christian Life, di Donald S. Whitney; The Spirit of the Disciplines, di Dallas Willard.

14 Galati 5,22–23.


Pubblicato originariamente in Inglese il 9 febbraio 2016.